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SCENARIO 22 Aprile Apr 2015 0513 22 aprile 2015

Italicum, l'arma di Renzi: le poltrone da assegnare

In gioco ci sono 500 nomine politiche. Da qui al 2017. Rai, Sogin, Cdp, Gse, Anas: 100 controllate dello Stato rinnovano i Consigli. Un'assicurazione per il premier.

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Il premier Matteo Renzi.

Ora che la sfida per l'Italicum entra nella sua fase più calda, in molti si interrogano su come andrà a finire la vicenda: la spunterà Renzi e porterà a casa la legge elettorale, o avranno la meglio le opposizioni decretando di fatto la fine della legislatura?
Nei palazzi della politica romana l'esito del braccio di ferro è atteso con estrema preoccupazione, e non solo per gli effetti negativi che potrebbe avere la brusca interruzione di un percorso di governo in una fase congiunturale positiva, ma anche e soprattutto per le ricadute che potrebbero travolgere buona parte dell'indotto economico dello Stato.
Perché, come suggerisce una fonte autorevole chiedendo di restare anonima, «oltre alle riforme ci sono centinaia di nuove nomine da fare». Politiche, ovviamente.
SI RINNOVANO I CDA DI 100 SOCIETÀ. Lettera43.it ne ha contate all'incirca 500, per rinnovare i Consigli di amministrazione di oltre 100 società, direttamente o indirettamente controllate dallo Stato.
Una partita di circa 7 miliardi di euro, che il presidente del Consiglio dovrà affrontare in particolar modo tra la fine del 2015 e il 2017, quando da Palazzo Chigi arriveranno le indicazioni per la scelta dei 63 membri degli organi sociali di ben 16 partecipate di primo e secondo livello del ministero dell'Economia e delle Finanze.
Che a loro volta dovranno scegliere 472 componenti dei Cda di altre 97 partecipate indirette (cioè attraverso aziende che fanno parte dei gruppi controllati dallo Stato, di cui una dal ministero dello Sviluppo economico).

Rai, Anas, Cdp: le poltrone più calde

La sede della Rai, in viale Mazzini 14 a Roma.

Tra queste società figurano anche brand altisonanti. A cominciare dalla Rai, il cui Consiglio scadrà nel 2015, e che nel 2012 ha ottenuto entrate per 2 miliardi e 761 milioni di euro, di cui 1,7 assicurati dal canone, pur avendo sulle spalle un organico monstre di circa 13.158 dipendenti (635 dirigenti e 1.939 giornalisti).
La tivù di Stato, però, dovrà attendere l'esito dell'iter parlamentare della riforma elaborata dal governo Renzi: se il testo dell'esecutivo non dovesse ricevere per tempo il disco verde del parlamento, allora le nomine dovranno essere fatte con il metodo attualmente in vigore.
IL CARICO DA 90 NEL 2016. Nonostante le dimissioni di Pietro Ciucci dopo l'ennesimo crollo in Sicilia, il 2015 sarebbe stato comunque l'anno dei cambiamenti in casa Anas (6.181 dipendenti e un utile di gruppo di 8,7 milioni realizzato nel 2012). Così come sono in scadenza gli organismi dirigenti della Società generale di informatica-Sogei (personale di 2.167 unità e un risultato netto nel 2013 di 24.581.000) e del Gestore servizi energetici-Gse (utile d'esercizio realizzato nel 2012 di 19.229.614 e 662 unità tra dipendenti e collaboratori).
È nel 2016, però, che arriverà il carico da 90. Il prossimo anno, infatti, scadranno i Cda di Cassa depositi e prestiti (oltre 500 dipendenti e un utile netto di quasi 2 miliardi e 400 milioni nel 2012), della Società di gestione degli impianti nucleari-Sogin (circa 800 dipendenti e un risultato netto d'esercizio 2012 di 4.199.772) e dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa-Invitalia (patrimonio netto consolidato di oltre 890 milioni di euro e 780 dipendenti).
OLTRE L'ITALICUM C'È DI PIÙ. Il quadro dovrà essere poi completato nel 2017, con le nomine per alcune società di secondo livello. Che seppur non sotto l'egida diretta del ministero delle Finanze, rappresentano comunque un pezzo importante della nostra economia, visto che si tratta anche di controllate Eni e Ferrovie dello Stato.
Insomma, dentro la partita sulla legge elettorale se ne giocano molte altre di uguale importanza. E chiunque ha deciso di intraprendere la battaglia parlamentare con il governo e il suo leader, avrà di sicuro messo in conto anche questi aspetti. Parafrasando una canzone di qualche anno fa, insomma, oltre l'Italicum c'è di più. Molto di più.

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