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PROPOSTA 21 Aprile Apr 2015 2103 21 aprile 2015

Migranti, Alfano: «Affondare i barconi prima che partano»

Il ministro dell'Interno annuncia un negoziato in corso con Ue e Onu. Lo scafista al timone era ubriaco.

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Angelino Alfano.

Per fermare gli sbarchi occorre affondare i barconi prima che salpino dalle coste libiche. È questa la proposta sulla quale sta lavorando il ministro dell'Interno Angelo Alfano, dopo che già in giornata si erano paventate ipotesi di un possibile intervento militare da parte dell'Unione europea.
«NEGOZIATO CON ONU E UE». L'obiettivo, ha spiegato lo stesso Alfano in serata, è «affondare i barconi degli scafisti, impedire che partano». «Noi da soli non possiamo farlo ed è in corso un negoziato con Onu e Ue per avere, in un quadro di legalità internazionale l'autorizzazione a questo intervento».
«OTTENERE AZIONI MIRATE. «La nostra richiesta» - ha aggiunto Alfano - «è chiara: ottenere azioni mirate nei confronti della Libia, nei confronti dei trafficanti che sono i nuovi schiavisti del 21esimo secolo. Affondare i barconi significa stroncare la più macabra agenzia di viaggio della storia».
«DECISIONI IN SEDE INTERNAZIONALE». «Noi» - ha sottolineato - «da soli non possiamo farlo. Andare lì con le nostre navi senza autorizzazione internazionale sarebbe una dichiarazione di un atto di guerra, per questo è in corso un negoziato. Su come affondare i barconi» - ha aggiunto - «si deciderà in sede internazionale. Noi siamo pronti a fare quello che serve, lo possiamo fare anche noi, ma vogliamo coinvolgere una coalizione internazionale».
«CAMPI PROFUGHI NEI PAESI OLTRE IL MEDITERRANEO». Accanto a questa azione contro gli scafisti il ministro ha poi ribadito la proposta di creare «campi profughi al di là del Mediterraneo, con il consenso dei Paesi ospitanti, in modo da fare lì lo screening su chi ha diritto all'asilo e chi no: quelli che hanno diritto devono essere distribuiti in tutti i 28 Paesi dell'Unione». Sulla creazione di questi campi, ha informato Alfano, «abbiamo avviato discussioni con Sudan e Niger e ci vuole anche la collaborazione delle organizzazioni umanitarie».
BOLDRINI CRITICA: «MA CHE VUOL DIRE?» Decisamente critica nei confronti della proposta in questione la presidente della Camera Laura Boldrini. «Che vuol dire affondare i barconi degli scafisti?», ha obiettato. «Per farlo bisogna avere l'autorizzazione del Paese in cui sono presenti e a chi si chiede in Libia questa autorizzazione?» E ancora: «O c'è un accordo con un'autorità locale che ha già identificato un barcone come proprietà di trafficanti, altrimenti quale barca affondiamo?». Colpendo le imbarcazioni poi, ha proseguito la presidente della Camera, «ci disinteresseremmo della sorte dei profughi, che resterebbero intrappolati in Libia in una situazione di caos». Quella della Libia, ha aggiunto, «è una soluzione tampone, bisogna invece fare in modo che non ci sia richiesta di fuggire, risolvendo i conflitti che sono alla base delle fughe».

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