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INTERVISTA 29 Aprile Apr 2015 0900 29 aprile 2015

Abrahamowicz: «Vi spiego la Messa per Mussolini»

La funzione per il duce a Vicenza. Le teorie revisioniste. Una valanga di critiche. Abrahamowicz, padre negazionista: «Ci rido su. Avrei celebrato pure Karl Marx».

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Il 28 aprile 1945 morì Benito Mussolini, fucilato assieme all’amante Claretta Petacci a Giulino, una frazione di Tremezzina, in provincia di Como.
MESSA A VICENZA. A 70 anni da quei fatti c’è chi ricorda l’anniversario con una messa al cimitero Maggiore di Vicenza, e persino un necrologio sul giornale, tutto organizzato dal Raggruppamento nazionale combattenti e reduci della Repubblica di Salò e da Continuità ideale.
IDEE CONTROVERSE. A celebrare la funzione è il padre negazionista Floriano Abrahamowicz, nato a Vienna e conosciuto per le sue posizioni controverse sull’Olocausto: definì gli ebrei «deicidi», dichiarò di non essere certo che i nazisti usarono le camere a gas per scopi differenti dalla disinfezione, rivendicando che la cifra di 6 milioni di ebrei uccisi derivasse da un numero indicato dal portavoce della comunità ebrea tedesca senza una piena conoscenza dei fatti.
«C'È ISTERISMO IN GIRO». E si lamentò del fatto che la Shoah fu ingiustamente esaltata. «C’è tanto isterismo in giro», dice a Lettera43.it, «quando bisognerebbe fare pace con la storia».

Il padre negazionista Floriano Abrahamowicz.


DOMANDA. Don Floriano, perché dire una messa per Mussolini?
RISPOSTA. Per la verità quella messa viene fatta ogni anno dai fascisti vicentini. E la facevano anche in parrocchia, prima.
D. Poi?
R. Parecchi anni fa il parroco, il vescovo, non non so chi, non ha dato più il permesso. Allora si sono rivolti a me.
D. E lei ha accettato.
R. Perché non dovrei dire una messa per la sua anima? Non è che si sta facendo una messa per canonizzarlo, mica lo si vuole far diventare santo.
D. Lo farebbe anche per altri?
R. Se qualcuno mi chiedesse una messa per Karl Marx io direi «meno male che c’è qualcuno che pensa pure all’anima di quel comunista di Karl Marx».
D. Il fascismo per molti è una ferita aperta.
R. Oggi c’è un isterismo generalizzato e ogni occasione è buona per far polemica. Per questo non seguo più tanto le notizie, ma mi pare una cosa normale che per un defunto si faccia una messa.
D. Lei è fascista?
R. No. Io credo in un'Italia separata dallo Stato Vaticano che non è l’Italia socialista e risorgimentista di Benito Mussolini.
D. Comprende chi la critica?
R. Non mi sono mai preoccupato di una cosa simile. Dimentichiamo quello che dicevano i vincitori della Seconda guerra mondiale, come il capo delle truppe statunitensi Eisenhower.
D. Cioè?
R. Che alla fine della guerra l’Italia continuava a Salò. Sapeva bene che c'era un accordo perché il re si facesse accompagnare dai tedeschi a Ortona per poi fuggire. Smettiamola con questa storia della Resistenza.
D. Scusi?
R. Chiedetelo alla storica Elena Aga Rossi, che se ne è occupata tanto di quel periodo. C’è mistificazione.
D. Sta negando la Resistenza?
R. Una cosa è stata la Resistenza nel 1943 nello stato di guerra civile in cui si trovava il Paese, dove c’era da resistere, ma dopo è stata una Resistenza puramente virtuale. L’Italia non era divisa su due campi.
D. No?
R. Aveva ragione Guareschi quando diceva che in Italia vivevano 90 milioni di italiani, 45 milioni di fascisti e 45 di comunisti, o quello che vuole lei.
D. In che senso?
R. Anche i protagonisti di quel periodo dicono che il giorno dopo erano tutti partigiani. Ma basta, usciamo fuori da questa puerile mistificazione della storia, facciamo pace con il passato, facciamo quello che ha fatto Franco.
D. Cosa?
R. Un monumento per i caduti delle due parti. C’è riuscita una dittatura e non una democrazia a onorare i morti, tutti.
D. Considera il fascismo una pagina negativa per l'Italia?
R. Scura e nera sì, però meno di oggi.
D. Come può la dittatura essere migliore della situazione attuale?
R. Perché in televisione vanno quelli che fanno un minuto di silenzio in giacca e cravatta, nascosti sotto il mantello di questo governo, e permettono che milioni di bambini vengano uccisi nei ventri delle mamme. E che gli anziani si lascino morire assetati negli ospedali.
D. Si spieghi meglio.
R. Questa è un’ipocrisia che grida vendetta al cielo. O era peggio perché Mussolini era fascista? Sì, era fascista, ed era socialista e anche di sinistra.
D. Di sinistra?
R. La destra non era nient’altro che la sinistra immatura. E comunque, tanto per dirne una, non si era messo in tasca un soldo.
D. Lei una volta ha espresso posizioni abbastanza controverse sull’Olocausto.
R. Per carità, io ho detto anche nel 2009 che un solo morto ingiusto è un crimine che grida vendetta, e questo vale per tutti, per un ebreo come i morti delle Fosse Ardeatine.
D. Quindi?
R. Non c’è una giustificazione del nazionalsocialismo, solo con onestà intellettuale bisognerebbe dedicarsi alla ricerca storica che produce documenti e fonti.
D. Ne sono stati esaminati parecchi.
R. Eppure Paul Rassinier, che non era certo un fascista, era comunista ed è stato torturato a lungo, riteneva che ci fossero delle esagerazioni nei racconti dei campi di concentramento. E non solo lui.
D. Ci sono altre testimonianze che dicono che quegli orrori furono tutti veri.
R. Io dico: andiamo a guardare, cerchiamo nella storia. Gli inglesi hanno aperto gli archivi di Stato e son venuti fuori i documenti sulla subitanea interruzione della guerra voluta da Hitler prima di invadere la Russia, cui l’Inghilterra rispose «la guerra continua, perché noi siamo in guerra contro la Germania, non contro Hitler».
D. Cos'era Hitler?
R. Un diavolo? Sì, ma facciamo chiarezza su chi erano i diavoli, mica lo era solo lui.
D. Chi altri?
R. Churchill si oppose alla creazione dei tribunali per i crimini di guerra di Norimberga, chiedendo che i leader nazisti venissero giustiziati senza processo.
D. Cosa pensa del tribunale di Norimberga?
R. Anche lì ci vuole onestà intellettuale. Secondo le leggi normali avrebbero dovuto pagare anche altri, oltre ai fascisti.
D. Oggi in Italia l’apologia del fascismo è reato. Messe e necrologi per Mussolini sono opportune?
R. Forse no, ma sa, oggi le leggi son fatte così, si interpretano per gli amici e si applicano per i nemici.
D. Cosa significa?
R. In America mandano in prigione il parroco perché non fa le nozze gay. Qui non siamo in democrazia, andiamo verso una dittatura assoluta.
D. Non le sembra di esagerare?
R. Sa, i primi cristiani sono stati uccisi perché si diceva che mangiassero i bambini, la storia si ripete.
D. E oggi?
R. Viviamo in uno stato poliziesco di idee dove chi pone una domanda è già un mezzo diavolo. Sarò condannato per ricostituzione di partito? Mi farò una risata.

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