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SCONTRO 21 Aprile Apr 2015 1123 21 aprile 2015

Italicum, Aventino delle opposizioni contro Renzi

Strappo in commissione di Fi, Sel, M5s, Sc e Lega. Il premier: «Avanti, niente palude».

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Matteo Renzi.

Opposizioni e minoranza Pd all'attacco del governo sulla legge elettorale.
All'indomani del turnover in casa dem, con la sostituzione di 10 membri del Pd, in Commissione Affari Costituzionali della Camera, è rottura sull'Italicum.
«Lasceremo al Pd tutta la responsabilità di approvarsi l'Italicum blindato, a disonore del Partito democratico stesso», ha annunciato Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera.
RENZI TIRA DRITTO. Parole a cui ha replicato il premier Matteo Renzi: «Da anni diciamo che è una priorità cambiare la legge elettorale. Fermarsi oggi significherebbe consegnare l'intera classe politica alla palude e dire che anche noi siamo uguali a tutti quelli che in questi anni si sono fermati prima del traguardo. Ma no, noi non siamo così».
«SOSTITUZIONI NECESSARIE». Renzi ha aggiunto che «è tempo di decidere. Chi grida allo scandalo perché alcuni deputati sono sostituiti dovrebbe ricordare che è non solo normale ma addirittura necessario se crediamo ai valori democratici: si chiama democrazia quella in cui si approvano le leggi volute dalla maggioranza, non in cui vincono i blocchi imposto dalle minoranze».
AVENTINO DELLE OPPOSIZIONI. Lo strappo di Forza Italia è arrivato dopo quelli di Movimento 5 stelle, Scelta civica e Sel. «Non siamo abituati alle farse, è un fatto senza precedenti, è evidente che Renzi tratta la commissione come una sezione del Pd», ha sottolineato il capogruppo Sel Arturo Scotto.
ANCHE LA LEGA LASCIA I LAVORI. Quindi anche la Lega ha abbandonato i lavori. «Non abbiamo alcuna intenzione di mischiarci ai burattini di Renzi e di fare il loro gioco. Per questo non parteciperemo alla commissione Affari costituzionali», ha commentato Cristian Invernizzi, capogruppo del Carroccio in Commissione. «Questo è un ulteriore esempio di come Renzi utilizzi il parlamento a suo uso e consumo».
GUERINI: «STRUMENTALIZZAZIONE». Dura la replica del vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, secondo cui da parte delle opposizioni c'è «volontà di strumentalizzare, di sottrarsi al confronto e di ricavare qualche beneficio politico in questo passaggio».

Cuperlo avverte Renzi: «Legislatura a rischio»

Gianni Cuperlo, ex presidente del Partito democratico.

Per Gianni Cuperlo il turnover in casa dem ha pochi precedenti nella cronaca parlamentare: «È successo in passato che un singolo parlamentare sia stato sostituito in commissione, ma qua siamo di fronte a una sostituzione di massa. È un precedente che forse dovrebbe fare riflettere», ha detto l'esponente della minoranza dem, a La Telefonata di Belpietro. Cuperlo ha ribadito inoltre che una eventuale fiducia sull'Italicum metterebbe a rischio la legislatura.
BINDI CONTRO LA FIDUCIA. Rosy Bindi, dopo la sostituzione dei parlamentari Pd, ha dichiarato alla Stampa, che «rischia di esserci qualche conseguenza. Le nostre sono modifiche di merito per migliorare la legge nella direzione del bipolarismo che auspica Renzi. Spero che non sia l'ultimo atto, ma ci sia disponibilità a un confronto sugli emendamenti». «Mi auguro», ha continuato, «che alla fine non venga messa la fiducia. Sarebbe incostituzionale, una contraddizione in termini, una provocazione, grave e inutile» e se fosse chiesta «non risponderò all'appello. Questa però sono io, Rosy Bindi, lontana dalla logica dei franchi tiratori. Il problema è che con lo scrutinio segreto sul provvedimento ci possono essere altri che rispondono alla chiama e poi con il voto segreto si comportano come i 101 contro Prodi».
FRECCIATA DI CIVATI A RENZI. Secondo Pippo Civati, nel Pd da mesi «è molto difficile discutere, praticamente impossibile». Quindi si è rivolto a Renzi: «Ora sostituiscici anche in Aula. Non puoi? Peccato».
I 10 SOSTITUTI DEI DISSIDENTI PD. Intanto ci sono i nomi dei 10 esponenti del Pd chiamati a sostituire i ' dissidenti'. Sono David Ermini, Alessia Morani, Giampaolo Galli, Franco Vazio, Stefani Covello, Paola Bragantini, Stella Bianchi, Maria Chiara Gadda, Edoardo Patriarca e Ileana Piazzoni.

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