Renzi Luca 150418103227
REGIONALI 20 Aprile Apr 2015 1954 20 aprile 2015

Pd, caos e guai giudiziari in Campania

De Luca ineleggibile. Poziello fatto fuori. Ercolano commissariato. Renzi, che grane.

  • ...

Matteo Renzi con Vincenzo De Luca a Pompei.

È talmente democratico, il Pd campano, che ognuno fa un po' come gli pare.
E, a poco meno di un mese e mezzo dalla impegnativa doppia tornata elettorale del 31 maggio (Regionali e Amministrative), la situazione nel partito è diventata a tal punto ingestibile che pure il premier Matteo Renzi ha deciso di starne lontano.
È una galassia dove non si contano più le collisioni tra correnti, kapò e capetti.
DE LUCA L'INELEGGIBILE. Il candidato governatore è Vincenzo De Luca, ex sindaco di Salerno.
Battuto a sorpresa il più accreditato Andrea Cozzolino, che per superbia ha allentato la presa una decina di giorni prima dell'appuntamento con le primarie, De Luca è tecnicamente ineleggibile causa legge Severino.
Lui giura di no, ma la condanna a un anno per abuso d'ufficio lascia poco spazio alle interpretazioni e ai cavilli giuridici.
POZIELLO FATTO FUORI. Chi invece non riuscirà proprio a scendere in campo sotto l'insegna dem è Antonio Poziello, aspirante fascia tricolore di Giugliano in Campania (Comune-monstre di 115 mila abitanti, il più popoloso non capoluogo di provincia d'Italia) fatto fuori dal segretario provinciale Venanzio Carpentieri perché rinviato a giudizio per associazione a delinquere e truffa per i milioni di euro dei corsi di formazione regionali.
Poziello si è visto commissariare anche il locale circolo dem, dov'è arrivata una vecchia volpe come il consigliere regionale Peppe Russo.
IDEA DI UNA LISTA CIVICA. E non è detto che alla fine Poziello non decida di sfidare il Pd, lui che è solo imputato e non condannato come De Luca, con una sua lista civica.
Se valgono i principi del codice etico, ragiona coi suoi sostenitori, non possono esserci immunità ad personam. «Perché lui sì e io no?». Dategli torto.

Ercolano resiste alle imposizioni del Nazareno

Un momento dell'occupazione da parte di un gruppo di iscritti e di eletti del Pd di Ercolano della sede del partito.

Poco più a Sud, a Ercolano, lungo la fascia costiera del Miglio d'Oro stretta tra le pendici del Vesuvio e il mare del Golfo, Lenin ci ha messo tre giorni per mettere in riga il “Giglio Magico”.
Il circolo intitolato all'ex eroe della Rivoluzione d'ottobre, occupato per 72 ore dai militanti e dai dirigenti locali, sta stoicamente resistendo alle pressioni del Nazareno un po' come i 300 spartani di Re Leonida resistettero alle Termopoli contro le preponderanti orde di Serse il Persiano.
IL SINDACO INDAGATO. Il sindaco della città degli Scavi, Vincenzo Strazzullo, il vice e un consigliere comunale - tutti Pd - sono indagati per corruzione per una serie di appalti che valgono 15 milioni di euro.
Hanno tutti garantito che faranno un passo indietro, questo sì, ma non lasceranno che a scegliere il candidato sindaco sia il ministro Maria Elena Boschi che vorrebbe l'investitura di un suo (sedicente) uomo d'apparato, Ciro Buonajuto. Le primarie potrebbero/dovrebbero sciogliere il nodo, ma pare che siano saltate per la quarta volta nell'ultimo bimestre.
CIRCOLO COMMISSARIATO. Alla fine è possibile pure che i ras delle tessere di Ercolano decidano di puntare su Buonajuto, ma dopo aver fatto capire ai fiorentini che non sono gradite imposizioni dall'alto.
Il circolo è stato già commissariato, ma - dicono in città, parafrasando Totò - «ce ne facciamo baffo».

Cuomo ha gettato la spugna a Castellammare

Lo striscione esposto dagli operai cassintegrati a Pomigliano d'Arco, davanti allo stabilimento della Fiat.

Qualche decina di chilometri più giù, a Castellammare di Stabia, un sindaco Pd c'era, ma si è dimesso.
Nicola Cuomo, ogm democristian-piddino, è il nipote di Antonio Gava.
Dilaniato dalla guerra per bande tra i dem nello Stabiese, ha gettato la spugna dopo il fallimento delle storiche terme.
«Fondate da suo nonno, Silvio Gava, e da lui affondate», recita un maligno slogan locale.
Il boccino ora ce l'ha in mano un autentico signore del consenso, Gennaro Iovino.
Sarà lui a decidere con il pollice dritto o verso se Cuomo continuerà a frequentare il secondo piano di Palazzo Farnese.
IOVINO E LE BUSTARELLE. Iovino, negli Anni 90, fu coinvolto pure in una indagine su bustarelle e regali all'Usl da cui uscì patteggiando la pena. Ma è storia di 15 anni fa - lui si lamenta con chi glielo fa notare - e non ha senso riprenderla ora. Pure qui, il circolo ha le ore contate.
POMIGLIANO NEL CAOS. Come ha le ore contate la presunta candidatura unitaria a Pomigliano d'Arco, l'ex Stalingrado del Sud, dove le primarie hanno visto la vittoria - per soli tre voti di scarto - dell'ex sindaco Michele Caiazzo.
Al quale la segreteria provinciale avrebbe preferito l'outsider Luigi Cantone che però si è improvvisamente ritirato.
Qualcuno dice perché minacciato, ma il diretto interessato nega decisamente. E così ora non si sa chi dovrà correre per la poltrona più alta dell'Amministrazione comunale.

Un fascicolo sulla metanizzazione della provincia di Caserta

Antonio Iovine.

Tutto questo, peraltro, accade nel momento in cui delicatissime indagini convergono sulla Tangentopoli rossa in cui è coinvolta la Cpl Concordia, decapitata da una serie di arresti richiesti dai pm Woodcock, Carrano e Loreto, e tutto il sottobosco politico-affaristico di centrosinistra.
L'azienda modenese, secondo la ricostruzione accusatoria, creava provviste finanziarie in nero, in Tunisia, per pagare mazzette a politici e partiti, in cambio di appalti.
ACCUSATI DA IOVINE. Sui cantieri per la metanizzazione della provincia di Caserta, la Dda ha aperto un fascicolo sulla base delle dichiarazioni del super-pentito Antonio Iovine.
Che ha accusato i manager della società emiliana di aver chiuso un accordo coi Casalesi per affidare i ricchi subappalti a imprenditori graditi al boss Michele Zagaria.
COINVOLTO PURE DIANA. In questo fascicolo, compare anche il nome dell'ex senatore antimafia dei Ds Lorenzo Diana (non indagato) che avrebbe fatto da garante “politico” per la Cpl sul territorio casertano e che, sempre secondo Iovine, avrebbe fatto mettere sotto contratto dalla Concordia l'uomo che ne curava gli spostamenti da ricercato.
«Leopoldo Martino è stato assunto dalla Cpl grazie alla raccomandazione del senatore Diana», ha svelato il pentito a Cesare Sirignano, silenzioso ma combattivo magistrato della Dda partenopea.
«Martino è una persona a me legata. Era solito accompagnarmi durante la mia latitanza, quando io mi incontravo con gli affiliati per concordare affari e strategie».
NASCOSTO IN MACCHINA. Leopoldo al volante, il gran capo nascosto dietro. «Io mi mettevo nel cofano della macchina e lui la guidava (...)», ha ricordato Iovine nel corso dell'interrogatorio del 26 settembre 2014, «in uno di questi spostamenti, fu Martino a dirmi di essere stato assunto alla Concordia grazie al senatore Diana».
Oggi Diana è uno dei manager di fiducia del sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Che, giusto per gradire, ha dichiarato guerra al Pd di Renzi per il decreto Sblocca Italia che lo ha esautorato dei poteri per la bonifica di Bagnoli.

Correlati

Potresti esserti perso