SCONTRO 28 Aprile Apr 2015 1555 28 aprile 2015

Italicum, il governo pone la fiducia: bagarre alla Camera

Renzi blinda la riforma. «Se vogliono mi mandino a casa». Proteste in Aula. Bersani, Letta e Speranza: «Noi non la votiamo». Respinte le pregiudiziali. Foto.

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Matteo Renzi ha deciso di blindare la legge elettorale. Dopo aver superato lo scoglio delle pregiudiziali dell'opposizione alla Camera, il governo ha posto la fiducia sull'Italicum. Una scelta che ha scatenato l'ira dei partiti, che hanno dato vita a una durissima protesta in Aula (guarda le foto). Con la minoranza Pd che si è detta pronta a non votare nelle tre sedute in programma: la prima nel pomeriggio del 29 aprile, le due restanti il giorno successivo.

RENZI: «SE VOGLIONO MI MANDINO A CASA». «Dopo anni di rinvii noi ci prendiamo le nostre responsabilità in parlamento e davanti al Paese senza paura», ha scritto Renzi su Twitter. «La Camera ha il diritto di mandarmi a casa se vuole. La fiducia serve a questo, finché sto qui provo a cambiare l'Italia».

BRUNETTA ATTACCA RENZI. Parole a cui ha risposto il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta: «Non consentiremo il fascismo renziano. Faremo di tutto per impedirlo, dentro e fuori quest'Aula».

BERSANI: «NON VOTO LA FIDUCIA». Duro anche l'ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che su Facebook ha annunciato di non voler votare la fiducia: «Non avevo dubbi che l'avrebbero messa. Qui il governo non c'entra niente, è in gioco una cosuccia che si chiama democrazia». «Ho votato 17 volte alla Camera la fiducia, più di una volta al mese», ha proseguito Bersani. «Sono pronto a votare per altre 17 volte su atti di governo che riguardino il governo. Ma sulla democrazia un governo non mette la fiducia. Si sta creando così un precedente davvero serio, di cui andrebbe valutata la portata».
SPERANZA: «UN ERRORE GRAVISSIMO». Sulla stessa lunghezza d'onda, il capogruppo dimissionario Roberto Speranza: «Considero un errore gravissimo porre la fiducia sulla legge elettorale. Ne ho votate tantissime in questi anni e ne continuerò a votare nei prossimi mesi. Ma questa volta no». Dello stesso parere anche l'ex presidente del Consiglio Enrico Letta e Pippo Civati.
BOCCIATE LE PREGIUDIZIALI. In precedenza, a Montecitorio erano state bocciate le pregiudiziali di costituzionalità e di merito presentate dalle opposizioni. Votazioni delicate, visto che si tenevano a scrutinio segreto: i no sono stati 385 contro 208 sì.
LANCIO DI CRISANTEMI IN AULA. Successivamente, era stato il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, a porre la questione di fiducia tra le proteste degli altri partiti. I deputati di Sel hanno lanciato crisantemi in Aula, sostenendo di trovarsi di fronte al «funerale della democrazia».

BOLDRINI: OK ALLA RICHIESTA DI FIDUCIA. «Vergogna, elezioni» sono stati i cori urlati dai deputati del Movimento 5 stelle, mentre la presidente della Camera Laura Boldrini ha faticato non poco a chiedere ordine. La stessa Boldrini ha spiegato che «la presidenza, senza entrare nel merito dell'opportunità politica, non può che ammettere l'esercizio» della richiesta di fiducia.

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