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POLITICA 22 Aprile Apr 2015 1540 22 aprile 2015

Italicum, Boschi: «I partiti rinuncino al voto segreto»

Via libera in Commissione al ddl. Testo in aula lunedì 27 aprile. Cav: «Legge autoritaria».

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Maria Elena Boschi.

Via libera dopo la bufera. All'indomani dell'Aventino delle opposizioni la Commissione Affari costituzionali della Camera, dove erano presenti solo gli esponenti della maggioranza, ha approvato all'unanimità il testo della riforma elettorale. La discussione del ddl in Aula è stata quindi calendarizzata per il 27 aprile.
BOSCHI: «SIA BATTAGLIA A VISO APERTO». «Mi auguro che da lunedì le opposizioni partecipino, anche perché uno dei relatori, il presidente della commissione Sisto, è proprio di Forza Italia», ha commentato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Ma da Berlusconi è arrivato un secco rifiuto: «È una legge autoritaria, non la voteremo».
Quanto all'ipotesi del voto segreto, Boschi ha sottolineato che «Fi ha già annunciato che lo chiederà»: «Mi auguro che tutti i gruppi parlamentari decidano di discutere senza ricorrere al voto segreto, che è una possibilità e non un obbligo, e che la battaglia avvenga a viso aperto», ha aggiunto Boschi.
«Siamo tranquilli. La maggioranza è stata compatta in commissione e lo sarà anche in Aula», ha poi replicato a chi le ha domandato se il governo abbia i numeri per approvare la riforma. «Non è detto», ha aggiunto, «che anche qualche partito di opposizione non ci ripensi. Fi aveva già votato al Senato questa legge».
M5S: «GUERRA AD ARMI PARI, VIA GLI ABUSIVI DEL PD». Il deputato M5s e vicepresidente dalla Affari Costituzionali, Danilo Toninelli, ha replicato su Facebook: «Boschi chiede una battaglia a viso aperto? Ok, ma ad armi pari. Fuori i 130 abusivi del Pd eletti col Porcellum». E ha concluso: «Ci vediamo in Aula».
Il governo però va avanti per la sua strada e potrebbe anche porre la questione di fiducia, andando incontro al rischio di una clamorosa sconfitta. Il premier Matteo Renzi ha ribadito la propria sfida: «Non ho paura delle elezioni».
Renato Brunetta, dal canto suo, non solo ha annunciato di voler chiedere il voto segreto su tutti gli emendamenti su cui il regolamento di Montecitorio lo consente, ma anche sul voto finale al provvedimento.
Ora la fiducia può essere posta sul testo della legge per superare i primi voti segreti, non può esserlo sullo scrutinio voto finale. «Paura eh?», ha sbeffeggiato il governo Brunetta.
SOCCORSO AZZURRO IMPENSABILE. Insomma un 'soccorso azzurro' sull'Italicum come in Senato, il 27 gennaio 2015, è al momento difficilmente immaginabile.
Nella minoranza del Pd poi si registrano quattro linee diverse. C'è una parte di Area Riformista che dice «basta» al tira e molla e chiede di dichiarare subito il sì all'Italicum in Aula; un'altra parte della stessa corrente insiste nel chiedere una trattativa sul merito sino all'ultimo; alcuni Big, come Pierluigi Bersani o Rosi Bindi sono contrari alla legge ma per evitare il «no» alla fiducia uscirebbero dall'aula; infine c'è chi, come Pippo Civati o Stefano Fassina, mira alla spallata al governo e non solo all'Italicum.
Uno scenario che aleggia ormai da giorni e a cui Renzi ha risposto senza giri di parole: «Non ho paura delle elezioni», che si terrebbero con il Consultellum, un proporzionale puro dove nessuno vincerebbe e la parola passerebbe ai partiti dopo le urne. Un sistema che piace a tutte le opposizioni e, come ha detto Alfredo D'Attorre il 31 marzo, anche alla minoranza Dem.

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