Barack Obama 150310205240
SPIONAGGIO 27 Aprile Apr 2015 0705 27 aprile 2015

Barack Obama, le email private lette dai russi

Nel mirino degli hacker di Mosca anche l’agenda del presidente. Stanziati 41 miliardi di dollari per la sicurezza informatica.

  • ...

Barack Obama.

Un gruppo di hacker russi è riuscito a violare i computer della Casa Bianca e ha intercettato le email che dai vari uffici vengono spedite allo Studio Ovale del presidente Obama.
Come riportato dal Corriere della Sera, i pirati informatici non sarebbero riusciti a superare lo sbarramento che protegge i file classificati, quelli che contengono le informazioni sensibili, di importanza strategica per gli Stati Uniti. Ma avrebbero avuto accesso a gran parte dei file non classificati: corrispondenza tra i diversi settori, rapporti, bozze preparatorie per i discorsi o gli incontri del presidente.
SPIATA ANCHE L'AGENDA. Anche l’agenda riservata di Obama sarebbe finita nel mirino dello spionaggio russo, con l’elenco degli incontri politici informali e di qualche svago personale.
Giovedì 23 aprile il ministro della Difesa, Ashton Carter è intervenuto sul tema con un discorso pubblico all’Università di Stanford, in California. Carter ha innanzitutto ammesso che un mese addietro gli hacker russi hanno assaltato i network della Casa Bianca, del Dipartimento di Stato e del Pentagono: «La nostra squadra difensiva li ha individuati e li ha buttati fuori». Il titolare della Difesa americana ha poi indicato con chiarezza da dove arrivano le minacce. Quattro Paesi: Russia appunto, Cina, Iran e Corea del Nord.
IL PRECEDENTE COREANO. Il governo di Mosca sembra più interessato alle decisioni politiche di Washington. Quello di Pechino alle innovazioni tecnologiche delle aziende. L’attività di Teheran si è concentrata su tutte le informazioni e le attività degli Usa e dei suoi alleati sul dossier nucleare. L’incidente più vistoso, finora, si è però verificato con il regime di Pyongyang nel dicembre 2014. L’Fbi accusò la Corea del Nord di aver commissionato un massiccia spedizione cibernetica alla rete della multinazionale Sony per impedire l’uscita del film The Interview, un ritratto satirico del dittatore Kim Jong-un.
STANZIATI 41 MILIARDI DI DOLLARI. Nella strategia difensiva degli Stati Uniti, la sicurezza informatica sta assumendo un ruolo sempre più importante. Nell’ultimo bilancio federale è comparsa la voce «salvaguardia e messa in sicurezza del cyberspazio», con uno stanziamento di 41,2 miliardi di dollari.
Una cifra rilevante se si considera che l’intera posta per la difesa ammonta a 600 miliardi di dollari. Il Pentagono, dunque, si sta attrezzando con «regole di ingaggio» simili a quelle pianificate per rispondere a offensive sferrate con armamenti tradizionali. La prima fase di intervento verrà affidata agli specialisti del web, rinforzando i team già attivi. Il secondo passaggio non esclude azioni dirette contro le infrastrutture di telecomunicazioni utilizzate dagli hacker. Così dallo scontro cibernetico si tornerebbe alla guerra reale.

Correlati

Potresti esserti perso