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POLITICA 30 Aprile Apr 2015 2000 30 aprile 2015

Gran Bretagna, prevale l'incertezza in vista del voto del 7 maggio

Sondaggi prevedono frammentazione: vacilla il tabù larghe intese tra conservatori e laburisti.

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David Cameron, premier britannico.

A una settimana del voto del 7 maggio in Gran Bretagna si allunga l'ombra dell'hung Parliament, di un 'parlamento appeso' all'incertezza e frammentato come non mai nel Regno Unito.
POSSIBILE PAREGGIO. Alcuni sondaggi segnalano una rimonta dei conservatori sui rivali di sempre, i laburisti.
Ma altri non si schiodano dalla previsione di un pareggio o anche di un lieve vantaggio del Labour.
E tutti, comunque, escludono che uno dei due big possa avvicinarsi alla quota fatidica di 326 seggi, garanzia di quella maggioranza assoluta e di quel regime di alternanza che storicamente e' stato dogma e vanto del sistema britannico.
DECIDONO INDECISI. A decidere sarà alla fine per colmo di paradosso l'esercito degli indecisi: che se fossero davvero pari al 40% sbandierato oggi dal Daily Mail potrebbero persino scompaginare tutto.
La sola certezza della vigilia appare in ogni caso quella di un futuro governo di coalizione, soluzione mai amata dai sudditi di Sua Maestà: come accaduto nella legislatura uscente (con l'asse fra i Tory del premier David Cameron, che il 30 aprile ha ottenuto l'appoggio dell'Economist e i Libdem del suo vice Nick Clegg), solo probabilmente in quadro più affollato e più complicato da assemblare.
TABÙ ALLEANZE. Al punto che qualche singola voce, fra gli ultimi un commentatore del Times, si è spinta a evocare il tabù dei tabù, auspicando a urne chiuse un rovesciamento delle tradizioni isolane e un'alleanza di 'larghe intese' fra il partito di Cameron e i laburisti di Ed Miliband: una sfida alla storia, in un Paese che ha visto il suo ultimo gabinetto di unità nazionale in tempo di guerra.
I numeri dei sondaggi, a prenderli per buoni, lasciano presagire un testa a testa.
Anche se uno studio dell'Ipsos-Mori, realizzato prima dell'odierna tribuna televisiva finale fra i leader, scommette sull'ascesa dei conservatori (impegnati a promettere sgravi e tasse ai minimi termini) con un 35% contro il 30 di Miliband e compagni.
MASSIMO UN PUNTO DI VANTAGGIO PER CAMERON. Ma l'indicatore della Bbc che ha incrociato i risultati delle varie indagini demoscopiche, aggiornato ancora nelle ultimissime ore, attribuisce al massimo un vantaggio di un punto a Cameron.
E, del resto, conquistare il primo posto sarà soltanto l'inizio.
Perchè poi scatterà quasi inevitabile la caccia agli alleati, salvo adattarsi all'azzardo di un fragile governo di minoranza.
I pronostici confermano infatti che Tory e Labour dovranno fare i conti con molti altri attori: a livello nazionale ci sono gli euroscettici dell'Ukip di Nigel Farage, dati attorno al 14%, i Liberaldemocratici di Clegg, in caduta libera ma pur sempre all'8, i Verdi al 6, e altri ancora al 6.

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