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MAMBO 20 Aprile Apr 2015 1543 20 aprile 2015

Via Salvini dalle tivù, date la parola agli umani

In onda soltanto odio e linguaggio osceno. A volte lo fa pure la sinistra Pd con Renzi.

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Matteo Salvini e Lilli Gruber durante la puntata di Otto e mezzo (8 aprile 2015).

Nell’antirenzismo che emerge dal dibattito politico vien fuori un dato di pretestuosità e di inciviltà che lascia interdetti.
Beninteso: il premier è criticabile e criticato, il suo personaggio può e deve passare al vaglio di analisti, avversari e anche comici.
Non gli va risparmiata alcuna osservazione sul suo modo di fare, di presentarsi, di governare.
C’è però un “troppo” che non intacca solo la sua persona e il suo ruolo, ma che dà l’idea della miserabilità di una parte della classe dirigente del Paese.
IL SUDATICCIO DIVISIVO. Prendete questo personaggio che, per dirla alla Berlusconi, non ha mai lavorato in vita sua: Matteo Salvini, che sembra sempre appena uscito da una bottiglieria.
È una star televisiva, lo invitano come si invitavano anni fa nei talk show quei personaggi da cui ti aspettavi la parolaccia e la rissa per accrescere gli ascolti.
Non c’è mai in questo sudaticcio personaggio una idea che non sia portatrice di odio, non c’è mai una proposta che non sia divisiva, non c’è mai nulla.
ALMENO BOSSI AVEVA UN'IDEA. I suoi predecessori, come a Umberto Bossi, dicevano cose terribili, ma nel nome di un’idea bislacca che si sforzavano di argomentare e persino di motivare il culturalmente, cioè il nordismo.
Il fidanzato della Isoardi è un fascista a ruota libera, sicuro che ogni mattina e ogni sera la sua giornata televisiva sarà piena grazie alla pigrizia e alla accondiscendenza di conduttori tivù privi di fantasia.
ANCHE IL PD ORA ESAGERA. Non c’entra niente con lui la sinistra del Partito democratico. Ovviamente. Ma anche questi personaggi stanno dando vita a uno spettacolo insopportabile, presentando la legge elettorale come il discrimine fra democrazia e autoritarismo.
Ma perchè non leggete D’Alimonte su Il Sole 24 ore? Perché questa storia che l’amico più vicino diventa il nemico assoluto? Ragazzi, la notizia è che Stalin è morto e non lotta insieme a noi!
Sono anni che la società italiana è intossicata dalla politica delle parole violente.
Non sono le ruberie a sconvolgere i cittadini. Le ruberie li fanno incazzare, ma tutto sommato quando se ne parla è perché sono state scoperte.
VI ASCOLTANO PURE I BIMBI. C’è una classe politica che è il al di sotto di tutti i parametri e con i“nuovi arrivati” si è raschiato il barile.
Ma il linguaggio è la vera arma devastante di questa seconda Repubblica e della terza che si sta affacciando.
Queste donne e questi uomini non immaginano che ad ascoltarli ci siano anche bambini.
Non immaginano che ad ascoltarli ci sia quella maggioranza di italiani perbene che vive rispettando gli altri e le cui tasse pagano le loro giornate iraconde e il loro perder tempo a insultare il mondo.
La ferocia del linguaggio non si ferma di fronte a nulla, tanto meno ai morti, soprattutto se di un altro colore.
Sta crescendo una società disumana che come prima natura ha l’odio.
USIAMO LINGUAGGI DIVERSI. Dovremmo tremare al pensiero che un giorno si possano sfasciare le istituzione e questi sentimenti, da parole televisive, possano diventare ideologie combattenti.
Chi viene da culture politiche serie decida fin d’ora di usare un linguaggio diverso pur nella legittima contrapposizione.
Chi viene dal nulla venga contrastato anche dai mezzi di informazione: mandate a inizio di trasmissione un filmato con le parole di Salvini, Santanchè e Borghezio, poi basta. Poi date la parola agli essere umani.

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