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EMERGENZA 22 Aprile Apr 2015 1523 22 aprile 2015

Migranti, Juncker: «Salvare vite umane è la priorità per l'Ue»

Il presidente della Commissione: «Rafforzare i mezzi a disposizione ma serve accordo in Libia». Merkel: «Immagini della strage inconciliabili con i valori Ue».

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Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker.

Evitare altre morti in mare è in cima gli obiettivi dell'Unione europea.
Jean-Claude Juncker, ha ribadito che «salvare le vite umane è la «prima priorità assoluta della Ue nell'azione sulla crisi dell'immigrazione».
«Per questo è necessario rafforzare i mezzi a disposizione», ha aggiunto il presidente della Commissione Ue dopo la riunione delle Commissioni Ue e Unione africana, in una conferenza stampa congiunta con la presidente Nkosazana Dlamini-Zuma.
UE E UA CHIEDONO ACCORDO IN LIBIA. Dall'incontro è emerso che Ue e Unione africana (Ua) esigono che le parti implicate in Libia si mettano d'accordo» per costituire un governo di unità nazionale perché «abbiamo bisogno di un interlocutore affidabile e stabile», ha detto Juncker.
«IMMAGINI AFFOGATI INCONCILIABILI CON VALORI UE». Decisa sul tema anche la cancelliera tedesca Angela Merkel: «Le immagini delle persone che affogano davanti alle coste dell'Europa non sono conciliabili con i valori dell'Ue».
Il leader di Berlino lo ha detto durante una riunione di gabinetto, secondo quanto riferito dalla sua viceportavoce Christiane Wirtz.
« Il salvataggio di vite umane è al primo posto nella crisi umanitaria in corso nel Mediterraneo», ha aggiunto Merkel.

L'Ue: «Non una guerra, ma operazioni chirurgiche»

David Cameron, premier britannico.

«Non si tratterà di guerra, ma di azioni chirurgiche», è quello che hanno riferito fonti Ue sulla missione militare su cui si sta ragionando in vista del vertice Ue del 23 aprile. «Non si può risultare credibili se non si prende seriamente la proposta di Renzi di distruggere i barconi dei trafficanti prima dell'utilizzo. Questa è un'area su cui sono i nostri sforzi sono concentrati».
CAMERON: «HO SBAGLIATO». Intanto il premier britannico David Cameron ha ammesso di essersi pentito, alla luce delle ultime tragedie del mare, di aver spinto a ottobre per una missione europea su scala ridotta nel Mediterraneo e ottenuto, col sostegno di altri governi Ue, che si passasse dalle operazioni di ricerca e soccorso dei migranti diretti verso l'Italia a un semplice pattugliamento costiero.
In una dichiarazione condivisa con il vicepremier Nick Clegg, che ne ha diffuso i contenuti in uno scritto inviato al Guardian, il capo del governo britannico ha riconosciuto come un errore l'atteggiamento di allora.
LONDRA SOSTENNE UN INTERVENTO RIDOTTO. In quei mesi Cameron fu in prima fila nel sostenere che le operazioni su larga scala per il soccorso dei migranti, prese in carico fino a quel momento di fatto dalla sola Italia, rappresentasse «un incentivo involontario» ai viaggi della disperazione dal Nord Africa. Ma ora, dopo l'ecatombe dei giorni scorsi, ha ammesso che l'idea di passare quell'incombenza all'Ue nella forma di un limitato pattugliamento delle coste «sembra essersi rivelato sbagliato», come ha riferito Clegg.
OFFERTA LA PORTAELICOTTERI BULWARK. L'ammissione dell'errore, seppure per interposta persona, è arrivata dopo che il premier aveva già annunciato in settimana la disponibilità a tornare in sostanza sui suoi passi e a condividere adesso in sede Ue l'impegno per una nuova missione di soccorso a vasto raggio nel Mediterraneo.
Dopo aver ottenuto il via libera dei ministri a questo fine, ha fatto poi trapelare sulla stampa la disponibilità di Londra a partecipare direttamente da subito con l'invio della nave portaelicotteri Bulwark, uno dei pezzi pregiati della Royal Navy.

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