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ANNIVERSARIO 25 Aprile Apr 2015 1040 25 aprile 2015

Liberazione, le celebrazioni del 25 aprile

Mattarella a Milano per il 70esimo dalla Liberazione: «Democrazia è lotta alla corruzione». Contestata la Brigata ebraica in corteo.

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella applaudito al suo arrivo al Piccolo Teatro di Milano.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è al Piccolo Teatro di Milano per tenere il discorso per il 70esimo anniversario della Liberazione. Ad aspettarlo il sindaco Giuliano Pisapia, il presidente della Regione, Roberto Maroni, il direttore del Piccolo Sergio Escobar. Mattarella, sceso dall'auto, si è fermato a salutare alcuni studenti delle scuole superiori prima di entrare nella sala dove sono presenti fra gli altri la segretaria Cgil Susanna Camusso, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, Corrado Passera e Lella Costa, per citarne solo alcuni.
«LA RICERCA STORICA CONTINUI. «Oggi è la festa della libertà di tutti: una festa di speranza ancor più per i giovani. Battersi per un mondo migliore è possibile e giusto, non è vero che siamo imprigionati in un presente irriformabile», ha detto il capo dello Stato.
«Molto si è discusso negli scorsi decenni sull'eredità politica della Resistenza, sulle violenze degli anni della guerra e di quelli immediatamente successivi, sui caratteri della nostra identità nazionale. È bene che la ricerca storica continui, che mostri verità trascurate, che offra interpretazioni sempre più ricche e sfidanti. Guai a porre vincoli, anche solo di opportunità, alla libertà di ricerca».

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Teatro Piccolo di Milano per la celebrazione della Liberazione.


«DIRITTO AL LAVORO PRIORITÀ DELLE PRIORITÀ». «L'unità nazionale, e la democrazia, sono beni tanto preziosi quanto deperibili. L'unità del Paese esige che le fratture sociali provocate dalla crisi economica siano ricomposte, o quantomeno medicate, con azioni positive. Il diritto al lavoro è la priorità delle priorità se vogliamo rispettare l'impronta personalista della Costituzione».
«COSTITUZIONE FRUTTO DEL 25 APRILE». «È la Costituzione il frutto principale del 25 aprile. È la pietra angolare su cui poggia la civiltà e il modello sociale che i nostri padri ci hanno lasciato. Ed è anche la strada maestra sulla quale camminare ancora», ha dichiarato Mattarella. «Abbiamo una strada non facile davanti a noi. Ma le nostre radici hanno ancora molta linfa. I nostri padri ci hanno dato moltissimo e onorarli, per noi, comporta l'onere di compiere nuovi passi. La festa della Liberazione è un incitamento a tenere la schiena dritta, ad essere fedeli a noi stessi».
«TANTI EROI HANNO DONATO LA VITA PER LA LIBERTÀ». «Tanti eroi hanno donato la vita per la nostra libertà, dai 'piccoli maestri' che hanno lasciato gli studi per salire in montagna, alle donne che hanno affrontato a testa alta il rischio più alto e la prigionia», ha continuato Mattarella. «A questi dobbiamo affiancare gli eroi quotidiani che salvarono vite, che diedero rifugio ad ebrei, che si prestarono a compiti di cura o di supporto».
«Come le sorelle Lidia, Liliana e Teresa Martini, padovane, che guidarono la fuga dai campi di concentramento di decine e decine di prigionieri alleati, prima dando loro il pane e un nascondiglio, poi instradandoli nottetempo verso la Svizzera, attraverso la rete costruita da padre Placido Cortese e da due latinisti di fama, Ezio Franceschini, dell'università Cattolica, e Concetto Marchesi, in seguito rettore dell'università di Padova e deputato comunista. Senza questa dimensione popolare, senza questa fraterna collaborazione tra persone di idee politiche diverse, l'Italia avrebbe fatto molta più fatica a recuperare la dignità smarrita», ha aggiunto il presidente della Repubblica.
«LOTTA SEVERA ALLA CORRUZIONE». Il capo dello Stato ha affrontato anche il tema della corruzione: «Per noi democrazia oggi vuol dire anche battaglia per la legalità. Vuol dire lotta severa contro la corruzione. Vuol dire contrasto aperto contro le mafie e tutte le organizzazioni criminali», ha detto Mattarella. «Sono una piaga aperta nel corpo del Paese». Nella lotta alla corruzione e alle mafie «le istituzioni devono tenere la guardia alta e chiamare a sostegno i tanti cittadini e le associazioni che costituiscono un antidoto di civismo e di solidarietà».
CORONA D'ALLORO ALL'ALTARE DELLA PATRIA. Mattarella in mattinata ha deposto la corona d'alloro all'Altare della Patria per la cerimonia ufficiale del 70esimo anniversario. Ad accoglierlo il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente del Senato, Pietro Grasso, il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e il presidente della Corte Costituzionale, Alessandro Criscuolo. Tra i presenti anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino, il prefetto di Roma, Franco Gabrielli e il questore della capitale, Nicolò Marcello D'Angelo.
Il premier Renzi, che durante la cerimonia si è intrattenuto in un lungo colloquio con Grasso e Giachetti, passerà invece il weekend in famiglia a Pontassieve. La cerimonia dell'Altare della Patria va a chiudere la serie di eventi organizzati dalla Presidenza del Consiglio per celebrare il 25 aprile.
IL TWEET DI RENZI. Il presidente del Consiglio ha pubblicato sul suo profilo Twitter un un video per omaggiare il 25 aprile. «Abbiamo previsto diversi eventi per il 70/o anno della Liberazione. Buon 25 Aprile a tutti! #ilcoraggiodi», ha scritto Renzi, pubblicando un link al un video, su Youtube, dove si ripercorre tra l'altro la visita del premier a Marzabotto alternando le immagini ad altre di repertorio sui giorni della Liberazione.

LOTTI: «GIORNO IN CUI SI FESTEGGIA L'ITALIA». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, a margine delle celebrazioni del 25 aprile a Firenze, ha detto che questo «è un giorno importante nel quale si ricorda e si festeggia tutta l'Italia, la festa del nostro Paese, la festa della Liberazione», ricordando che «questo è il messaggio che il governo vuole mandare, che vogliamo dare, oggi». A chi gli chiedeva il motivo dell'hashtag utilizzato stamani dal presidente del Consiglio Matteo Renzi («Il coraggio di»), Lotti ha spiegato che oggi deve esserci «il coraggio di ricordare, di raccontare ciò che è stato 70 anni fa, ciò che ha mosso donne e uomini e raccontare ciò che è successo. L'abbiamo riportato ad oggi», ha concluso, «raccontando il coraggio di donne, uomini e ragazzi, il coraggio di vivere la vita, di accendere un mutuo, di accendere la speranza. Per noi un parallelo importante».
GRASSO: «MEMORIA PER UN FUTURO DI LIBERTÀ». Il presidente del Senato Piero Grasso, visitando il Museo storico della Liberazione in via Tasso, a Roma, ha affermato che «la memoria indelebile di quanto si trova in questo museo, scolpito negli occhi dei visitatori, li aiuterà nella loro vita a poter costruire insieme un futuro di libertà e democrazia». Al suo arrivo nel museo, il presidente del Senato è stato accolto da un coro di studenti, con i quali ha cantato l'inno nazionale. «È sempre molto commovente venire qui. Per me non è la prima volta», ha spiegato, «ma ho voluto tornare in questa importante ricorrenza. Dai graffiti che si vedono sui muri emerge un'emozione indescrivibile. Tutti dovrebbero venire qui per avere la consapevolezza di quanto sia importante lottare per la libertà e la democrazia».
ANPI ROMA: «25 APRILE DEDICATO AI NOSTRI PARTIGIANI». «Quest'anno vogliamo dedicare il 25 aprile ai nostri partigiani e vogliamo che loro raccontino le loro storie». Così il presidente dell'Anpi di Roma Ernesto Nassi a margine della manifestazione per il 25 aprile a Porta San Paolo. «Per questo abbiamo deciso di non fare il corteo», ha aggiunto. «Il 25 aprile è dedicato al comandante 'Max' Massimo Rendina e a Elio Toaff. Massimo è nel nostro cuore. Un uomo eccezionale, di una grandissima cultura e umanità. Sempre disposto a discutere. Ma era anche un uomo irremovibile: quando decideva una cosa non si smuoveva. Toaff era una persona squisita, carismatica. Grande rispetto per lui perché non era integralista ma aperto al dialogo».

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