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POLEMICHE 26 Aprile Apr 2015 2328 26 aprile 2015

Scuola, Giannini: «Squadrismo contro di me»

Il ministro dura sulla contestazione: «Squadrismo». Ma Fassina replica: «Chieda scusa agli insegnanti».

 

 

 

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Giannini contestata a Bologna.

Il Pd si è diviso anche sulla scuola. Mentre il ministro della buona scuola di Matteo Renzi, Stefania Giannini se la prende con chi le ha impedito di parlare alla Festa dell'Unità di Bologna Stefano Fassina la invita a chiedere scusa agli insegnanti. «Mi hanno insultata. Non mi hanno permesso di parlare, in una Festa dell'Unità. Come li vuole chiamare? Squadristi. Insegno linguistica da tempo e non trovo altro termine. Sono stata aggredita da cinquanta squadristi. Vivaddio, solo verbalmente». Parole nette queste del ministro dell'Istruzione. Frasi però che non sono piaciute a molti nel suo nuovo partito, il Pd, che si è oggi diviso sull'opportunità di definizioni così 'tranchant' visto che il mondo degli insegnanti è in subbuglio per una riforma decisiva. A dare fuoco alle polveri ci ha pensato Stefano Fassina con un tweet a lei direttamente indirizzato: «Ministra Giannini, sono inaccettabili le sue parole sugli insegnanti: 'maggioranza abulica, minoranza aggressiva'. Chieda scusa alla scuola». Poco dopo tocca a Roberto Speranza che premette: «Le accuse di squadrismo me le sarei risparmiate. Anche perché, aggiunge, 'non si fa muro contro muro ma ci si siede e si prova a migliorare. Non possiamo fare finta di non vedere e provare ad asfaltare tutto».
«SLOGAN SURREALI E SENZA TEMPO». Se Sel con il coordinatore nazionale Nicola Fratoianni chiede al ministro di «rispettare gli insegnanti», a difendere la ministra scende in campo il senatore Pd Andrea Marcucci, presidente della commissione Istruzione a Palazzo Madama: «non so se sia stato un comportamento da 'squadristi' ma è certamente incivile e antidemocratico organizzare una gazzarra al solo scopo di tappare la bocca ad altri e sottrarsi al dialogo». Sulla stessa lunghezza d'onda il deputato del Pd Edoardo Patriarca, componente della commissione Affari Sociali: «è chiaro che la ministra Giannini si riferiva a una minoranza degli insegnanti. Nei fatti le è stato impedito di parlare e questo non può essere tollerato, ancor più a una festa dell'Unità». Ma il ministro tira dritto e, in una intervista a un quotidiano, conferma che le contestazioni non la fermeranno: mi hanno urlato contro «slogan senza tempo, che potevano essere adattati, indifferentemente, a cinque, dieci, quindici anni fa. 'No alla privatizzazione', ma noi non privatizziamo niente. 'No ai soldi alle paritarie', ma noi non diamo soldi alle scuole paritarie. Una signora mi urlava: 'Vogliamo la formazione'. Ma è quello che stiamo facendo, di grazia. La negazione della verità si era trasformata» ha spiegato la Giannini, «in una contestazione surreale». Dalla Lega nord viene poi un invito: «invece di insultare i professori li ascolti», scrive sempre su twitter Barbara Saltamartini.

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