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EMERGENZA 22 Aprile Apr 2015 1450 22 aprile 2015

Migranti, il governo non esclude il blocco navale

Approvato il dispositivo di Fi: al Consiglio dell'Onu il compito di valutare il provvedimento.

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Un barcone di migranti clandestini.

Il governo italiano non esclude la possibilità di arrivare a un blocco navale in Libia. L'approvazione del dispositivo della risoluzione di Forza Italia dà infatti al Consiglio di sicurezza dell'Onu il compito di valutare.
E la parte della risoluzione di maggioranza in cui lo si vietava esplicitamente è stata cancellata.
Nel dispositivo della risoluzione di Forza Italia si impegna il governo, tra l'altro, a sollecitare il Consiglio di sicurezza delle nazioni Unite a «valutare l'opportunità di emanare risoluzioni che permettano alla Comunità internazionale l'applicazione di misure in accordo con quanto stabilito dagli articoli 41 e 42 della Carta della nazioni unite».
INTERRUZIONE TOTALE O PARZIALE. E in questi due articoli, il 41 e il 42, si parla esplicitamente di blocco economico e di blocco navale. La prima norma dispone che il Consiglio di sicurezza dell'Onu possa «decidere quali misure, non implicanti l'impiego della forza armata, debbano essere adottate per dare effetto alle sue decisioni» e possa «invitare i membri delle Nazioni unite ad applicare tali misure».
Queste, si legge nel documento di Forza Italia che le riproduce, «possono comprendere un'interruzione totale o parziale delle relazioni economiche e delle comunicazioni ferroviarie, marittime, aeree, postali, telegrafiche, radio e altre e la rottura delle relazioni diplomatiche».
In più, se il Consiglio di sicurezza «ritiene che le misure previste nell'articolo 41 siano inadeguate o si siano dimostrate inadeguate, esso può intraprendere, con forze aeree, navali o terrestri , ogni azione che sia necessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale».
CANCELLATO IL DIVIETO DI BLOCCO. Tale azione, dice ancora la norma, «può comprendere dimostrazioni, blocchi e altre operazioni mediante forze aeree, navali o terrestri nell'ambito delle Nazioni unite». Oltre ad aver approvato tutto questo, la maggioranza, nella sua risoluzione firmata da Zanda, Schifani e Zeller ha cancellato il passaggio in cui si vietava esplicitamente ogni ipotesi di blocco navale.
«E la decisione di cancellare queste frasi dal testo», come si può vedere anche nella dalla versione originaria del provvedimento, «è stata presa in Aula», ha raccontato Maurizio Gasparri, «grazie anche all'intervento di Pier Ferdinando Casini».
TRIPOLI PRONTA A COLLABORARE. La decisione è arrivata nonostante la posizione del parlamento e del governo di Tripoli (quello non riconosciuto internazionalmente), che in un comunicato: «affermano la propria disponibilità a cooperare con il governo italiano per lottare contro l'immigrazione clandestina attraverso il Mediterraneo».
Con esplicito riferimento al naufragio del 19 aprile, il Gnc e il governo di salvezza nazionale hanno dichiarato disponibilità a cooperare con Roma «per mettere fine a queste tragedie». Il Gnc fra l'altro «chiede di sostenere gli sforzi miranti a pervenire ad una soluzione politica globale che ci aiuti a realizzare la stabilità, a ristabilire l'autorità dello Stato e controllare le frontiere e i terminal» petroliferi.

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