Gian Mario Spacca 150417113641
REGIONALI 27 Aprile Apr 2015 1428 27 aprile 2015

Marche, cinque assessori del Pd si sono dimessi

Lasciano la giunta per protesta nei confronti del presidente Spacca che si ricandida appoggiato da Fi.

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Gian Mario Spacca.

I cinque assessori del Pd della Regione Marche, dopo il documento di sfiducia presentato ai partiti del centrosinistra nei confronti del governatore uscente Gian Mario Spacca, si sono dimessi. «Vigileremo assieme al consiglio regionale perché la vicenda politica e personale» del presidente Spacca, che si è alleato con Forza italia per le regionali, «non possa più condizionare quella dell'istituzione che sta andando al rinnovo e che ha bisogno di serenità e credibilità».
Il vice presidente Antonio Canzian e gli assessori Sara Giannini, Marco Luchetti, Almerino Mezzolani e l'esterno Pietro Marcolini avevano annunciato l'intenzione di dimettersi, ricordano in una nota, «successivamente ad un ultimo atto fondamentale per la nostra comunità»
CHIESTA LA CONVOCAZIONE URGENTE DELLA GIUNTA. Si tratta del Patto di Stabilità verticale, il cui lavoro istruttorio si è 'positivamente concluso' (anche con il via libera da parte del Consiglio Autonomie Locali) che destina 30 milioni per Province (7,7 milioni) e Comuni (22,5 milioni).
Gli enti locali, «grazie alla cessione della capacità di spesa della Regione, potranno far fronte alle esigenze legate alla realizzazione di lavori e opere di interesse pubblico». Gli assessori avevano chiesto formalmente al presidente Spacca la convocazione urgente della Giunta per approvare il provvedimento.
NESSUNA RISPOSTA DAL PRESIDENTE. «Il presidente non ci ha risposto», hanno spiegato, «e non ha convocato la Giunta. La sua insensibilità ai problemi dei cittadini e delle istituzioni è insopportabile ed è manifesta la sua volontà di resistere solitariamente nelle concezione proprietaria dell'istituzione regionale. A questo punto formalizziamo le nostre dimissioni e vigileremo assieme al Consiglio regionale perché la vicenda politica e personale del presidente non possa più condizionare quella dell'istituzione, che sta andando al rinnovo e che ha bisogno di serenità e credibilità che sono state fortemente scosse dalle ultime indecenti manovre. Opereremo comunque per favorire la soluzione ai problemi economici e sociali dei marchigiani che sono ancora sul tappeto», hanno concluso, «e vigileremo perché il presidente e gli assessori residui non eccedano i limiti dell'ordinaria amministrazione che la legge loro impone».

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