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CRISI 23 Aprile Apr 2015 1230 23 aprile 2015

Grecia, ipotizzabili aiuti in tranche

La proposta avanzata dal presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem. Tsipras cerca un'intesa ponte con Merkel.

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Jeroen Dijsselbloem e Yanis Varoufakis.

Nuove vie diplomatiche per sbloccare il caso greco.
Alexis Tsipras prova di nuovo a trovare una soluzione 'politica' chiedendo alla Merkel più flessibilità e più tempo, attraverso un accordo ponte entro fine aprile che consenta di sbloccare almeno una parte di aiuti in cambio di una parte di riforme.
La cancelliera tedesca è stata chiara da Bruxelles: «Deve essere fatto di tutto per evitare il default».
DIJSSELBLOEM: «AIUTI IN TRANCHE». Finora la possibilità era stata negata perché secondo i tecnici europei le riforme proposte da Atene lasciavano aperti troppi interrogativi, soprattutto su coperture o misure 'compensative'.
E il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha ribadito: ok agli aiuti in tranche in cambio di una «parziale» attuazione delle riforme, ma solo dopo «un accordo sull'intero piano».
I greci sono ottimisti: fonti del governo parlano di «progressi significativi» considerano un accordo possibile e precisano che con i creditori non si è mai parlato di un'ipotesi default, o di un piano 'B', né di dilazione dei rimborsi al Fmi, o uscita dall'euro.
ATTESI SEGNALI DA EUROGRUPPO. Il governo ellenico si aspetta segnali positivi anche dall'Eurogruppo del 24 aprile a Riga.
Di diverso avviso i negoziatori delle istituzioni: «Non ci aspettiamo una svolta» all'Eurogruppo poiché i progressi nei negoziati a livello tecnico «sono ancora insufficienti», ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis a Berlino, sottolineando che «non è stata fissata una scadenza ma con tutta probabilità il negoziato proseguirà oltre la fine di aprile» anche se la Grecia ha tutto l'interesse ad accelerare, vista l'emergenza di liquidità.
CHIESTI SFORZI A VAROUFAKIS. Anche i partner dell'Eurogruppo riuniti a Riga torneranno a chiedere al collega Yanis Varoufakis uno sforzo maggiore sui nodi ancora aperti cioè riforma delle pensioni, del mercato del lavoro e Iva.
Ma i ministri non entreranno nel dettaglio, per cui dovrebbero rinviare di nuovo il dossier ai tecnici del Brussels Group che nelle ultime settimane hanno lavorato senza sosta ma anche senza risultati.
Gli ostacoli sono ancora molti, sia di principio, cioè sul tipo di riforme che il governo Tsipras si rifiuta di fare, sia concreti, come il divieto d'accesso nei ministeri greci per i funzionari europei.
Il negoziato è destinato a proseguire, e più che le scadenze fissate dall'Europa, l'unica data che deve fare la differenza nelle trattative è il giorno in cui Atene potrebbe finire i soldi in cassa. Un'eventualità ancora difficile da prevedere.

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