AULA 27 Aprile Apr 2015 0935 27 aprile 2015

Italicum, discussione alla Camera sulla legge elettorale

Scontro finale tra maggioranza e opposizione. Guerini: «La fiducia è un'extrema ratio». Il premier Renzi blinda il testo. Foto.

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Il primo atto dello scontro finale sull'Italicum in scena alla Camera dei deputati.
In un'Aula invero semivuota, con solo una ventina di parlamentari presenti, è iniziata il 27 aprile a Montecitorio la discussione sulla legge elettorale.
E i primi attacchi alla riforma sono giunti dalla minoranza Pd. È stata Rosy Bindi, dopo gli affondi del giorno prima, a rincarare la dose: «Credo che si debba riflettere sulla necessita di rendere il parlamento protagonista dell'approvazione della legge elettorale. Sento parlare di fiducia, come per la legge Acerbo e per la legge Truffa. Sento parlare di fiducia sulle pregiudiziali, come su un decreto fiscale agli inizi degli anni Ottanta. Questo è un vulnus terribile nella vita del Parlamento e nel rapporto del Parlamento con il governo» ha affermato la presidente della Commissione Antimafia.
Intanto Cristian Invernizzi, della Lega Nord, Danilo Toninelli, Movimento 5 Stelle, e Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d'Italia, tutti e tre relatori di minoranza sulla riforma della legge elettorale, non si sono presentati nell'aula della Camera rinunciando implicitamente al loro intervento.
VERSO IL RICORSO ALLA FIDUCIA. Il governo intanto, attraverso il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, ha fatto sapere che ritiene possibile il ricorso alla questione di fiducia, un'eventualità verificatasi in passato solo ai tempi della legge Acerbo e nel 1953 per l'approvazione della cosiddetta Legge Truffa.


APPELLO DI GUERINI AI DEPUTATI PD. Guerini, intervistato dal Corriere della Sera, ha rivolto un appello ai parlamentari dem: «La fiducia non è argomento di oggi (lunedì 27 aprile, ndr). Vedremo come si svilupperà la discussione, a partire dal primo passaggio di martedì. Ai deputati del Pd voglio ricordare il lavoro che abbiamo alle nostre spalle. Il problema non è fare previsioni sui potenziali dissidenti, ma essere consapevoli che questa è una proposta di tutto il partito».
IL 28 APRILE IL VOTO SULLE PREGIUDIZIALI. Martedì 28 aprile ci sarà il primo voto, quello sulle pregiudiziali di costituzionalità, che salvo colpi di scena dovrebbe tenersi a scrutinio segreto.
Se l'esecutivo dovesse porre la fiducia, infatti, si voterebbe a scrutinio palese. Più probabile, però, che la fiducia venga chiesta nella fase successiva, quando l'aula passerà ad approvare i singoli articoli del ddl, per scongiurare l'approvazione degli emendamenti.

Il live della discussione a Montecitorio

19.54 - PD, APPELLO DEI SEGRETARI REGIONALI: NO AL VOTO SEGRETO. «Care Deputate, cari Deputati» sulla legge elettorale il Pd «sarà chiamato a offrire al Paese una grande dimostrazione di serietà». Così i 20 segretari regionali del Pd in una lettera ai deputati. Se l'Italicum «dovesse essere vanificato da imboscate a voto segreto, metteremmo a rischio la tenuta del governo che il Pd sta guidando», sottolineano.

19.33 - LETTA: «RENZI EVITI LE MACERIE». «Penso sia nella responsabilità e nell'interesse di Renzi evitare le macerie. Se non lo fa, non mi sembra una gran vittoria». Lo ha detto l'ex premier Enrico Letta a Otto e Mezzo su La7. «Il problema è nelle mani del presidente del Consiglio, che sulla riforma elettorale dovrebbe avere, penso, una maggioranza larga».

18.20 - MINORANZA: RENZI OFFENSIVO, SERVE MEDIAZIONE. «Dignità è un concetto profondo ed è offensivo usarlo a fini di polemica interna. Nessuno può dire che chi esprime un'opinione diversa colpisce la dignità di una comunità come il Pd»: Lo si legge in un documento di Sinistra Dem, la componente di Gianni Cuperlo, in cui si afferma che «una mediazione è ancora possibile».

18.00 - GUERINI: SU PREGIUDIZIALI NO FIDUCIA. «Sulle pregiudiziali mi pare che non ci sia la volontà di ricorrere alla fiducia domani». Lo afferma il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, a margine di un seminario organizzato dai Dem per i 10 anni delle primarie.

16.46 - MATARELLI (SEL): «VOTERÒ LA NUOVA LEGGE». Antonio Matarelli di Sel su Facebook ha spiegato di «ritenere utile votare favorevolmente al testo della nuova legge elettorale posta all'esame della Camera».
Il deputato ha affidato al social network la motivazione della sua scelta «al termine di una riflessione ponderata e durata molte settimane».

13.35 - FI: VOTO SEGRETO SU PREGIUDIZIALI. Forza Italia ha confermato che in Aula, sull'Italicum, intende presentare tre questioni di pregiudizialità, una di costituzionalità, una di merito e una richiesta di sospensiva della legge elettorale. Sulle prime due questioni FI intende chiedere voto segreto. Lo si è appreso da fonti parlamentari.

13.08 - BINETTI: «ITALICUM RIDÀ POTERE AI CITTADINI». Paola Binetti, deputata di Area popolare, durante la discussione generale sulla legge elettorale, ha detto: «L'Italicum non è la legge perfetta, contiene luci ed ombre. Ma non si può negare che, con l'introduzione delle preferenze, viene finalmente restituito ai cittadini il legittimo potere, richiesta avanzata fortemente dalla gente. Perché a prescindere dalla questione dei capilista, che se vogliamo rispondono ad un principio di fidelizzazione ad un partito, i cittadini potranno finalmente tornare a scegliere a chi dare la loro fiducia, a chi affidare il mandato e chiedere conto su come lo ha gestito. Altro punto importante è l'alternanza uomo-donna, che darà la possibilità a giovani donne, impegnate nei loro ambiti di competenza, di veder finalmente riconosciuto il loro valore in Parlamento, se saranno scelte», ha aggiunto.

12.55 - SCOTTO: «RESPINGERE RICATTO SUL PARLAMENTO». «Il nervosismo di queste ore di Palazzo Chigi e dintorni è sinonimo di paura. Temono che la legge elettorale non passi». Così il capogruppo dei deputati di Sel, Arturo Scotto. «Facciamo appello a tutti i deputati affinché sia respinto il ricatto sul parlamento della questione di fiducia. Sarebbe un'aberrazione che determinerebbe una lesione molto grave della democrazia parlamentare».

12.25 - CICCHITTO: «SCARTIAMO IL VOTO SEGRETO»«. Al punto in cui siamo arrivati, vista anche la tensione interna ai partiti, se si vuole davvero evitare il ricorso al voto di fiducia bisogna essere anche netti nello scartare il ricorso al voto segreto. È evidente a tutti che fra le due cose c'è un rapporto reale», ha detto Fabrizio Cicchitto, esponente di Area popolare.

12.06 - SACCONI: «VOTIAMOLO E NUOVO CONFRONTO SU RIFORME». «Mi auguro che la riforma elettorale sia approvata in via definitiva dalla Camera, perché consolida e non indebolisce come altri dicono la nostra democrazia. La sua fragilità è sempre consistita infatti nel difetto di capacità governante. Ben venga il premio di lista anche per la destra italiana che, come è accaduto in Francia, troverà motivo per unirsi in una proposta alternativa alla sinistra sulla base di principi repubblicani, europeisti, umanitari, liberal popolari». Così il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, in una nota. «Riapriamo invece il confronto sulla riforma costituzionale perché abbiamo in questi mesi avvertito tutte le criticità implicite nell'attuale ordinamento delle autonomie regionali e municipali. Meno Regioni, federalismo a geometria variabile, associazioni obbligatorie tra Comuni, Senato elettivo a parità di eletti possono essere argomenti di confronto tra tutti per un nuovo patto Costituzionale».

11.26 - I RELATORI DI MINORANZA RINUNICANO ALLA RELAZIONE. I quattro relatori di minoranza alla legge elettorale alla Camera hanno rinunciato a tenere alla Camera la loro relazione sull'Italicum. «Come si fa a fare una relazione di minoranza su un testo così articolato in cinque minuti? In cinque minuti non faccio neanche in tempo a cominciare a insultarli...», ha detto il leghista Cristian Invernizzi.

10.54 - BINDI: «FIDUCIA? PERICOLOSA PER LA DEMOCRAZIA». «Sento parlare di fiducia sulla legge elettorale, come avvenne per la legge Acerbo e la legge truffa», ha detto la deputata del Pd Rosy Bindi. «È un vulnus terribile per il Parlamento e il suo rapporto con il Governo. Siccome in Parlamento le prassi diventano norme, rinovellare questa prassi può essere davvero pericoloso per la qualità della democrazia ed il futuro di questo Paese».

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