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EMERGENZA 22 Aprile Apr 2015 2043 22 aprile 2015

Migranti, l'Ue pronta a «distruggere i barconi»

Bruxelles non parla di «guerra», ma l'intervento militare è possibile. Il piano in 13 punti. Vertice il 23 aprile.

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La guerra agli scafisti potrebbe cominciare a breve. Anche se l'Ue non vuole che si parli di guerra, ma di una serie «di azioni chirurgiche», la linea che emerge dalla bozza di conclusioni che circola a Bruxelles, alla vigilia del vertice del 23 aprile, è durissima. Ed è molto vicina a quella invocata dal premier italiano Matteo Renzi.
FERMARLI PRIMA CHE PARTANO. I leader europei si impegnano a fare «sforzi sistematici per identificare, catturare e distruggere i barconi prima che essi siano usati dai trafficanti» e chiedono alla Mogherini di «cominciare immediatamente la preparazione di possibili operazioni di sicurezza e difesa» con copertura Onu. «Non si può risultare credibili se non si prende seriamente la proposta di Renzi di distruggere i barconi dei trafficanti prima dell'utilizzo. Questa è un'area su cui sono i nostri sforzi sono concentrati», hanno confermato fonti comunitarie.
I leader Ue intendono «rinforzare rapidamente» le operazioni Triton e Poseidon «quanto meno raddoppiando le risorse per il 2015 e 2016» e «rinforzando il numero di mezzi» in modo da «aumentare le possibilità di ricerca e soccorso nel mandato di Frontex».
TUSK VICINO A RENZI. Le vedute del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk sono molto vicine a quelle del premier Matteo Renzi e in queste ore si sta cercando un consenso per andare avanti, anche se sono molte le questioni legali sulla missione militare ispirata ad Atalanta. Inoltre, è stato spiegato, «il mandato dell'Onu sarà necessario a seconda di quello che sarà lo scopo della missione».

Cameron pentito: «Sbagliai a chiedere intervento limitato»

David Cameron e Matteo Renzi.

Intanto il premier britannico David Cameron ha ammesso di essersi pentito, alla luce delle ultime tragedie del mare, di aver spinto a ottobre per una missione europea su scala ridotta nel Mediterraneo e ottenuto, col sostegno di altri governi Ue, che si passasse dalle operazioni di ricerca e soccorso dei migranti diretti verso l'Italia a un semplice pattugliamento costiero.
In una dichiarazione condivisa con il vicepremier Nick Clegg, che ne ha diffuso i contenuti in uno scritto inviato al Guardian, il capo del governo britannico ha riconosciuto come un errore l'atteggiamento di allora.
LONDRA SOSTENNE UN INTERVENTO RIDOTTO. In quei mesi Cameron fu in prima fila nel sostenere che le operazioni su larga scala per il soccorso dei migranti, prese in carico fino a quel momento di fatto dalla sola Italia, rappresentasse «un incentivo involontario» ai viaggi della disperazione dal Nord Africa. Ma ora, dopo l'ecatombe dei giorni scorsi, ha ammesso che l'idea di passare quell'incombenza all'Ue nella forma di un limitato pattugliamento delle coste «sembra essersi rivelato sbagliato», come ha riferito Clegg.
OFFERTA LA PORTAELICOTTERI BULWARK. L'ammissione dell'errore, seppure per interposta persona, è arrivata dopo che il premier aveva già annunciato in settimana la disponibilità a tornare in sostanza sui suoi passi e a condividere adesso in sede Ue l'impegno per una nuova missione di soccorso a vasto raggio nel Mediterraneo. Dopo aver ottenuto il via libera dei ministri a questo fine, ha fatto poi trapelare sulla stampa la disponibilità di Londra a partecipare direttamente da subito con l'invio della nave portaelicotteri Bulwark, uno dei pezzi pregiati della Royal Navy.

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