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EMERGENZA 23 Aprile Apr 2015 1145 23 aprile 2015

Migranti, nei piani Ue «asilo solo per 5 mila profughi»

Indiscrezioni del Guardian sul vertice di Bruxelles: «Rimpatrio per 150 mila». Gentiloni: «Nessuna 'invasione militare' il Libia».

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Migranti arrivati dalla Libia.

Accoglienza riservata in Europa a soli 5 mila migranti, e rimpatrio forzato per migliaia di profughi sopravvissuti all'omicida traversata del Mediterraneo.
Secondo indiscrezioni raccolte dal quotidiano britannico Guardian la bozza del nuovo piano Ue per gestire l'emergenza immigrazione, sul tavolo del vertice di Bruxelles, indicherebbe che la stragrande maggioranza dei sopravvissuti alla traversata via mare per raggiungere le coste italiane, greche o maltesi - 150 mila solo nel 2014, mentre nel 2015 sono stati oltre 36 mila- venga rispedito nei Paesi d'origine.
Solo a una piccola parte di migranti dunque verrà dato asilo, attraverso un programma «pilota», a persone a cui è riconosciuto il bisogno «di protezione».
LEADER UE D'ACCORDO PER DISTRUGGERE I BARCONI. Il Guardian ha sottolineato quindi le contraddizioni tra il piano e quanto dichiarato invece dai leader europei sulla necessità di un maggior impegno per rispondere a questa crisi umanitaria. Invece i leader europei sarebbero d'accordo per uno «sforzo sistematico per individuare, confiscare e distruggere i natanti prima che siano usati dai trafficanti» in Libia. Un impegno per prevenire altre morti in mare: in questa linea si inserisce anche il rafforzamento della presenza nel Mediterraneo «per combattere i trafficanti e prevenire l'immigrazione irregolare».
TRITON E POSEIDON POTENZIATE. Sarebbe stato deciso anche il rafforzamento delle operazioni congiunte nel Mediterraneo Triton e Poseidon con un'estensione del loro raggio d'azione che dovrebbe significare, in realtà un potenziamento delle loro capacità di ricerca e salvataggio in mare.
GENTILONI: «NESSUNA INVASIONE MILITARE IN LIBIA». Intanto, in una lunga intervista concessa alla Bbc, il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni ha spiegato che «non ci sarà nessuna 'invasione militare' in Libia. «Quelli allo studio», ha detto, «sono soltanto interventi mirati contro gli scafisti per arginare il fenomeno dell'immigrazione clandestina e contribuire a risolvere l'emergenza umanitaria.
«Non credo che ci sarà un'operazione simile all'intervento in Libia guidato da Francia e Gb», ha aggiunto. «Il governo italiano che a suo tempo l'appoggiò era il governo Berlusconi, forse il più debole di questi ultimi anni. E l'operazione non è stata un successo».
Il responsabile della Farnesina ha anche precisato che «dobbiamo tentare di risolvere la questione, perché la situazione in Libia rappresenta una minaccia», anche per la presenza di terroristi affiliati all'Isis e l'assenza di un governo centrale. «Gli interventi mirati hanno come obiettivo di stroncare le operazioni degli scafisti e di rispondere all'emergenza umanitaria in loco».
ALFANO: ITALIA PRONTA A REGGERE L'URTO. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha detto che «l'Italia sin qui ha pagato da sola il conto prima dell'azione internazionale in Libia e poi dell'inerzia che ne è seguita: le nostre strutture stanno però reggendo a siamo pronti a reggere questo urto».

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