Maria Elena Boschi 150430124517
IN AULA 30 Aprile Apr 2015 0959 30 aprile 2015

Italicum, alla Camera altri due voti di fiducia

Via libera di Montecitorio con 342 sì, 15 no e un astenuto. Aventino delle opposizioni al terzo scrutinio. Bersani e Letta assenti.

  • ...

Maria Elena Boschi e Paolo Gentiloni.

Il governo ha incassato la terza fiducia sull'Italicum. L'Aula della Camera ha votato l'articolo 4 della legge elettorale con 342 sì, 15 no e un astenuto. Matteo Renzi ha ottenuto così un altro via libera, destinato a tracciare il sentiero definitivo per l'approvazione della nuova legge.
VOTO FINALE IL 4 MAGGIO. Proprio come il giorno precedente, nelle file del Pd 38 deputati della minoranza (tra cui i big Pier Luigi Bersani, Enrico Letta e Gianni Cuperlo) non hanno partecipato. Il voto finale dovrebbe essere previsto per la serata di lunedì 4 maggio. «Sono fiduciosa ma prudente», ha detto il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi.
AVENTINO DELLE OPPOSIZIONI. Le opposizioni hanno deciso di uscire dall'Aula per protesta. L'obiettivo sarebbe portare la battaglia contro l'Italicum fuori dal parlamento. E così il Movimento 5 stelle, in primis, ma anche Sel e Forza Italia hanno chiamato in causa la possibilità di ricorrere al referendum abrogativo. «La battaglia contro l'Italicum continuerà anche dopo la sua approvazione», ha annunciato il grillino Danilo Toninelli: «Stiamo pensando a un referendum abrogativo totale dell'Italicum. Ovviamente non vogliamo farlo da soli e potrebbe interessare tutte le forze politiche e della società civile che contestano questo tentativo di accentramento del potere di Renzi». Tempo poche ore e il fronte si è allargato anche a Sel e Forza Italia.
CIVATI: OK AL REFERENDUM. Anche Pippo Civati del Pd si è schierato a favore del referendum: «Quello che i parlamentari non hanno potuto fare, cioè votare i necessari miglioramenti dell'Italicum, lo potranno fare i cittadini con un bel referendum», ha detto annunciando di «partire anche subito per preparare i quesiti».
ALFANO: «ORA TRATTIAMO SUL SENATO». «Fatto l'Italicum, occorre rivedere la riforma del Senato», ha commentato il ministro dell'Interno e presidente del Nuovo centrodestra Angelino Alfano. «Adesso, dopo questo successo, si apre una fase nuova, quindi noi chiediamo al governo e alla maggioranza di modificare la riforma costituzionale, quella del Senato».
INCERTEZZA DELLO SCRUTINIO SEGRETO. Sul voto finale pesa comunque l'incertezza dell'eventuale scrutinio segreto. Anche se tra i renziani questa eventualità spaventa fino ad un certo punto: il vice-capogruppo Ettore Rosato ha detto che ai 38 dissidenti si potrà aggiungere una manciata di altri deputati della minoranza o dei partiti piccoli alleati, ma non tanti da scendere sotto i 316 voti (il punto in cui l'esecutivo ottiene la maggioranza a Montecitorio) anche perché si punta ai 'franchi sostenitori', e cioè ai deputati delle opposizioni che nel segreto dell'urna voterebbero per l'Italicum.

Correlati

Potresti esserti perso