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LEGGE ELETTORALE 24 Aprile Apr 2015 1925 24 aprile 2015

Italicum, Renzi: «Se non passa cade il governo»

M5s: «Colpo di Stato, intervenga il Colle». Boschi: «Non è incostituzionale».

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Matteo Renzi e Maria Elena Boschi nell'Aula del Senato (10 marzo 2015).

Continua lo scontro tra Pd e M5s sulla legge elettorale.
Il premier Matteo Renzi ha fatto sapere che «se non passa l'Italicum il governo cade. Se il governo, nato per fare le cose, viene messo sotto allora vuol dire che i parlamentari dicono: andate a casa. Non sono per tenere la poltrona aggrappata alle terga». Sull'ipotesi di porre la fiducia, ha aggiunto Renzi, «decideremo martedì 28 aprile».
M5S: «INTERVENGA MATTARELLA». Ma il M5s ha attaccato: «Siamo ai limiti del colpo di Stato. Intervenga Mattarella», ha scritto Aldo Giannulli sul blog di Beppe Grillo. La vicenda della Legge elettorale sta andando oltre ogni limite costituzionale. La situazione», prosegue, «è di gravità senza precedenti e si impone un intervento del presidente della Repubblica. «Un parlamento», si legge ancora sul blog del leader M5s, «eletto grazie ad un sistema elettorale incostituzionale e nel quale quasi un quinto degli eletti ha cambiato bandiera, sta per varare una Legge elettorale che ha gli stessi difetti di incostituzionalità».
BOSCHI: «NON CI SONO PROFILI DI INCOSTITUZIONALITÀ». È poi arrivata la replica del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi: «Sinceramente non ci sono profili di incostituzionalità, pur rispettando idee diverse». Il ministro ha quindi ricordato che il parlamento ha lavorato per un anno e mezzo alla Legge elettorale, «abbiamo sentito molti costituzionalisti in parlamento e anche fuori. Dopo un anno e mezzo di lavoro serio siamo a un passo da avere una buona legge elettorale», ha proseguito Boschi, «che è legittima, funziona bene, e sopratutto dopo 9 anni il Parlamento è in grado di dimostrare che sulla legge elettorale riesce a svolgere il proprio lavoro».
«CON GOVERNO LETTA RIFORME BLOCCATE». «Sia la Legge elettorale sia le riforme costituzionali portate avanti dal governo Letta si erano completamente fermate», ha aggiunto Boschi, sottolineando come il governo Renzi abbia avuto «la forza» di superare «una fase di blocco totale e di stallo che si era creata con il governo Letta».
LETTA: «DUBBI SULLA MAGGIORANZA RISICATA». Proprio l'ex premier Enrico Letta ha affermato che «esprimere dubbi sull'opportunità di approvare riforme a maggioranza risicata, con la contrarietà di tutte le opposizioni, esterne e addirittura anche interne, è, a mio avviso, una semplice questione di buon senso». I tre costituzionalisti avevano sottolineato, davanti alle obiezioni dell'ex premier, che l'Italicum prevede le stesse cose che vennero proposte dal Comitato dei Saggi voluto da Letta.
RENZI, SCHIAFFO A LETTA E PRODI. Renzi ha lanciato una frecciata anche al suo predecessore e a Romano Prodi: «Hanno due libri in uscita» ha detto riferendosi alle loro recenti critiche. Ancora più liquidatorio il suo commento alle critiche del 'padre nobile' del Pd che aveva detto di preferire l'Ulivo al partito della nazione di Renzi: «Più che rifare l'Ulivo io voglio rifare l'Italia».

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