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CAMPIDOGLIO 21 Aprile Apr 2015 1454 21 aprile 2015

Giubileo, Marino commissariato? Arriva Pecoraro

L'idea di Renzi: affidare all'ex prefetto il Grande evento. Esautorando Marino. Considerato inaffidabile e mal visto in Vaticano. Ma il sindaco fa le barricate.

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Giuseppe Pecoraro, prefetto di Roma.

D’accordo, per stabilire con certezza che Ignazio Marino, primo cittadino della Capitale, sia il sindaco meno amato d’Italia fra quelli delle grandi città non c’era certo bisogno della periodica ricerca de Il Sole 24 Ore.
Basta girare per le strade della città eterna per accorgersi di quanto il marziano di Roma sia sempre più un extraterrestre.
UN MALE DA ESTIRPARE. La questione sta iniziando a creare non pochi problemi al Partito democratico di Matteo Renzi, il quale considera le beghe locali un inutile fastidio, un male da estirpare con tutti i mezzi.
Il premier dunque sembra essere sempre più intenzionato ad assestare l’ultimo colpo, probabilmente quello decisivo, al sindaco meno amato del Paese.
PREFETTO IN PENSIONE. Con la scusa di gestire al meglio il Giubileo straordinario voluto da papa Francesco, Palazzo Chigi sarebbe pronto a nominare come commissario straordinario per lo storico evento del mondo cattolico l’ex prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, andato in pensione da poche settimane e sostituito dal super prefetto Franco Gabrielli, l’uomo delle grandi emergenze e delle soluzioni impossibili.
CAMPIDOGLIO ESTROMESSO. Grazie a questo tandem di ferro l’esecutivo avrebbe in mano le redini dell’intera operazione Giubileo, estromettendo il Campidoglio, dunque Marino, anche dalla cabina di regia organizzata assieme agli emissari del Vaticano.
È del tutto evidente che Renzi considera il sindaco di Roma inaffidabile e, soprattutto, inappropriato rispetto a ciò che sta per accadere a Roma.
E visto che già l’Expo di Milano è una bella rogna, due insieme sarebbe davvero troppo.

«Roma è pronta»: e il mix di ingorghi, buche e sporcizie?

Ignazio Marino.

Il Giubileo straordinario indetto da papa Francesco è uno di quegli appuntamenti di caratura planetaria che l’Italia non può permettersi di sottovalutare.
Specie sotto il profilo organizzativo. Ecco perché le prime mosse del sindaco Marino (a partire da quella infelice frase secondo la quale «Roma è pronta», come dichiarato a caldo senza mostrare il minimo assillo per una città quotidianamente assediata da ingorghi, buche e sporcizia) hanno irritato non poco l’entourage del premier.
Ora resta da decidere il da farsi.
EMERGENZA TRAFFICO. Ossia se assegnare al commissario il coordinamento degli interventi per l’Anno santo, ipotesi che in Campidoglio osteggiano con forza, oppure se procedere con un commissariamento “soft”, che significa affidare poteri speciali (a cominciare da quelli per l’emergenza traffico) al prefetto di Roma.
Franco Gabrielli, avendo alle spalle l’esperienze di capo della Protezione civile, è un uomo in grado di fornire al governo ampie garanzie, ma Pecoraro ha il vantaggio di avere ottimi rapporti con il Vaticano, dove Marino viene vissuto come un male non voluto.
UNA CABINA DI REGIA. A maggior ragione la logica dell’attivazione di “una cabina di regia” al Viminale, con tanto di gruppi di lavoro ad hoc sulla sicurezza della città e dei milioni di pellegrini che dall’8 dicembre sono pronti a riversarsi in Vaticano, sembra essere la strada maestra.

Ignazio non vuole interferenze o badanti

Piazza San Pietro in Vaticano.

L’inquilino del Campidoglio, tuttavia, di farsi mettere qualcuno sopra non ne vuol proprio sapere e sta facendo di tutto per evitare il commissariamento.
Che per lui avrebbe il sapore del “badante”.
RUTELLI INDISPONIBILE. Perciò, infastidito per le “interferenze” e le “candidature stile Rutelli” (l’ex sindaco che in tanti vorrebbero a guidare le operazioni per il Giubileo, ma che si è già detto «indisponibile a incarichi pubblici»), Marino ha deciso di fare le barricate.
POOL INTERNO AL COMUNE. Innanzitutto ha istituito un pool interno al Comune, composto dagli assessori più fidati (Mobilità, Lavori pubblici, Urbanistica e Grandi eventi), che «si interfaccerà poi con Palazzo Chigi, Vaticano e Regione Lazio per discutere le misure da adottare».
Quindi ha fatto precisare allo staff che «non esistono norme che obbligano a individuare l’eventuale commissario in una persona diversa dal sindaco», tant’è che con Rutelli le due figure coincisero, e che comunque «si valuterà con il governo se l’evento si potrà gestire in modo ordinario oppure se c'è bisogno di una figura ad hoc».
«NIENTE CUCCAGNA». Infine ha tagliato corto: «Questo è il Giubileo della misericordia, non della cuccagna o delle poltrone».
Peccato che ormai nessuno lo stia ad ascoltare.

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