TENSIONE 27 Aprile Apr 2015 1525 27 aprile 2015

Porto Recanati, Matteo Salvini respinto dagli immigrati

Bloccato all'entrata di un condominio multietnico. Aveva detto: «Va raso al suolo». Foto.

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Respinto da un cordone di immigrati a Porto Recanati, accolto da uova ad Ancona e Macerata.
Quello del 27 aprile è stato un lunedì difficile per Matteo Salvini, duramente contestato durante il suo tour elettorale nelle Marche in una serie di azioni che hanno portato anche a cariche della polizia e al ferimento di due persone (guarda le foto).
A Porto Recanati, il segretario della Lega sarebbe dovuto entrare nell'Hotel House, il condominio multietnico abitato soprattutto da nordafricani, ma i migranti hanno fatto 'muro'.
Sotto lo stabile era in corso anche una contromanifestazione anti Lega promossa dalle forze di centrosinistra, con in testa il sindaco Pd Sabrina Montali, il senatore Mario Morgoni (Pd) e vari sindacalisti di Cgil e Cisl con le loro bandiere.

I MANIFESTANTI: «VATTENE, VERGOGNATI». Ad attendere Salvini un centinaio di residenti del condominio, quasi tutti maghrebini, che avevano occupato la via di accesso allo stabile. I manifestanti si sono rifiutati di aprire un varco per lasciargli il passo, ci sono stati attimi di tensione, al suono di «vattene!», «vergognati!», grida e fischi, ma la polizia ha tenuto la situazione sotto controllo e non ha caricato. A quel punto, Salvini, che era rimasto ad una certa distanza dal 'cordone' di immigrati, ha detto che aveva un altro impegno (la raccolta di firme a sostegno del candidato governatore Francesco Acquaroli alle 16 a Macerata), è salito in auto e si è allontanato.

«ANDREBBE RASO AL SUOLO». «L'Hotel House dovrebbe essere raso al suolo. Non metaforicamente, ma concretamente perché si possono trovare soluzioni di alloggio meno costose di quel mostro, così come è stato fatto in altre parti d'Italia», aveva dichiarato Salvini qualche ora prima. «Leggo che oggi fuori da questo immobile che non è Marche, non è Italia, non è Europa ma è terzo mondo, ci sarà un presidio del Pd per esprimere i valori della tolleranza e dell'integrazione. Se vivessero lì dentro», ha aggiunto, «probabilmente la tolleranza e l'integrazione gliela spiegherebbero a sberle e a calci i signori che occupano quel presidio. Questa è proprio l'ipocrisia rossa che in alcune regioni dà tutto per scontato», ha insistito Salvini, «danno per scontato che le Marche, come la Toscana e l'Umbria non possano cambiare colore dopo 45 anni. E invece noi proveremo quanto meno a mettergli paura».
Concetto ribadito anche via Facebook: «400 appartamenti che, fra spaccio, armi e abusivismo, sono un inferno. A qualcuno conviene difendere il casino e lo spaccio? La soluzione per certa gente? Ruspa».
«BOLDRINI INDEGNA PER LA CAMERA» Il leader leghista nel corso della giornata marchigiana si è lanciato in una nuova invettiva contro Laura Boldrini: «Il voto di maggio oltre a riportare un po' di normalità alle Marche serve per dare il preavviso di sfratto a Renzi e Alfano ma anche alla vostra conterranea Laura Boldrini: che torni a lavorare!».
Secondo Salvini la Boldrini «è indegna di fare il presidente della Camera: potrebbe condurre al massimo un centro sociale».
«RENZI? UN INSULTO DEFINIRLO DI SINISTRA». Quanto a Renzi, definirlo di sinistra «è un insulto per qualcuno che veramente si ritiene di sinistra. Questo è l'uomo delle banche, l'uomo della finanza, è l'uomo dell'Europa, è l'uomo finanziato dalle cooperative che campano sui rom e sull'immigrazione clandestina. Renzi», ha rincarato Salvini parlando di immigrazione e naufragi, «ha fallito su tutta la linea. Bisogna prevenire i morti, evitare le partenze, evitare gli sbarchi, altrimenti rischiamo di pentircene».
CONTESTATO ANCHE AD ANCONA E MACERATA. Conclusa la sua visita a Porto Recanati, Salvini è ripartito per Macerata, dove è stato oggetto di lancio di uova e un centinaio di manifestanti dei centri sociali ha tentato di sfondare il cordone di polizia, portando gli agenti a rispondere con cariche che hanno causato il ferimento di due giovani: uno ha perso sangue dalla testa, l'altro ha riportato contusioni.
La presenza di Salvini è stata poco gradita anche ad Ancona, dove in piazza Roma è stato colpito da lancio di uova, pomodori e bottiglie dai manifestanti dei centri sociali, che hanno anche acceso un fumogeno arancione. «Mai con Salvini, le Marche ti rifiutano», recitava uno striscione esposto da un gruppo di esponenti dei centri sociali.
LA LEGA CHIEDE DI INCONTRARE MATTARELLA. A Fano, unica tappa tranquilla della giornata, il segretario della Lega ha dichiarato: «Normalità significa che oggi a Roma un parlamento normale, un partito normale, un presidente del Consiglio normale, con quello che sta accadendo dall'altra parte del Mediterraneo, con la disoccupazione e il livello di tassazione che c'è in Italia, non occupa il parlamento per una settimana con i litigi sulla Legge elettorale. Frega qualcosa a voi della Legge elettorale? Vi pare normale che il Pd stia a scannarsi sulla Legge elettorale?». Tanto che la Lega ha chiesto un incontro al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per parlargli dell'«unica cosa che ci siamo prefissati di cambiare e che porteremo a casa, cancellare quella schifezza della Legge Fornero».

La zona è presidiata da polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, che hanno respinto i manifestanti tenendoli lontani dal gazebo dove la Lega Nord sta raccogliendo le firme. Salvini, felpa blu e scritta gialla 'Marche', si è fermato 15 minuti al banchetto della Lega, ha salutato il coordinatore regionale di Fdi-An Carlo Ciccioli e si è fatto fotografare con gli attivisti. Dall'altra parte del cordone di sicurezza, le urla dei manifestanti dei centri sociali: «Vattene, vergogna, fascista». Salvini ha commentato: «E pensare che questa gente qui magari il 25 aprile stava a parlare di libertà a democrazia».

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