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POLITICA 22 Aprile Apr 2015 1810 22 aprile 2015

Marche, cosa succede dopo la mozione di sfiducia a Spacca

Il capogruppo del Pd ha chiesto le dimissioni del governatore. Gli assessori: «Se resta lasciamo noi».

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Gian Mario Spacca.

Il capogruppo del Pd delle Marche, assieme ai capigruppo del centrosinistra, ha depositato formalmente la richiesta di dimissioni del presidente Gian Mario Spacca.
La mozione di sfiducia al governatore è stata firmata dai consiglieri e assessori Mirco Ricci, Antonio Canzian, Sara Giannini, Marco Luchetti Enzo Giancarli, Gianluca Busilacchi, Paolo Perazzoli, Letizia Bellabarba, dal segretario Dem Francesco Comi, Fabio Badiali, Almerino Mezzolani, Angelo Sciapichetti, Gino Traversini, Rosalba Ortenzi, tutti del Pd. Seguono le firme del capogruppo socialista Moreno Pieroni, del capogruppo Udc Valeriano Camela, con il consigliere dello stesso partito Luca Marconi, di Luca Acacia Scarpetti (Idv), e Adriano Cardogna dei Verdi. Di firme per il deposito della mozione ne bastavano nove, ma se l'atto dovesse essere portato in consiglio i voti a favore dovrebbero essere almeno 22.
NON SOTTOSCRITTA DA AP. Ovviamente la mozione non è stata ovviamente sottoscritta dai consiglieri del nuovo partito di Spacca Marche 2020-Ap (gli assessori Paola Giorgi e Maura Malaspina, il presidente dell'Assemblea legislativa Vittoriano Solazzi, il consigliere Paolo Eusebi).
Secondo il capogruppo Pd Mirco Ricci l'ufficio di presidenza del Consiglio regionale, cui spetta la dichiarazione di ammissibilità, potrebbe ipoteticamente convocare un'ultima seduta dell'assemblea per mettere ai voti la mozione di sfiducia come atto indifferibile e urgente, «ma siamo pressoché certi che non lo farà».
GLI ASSESSORI: «SE NON SI DIMETTE LASCIAMO». Gli assessori dem si sono detti disponibili a partecipare ad un'ultima riunione di giunta per approvare «eventuali atti urgenti», e poi, se, come appare chiaro dalla sua dichiarazione di questa sera, il presidente Spacca non si dimetterà, saranno gli assessori Pd, compreso l'esterno Pietro Marcolini, a lasciare l'esecutivo (non si sa ancora se anche l'assessore Udc Luigi Viventi, che sostiene l'alleanza elettorale con il Pd, farà la stessa scelta). «Spacca potrebbe continuare a governare con gli assessori che restano, eventualmente assumendo su di sé le deleghe, ma senza nominare nuovi assessori, e solo per atti di ordinaria amministrazione». Uno scenario sul quale peraltro non c'è ancora una lettura univoca da parte degli uffici.

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