Matteo Renzi 150202104521
INIZIATIVA 20 Aprile Apr 2015 1918 20 aprile 2015

Riforma scuola, Renzi scrive ai docenti

La lettera del premier è attesa entro il 5 maggio, giorno in cui è previsto lo sciopero. Prima lettura il 10/5.

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Matteo Renzi.

Matteo Renzi ha intenzione di scrivere una lettera a tutti i docenti italiani per illustrare loro la riforma della scuola. È quanto emerso dalla riunione del 20 aprile al Nazareno. La lettera dovrebbe essere inviata prima del 5 maggio, giorno dello sciopero. Entro maggio, poi, i circoli Pd saranno mobilitati per un giorno di informazione sul ddl.
«Farebbe ridere, se non fosse un giorno triste, scioperare contro un governo che sta assumendo centomila insegnanti», avrebbe detto il premier sull'agitazione.
CISL: «RENZI SUPERFICIALE». Un attacco, quello del premier, che ha avuto un'immediata replica.
Il segretario general della Csil scuola Francesco Scrima ha detto che «con quella battuta, il presidente del Consiglio ha confermato soltanto la sua superficialità, la sua presunzione e la sua scarsa conoscenza di una realtà, quella della scuola, su cui ha molto da imparare e ben poco da insegnare».
PIOGGIA DI EMENDAMENTI. Un battibecco a distanza arrivato nel giorno in cui sul tavolo della commissione Cultura alla Camera sono state rovesciate palate di emendamenti al ddl scuola (il termine per presentare le proposte di modifica al testo è scaduto il 20 aprile alle 12).
Ben oltre il migliaio complessivo. Oltre 200 ne ha presentati Forza Italia, più di 200 Sel, 650 il Movimento cinque Stelle.
Confermato il timing: prima lettura alla Camera entro il 10 maggio, poi esame al Senato e terza lettura a Montecitorio in tempi brevi.
DIVERSI NODI. Ma il passaggio emendamenti non si annuncia semplice: si chiede l'ampliamento della platea di precari da assumere, la revisione delle detrazioni per le paritarie, la riduzione del potere dei dirigenti scolastici ma anche interventi sulla formazione dei docenti, il potenziamento dello studio del latino, l'abrogazione dell'articolo relativo alle materie delegate al governo.
Per il provvedimento fortemente voluto dal premier potrebbe cominciare un percorso di guerra, considerando anche i tempi stretti per portare in cattedra da settembre i 100 mila nuovi assunti.

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