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MIGRANTI 24 Aprile Apr 2015 0600 24 aprile 2015

Yemen, l'allarme profughi si sposta verso l'Africa

Il Paese è in guerra. E si svuota disperato. Riversandosi nel Continente nero. Destinazione Somalia, Gibuti ed Etiopia. L'inferno che porta dritti a Lampedusa.

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Da un inferno verso l'inferno che porta a Lampedusa.
I civili dello Yemen fuggono dalle bombe saudite in Somaliland, attraverso il Golfo di Aden. Incontro alla disperazione, alla fame, a una pax armata che ha sempre più l'odore di una guerra.
UN PAESE CHE SI SVUOTA. La coalizione di Riad aveva annunciato la sospensione dei raid, ma nella notte sono stati ripartiti attacchi aerei contro gli houti su larga scala.
Un Paese di 25 milioni di abitanti si sta svuotando, con i pochi mezzi possibili.
Nei cieli vige in blocco aereo per fermare i cargo iraniani in aiuto ai ribelli sciiti e l'embargo dell'Onu contro houti ha fatto scattare il blocco navale.

Donne yemenite riparate con i figli in Gibuti. © Getty Images.


PONTI AEREI E NAVALI. Così da Sanaa e Aden, migliaia di civili di ogni nazionalità sono stati evacuati con voli speciali di Russia, Cina, India e Pakistan.
Altre partenze sono programmate, anche con ponti navali da Aden, per scampare da un conflitto che, dall'attacco saudita del 26 marzo, ha provocato una carneficina di almeno 1.000 morti e 3.500 feriti.
Gli Usa si rifiutano di evacuare la popolazione con i loro mezzi nelle vicine basi americane del Gibuti e del Qatar,. Significherebbe ammettere che gli alleati ai quali forniscono aiuto logistico e d'intelligence colpiscono più civili che guerriglieri.
L'ESODO IN AFRICA. Dallo Yemen gruppi di statunitensi sono fuggiti su aerei russi. Migliaia di indiani lavoratori ospiti sono stati rimpatriati verso New Delhi insieme con qualche centinaio di yemeniti.
Ma il grosso della popolazione yemenita viene scaricato nel Corno d'Africa, tra il Gibuti e la Somalia afflitta dalle carestie e in mano alle bande armate che hanno distrutto il Paese.
«Ci faranno impazzire», dicono gli sfollati attraccati a Berbera, in Somaliland, in una nave bestiame con quasi 200 imbarcati. Non è difficile capire come andrà a finire.

Controesodo dalla penisola araba al Corno d'Africa

Un barcone di profughi dallo Yemen all'attracco in Gibuti. © Getty Images


Tutto il Corno d'Africa si sta infiammando.
La crisi in Yemen accumula disperazione alla disperazione tra la Somalia e il suo distaccamento settentrionale del Somaliland, non riconosciuto dalla comunità internazionale.
Un girone che risucchia migliaia di yemeniti costretti a scappare ormai solo via mare (un aeroporto del Sud è in mano ad al Qaeda e si teme la presa di altri scali) con motoscafi e traghetti alla bisogna, mescolati alle migliaia di somali rifugiati in Yemen (circa il 95% dei 246 mila profughi) che tentano di tornare a casa.
QUATTRO CARICHI DI SFOLLATI. Dalla fine di marzo, verso Berbera sono partiti quattro carichi di sfollati e altre imbarcazioni hanno raggiunto la Somalia.
Dai i dati Onu, oltre 2 mila persone hanno attraversato il Golfo di Aden verso il Somaliland, altre 100 mila sono attese nei prossimi mesi.
NUOVI CAMPI IN GIBUTI. In Yemen, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e il Comitato internazionale della Croce rossa si preparano a gestire «una massiccia crisi umanitaria».
L'esodo è diretto anche verso Gibuti, piccola repubblica a Nord della Somalia che, dalle stime dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ospita già oltre 4.200 migranti dallo Yemen.
Nel fazzoletto di terra a due ore di motoscafo e una trentina di chilometri dalle coste di Aden, stanno riparando, tra gli altri, rifugiati somali e anche etiopi scappati negli Anni 80 dall'Africa orientale.
A Gibuti l'Unhcr prepara l'apertura di una nuova tendopoli per 2 mila yemeniti: di più lo Stato non è in grado di fare.
VERSO SOMALIA ED ETIOPIA. È in corso una contro-migrazione dalla penisola araba al Corno d'Africa che destabilizzerà uno scenario caldissimo. I campi profughi scoppiano.
In Somaliland non c'è la violenza della Somalia, ma, come in Gibuti, il governo non è in grado di sostenere i flussi dallo Yemen.
Dai due Paesi, gruppi di profughi si stanno dirigendo a Sud, verso Mogadiscio e altre località somale, dove sono ripresi gli attacchi bomba dei qaedisti di al Shabab.
Un altro corridoio si è aperto a Ovest, verso l'Etiopia che ha reagito con una protesta di massa ad Addis Abeba al video dell'Isis dell'esecuzione di 28 connazionali cristiani in Libia.

Con l'emergenza umanitaria cresce l'allarme terrorismo Isis-al Qaeda

Le bombe dei raid sauditi sulle abitazioni in Yemen. © Getty Images


Una manifestazione pacifica, appena qualche scontro nonostante le cariche della polizia.
Ma gli slogan erano durissimi, anche contro il governo: «Basta parole, chiediamo vendetta», hanno scandito le migliaia di etiopi, per due terzi della popolazione cristiani.
Le autorità di Addis Abeba hanno promesso di impegnarsi per il rimpatrio dei loro migranti ancora in Libia, ma è probabile che anzi il percorsio sia inverso.
Dal confinante Sudan, verso l'oasi libica di Kufra e poi, raggiunto il Nord, da Agadibia alle coste occidentali di Tripoli, la rotta della tratta di esseri dall'Africa orientale - perlopiù etiopi, somali, eritrei, ma anche profughi di guerra e migranti cosiddetti economici dal Medio Oriente e dall'Asia centrale - porta verso le carrette del mare dirette a Lampedusa.
DALL'ETIOPIA VERSO LA LIBIA. Prima dell'emergenza, in Yemen vivevano 1 milione di migranti etiopi: come per i somali, il flusso verso la penisola araba rappresentava un'alternativa ai viaggi della speranza nel Mediterraneo, ma l'Etiopia è pronta ad evacuarne migliaia.
Con gli yemeniti, questa umanità di ormai semi-apolidi andrà ad ingrossare i campi delle Nazioni Unite (Unhcr) sparsi nel Corno d'Africa.
Gibuti ospita già circa 24 mila profughi, il Somaliland 9 mila, dei quali molti etiopi.
A sua volta l'Etiopia è il Paese africano con il maggior numero di rifugiati (il secondo è l'adiacente Kenya): circa 629 mila, tra i sud-sudanesi scappati dalla guerra e le decine di migliaia di somali ed eritrei, che per sfuggire dalla loro non esistenza, progettano tragici viaggi verso l'Italia.
I numeri enormi dovrebbero far impallidire di vergogna l'Europa agiata che, complessivamente, litiga per offrire un massimo 5 mila posti ai bisognosi di protezione.
TRAFFICO DI ESSERI UMANI. Gli Stati del Corno d'Africa chiedono il «sostegno della comunità internazionale». Ma quale aiuto a lungo termine può arrivare da un'Ue che scaccia i migranti in Africa, programmando al massimo l'affondamento preventivo (non facile) dei barconi vuoti?
Chi fugge dalle bombe in Yemen, senza nulla e con le case distrutte, è disposto anche a emigrare verso la povertà più nera. Resistere tuttavia sarà dura, specie per i più giovani, raccontano in via riservata a Lettera43.it responsabili umanitari dei campi in Africa, preoccupati per l'allarme sicurezza.
Le tendopoli di profughi sono il Bengodi dei trafficanti di esseri umani, serbatoi di disperati sui quali da tempo hanno messo gli occhi anche le reti terroristiche affiliate ad al Qaeda e all'Isis.
Yemen e Somalia sono storicamente intrecciati non solo per il flusso di migranti dallo stretto di Aden, ma per i collegamenti tra gli al Shabaab e la casa madre di al Qaeda nella Penisola araba (Aqap).

Twitter @BarbaraCiolli

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