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INTERVENTO 22 Aprile Apr 2015 0913 22 aprile 2015

Strage migranti, Renzi riferisce alla Camera

Il premier ha ricordato le vittime, e sottolineato le necessità di dare delle risposte all'emergenza. Salvini: «Becchino incapace». Mattarella: «Libia, agisca l'Ue».

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Matteo Renzi.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha riferito alla Camera dopo la strage dei migranti nel Canale di Sicilia, e le mozioni sul suo intervento sono state approvate alla Camera e al Senato. Il premier ha voluto rendere omaggio alle vittime e ha sottolineato l'aspetto dell'accoglienza, ringraziando chi salva i migranti in mezzo al mare e chi li accoglie in tutta Italia.
Prima di iniziare il discorso si è fatto un minuto di silenzio per ricordare i morti nel naufragio. Un momento che non ha raccolto molto interesse da parte dei deputati: pieni i banchi del governo e del Partito democratico, molti vuoti negli altri schieramenti: in totale all'inizio dell'informativa, i presenti a Montecitorio erano circa 200.
«IL MONDO NON SI È GIRATO DALL'ALTRA PARTE». «È semplicistico dire 'tutti a casa' loro o accogliamo tutti, è semplicistico dire che la soluzione è a portata di mano. Credo», ha sottolineato Renzi, «penso e spero che il parlamento abbia la consapevolezza che si impone una strategia di respiro più ampio».
«Stavolta», ha proseguito il presidente del Consiglio, «il mondo non si è girato dall'altra parte e non è rimasta solo la guardia costiera, per la prima volta dopo tanto tempo il naufragio ha provocato la consapevolezza da parte delle istituzioni internazionali».
«LE PROCEDURE DI ASILO SI ALLARGHINO ALL'UE». Renzi ha aperto anche il capitolo 'burocratico', criticando tra le righe il regolamento di Dublino, il quale prevede che l'asilo politico venga richiesto nel Paese di arrivo del migrante: «È importante che le procedure di asilo siano gestite con un team europeo e dai ministri degli esteri e possano estere patrimonio non solo di un paese ma di tutti», ha sottolineato.
«C'È UN LIMITE ALLO SCIACALLAGGIO». Poi l'attacco, diretto alla Lega Nord, pur senza citarla: «Permettetemi un sorriso amaro: quando sento in tivù 'dobbiamo scoraggiare le partenze', si sappia che non si fa con una dichiarazione nel talk show ma con l'alto commissariato dell'Onu in Sudan e Niger e evitando di inseguire la demagogia come sta facendo larga parte opposizione. C'è un limite allo sciacallaggio».
E sugli attacchi politici ha detto: «L'idea che gli italiani votino sulla base della pancia come pensa qualcuno è profondamente offensiva nei confronti degli italiani: sono persone razionali, ragionevoli e capaci di decidere. E comunque non ho paura delle elezioni».
QUATTRO FRONTI PER L'EMERGENZA. Intervenuto anche al Senato, Renzi ha detto: «Accanto all'impegno dell'Italia serve la consapevolezza dell'Ue su 4 fronti e a questo stiamo lavorando per l'esito di domani: rafforzare le operazioni Ue, combattere i trafficanti, scoraggiare le persone a lasciare la propria terra con investimenti sui paesi di origine e infine rinforzare la solidarietà degli stati membri sia nell' accoglienza ma anche nell'allargamento dei principi alla base dell'accordo di Dublino».
«AUSPICO MAGGIORANZA AMPIA». Sul clima politico ha detto: «Al netto delle divisioni del passato sull'emergenza immigrazione, auspico che ci sia una maggioranza ampia, ben di più di quella del governo negli altri paesi in condizioni di difficoltà si supera l'impeto demagogico e populista».
Tornando sull'argomento, il premier ha ricordato come «non tutti i passeggeri sulle imbarcazioni dei trafficanti sono famiglie innocenti. Il nostro sforzo per contrastare il terrorismo in Nord Africa deve crescere per superare questa minaccia, che crea un terreno fertile per il traffico di esseri umani e interagisce pericolosamente con esso».

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