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SCENARIO 30 Aprile Apr 2015 2145 30 aprile 2015

Italicum, cresce il consenso di Renzi tra gli oppositori

Via libera anche alla terza fiducia. Il 4 maggio il voto finale. A scrutinio segreto. Diversi forzisti pronti al sì. Mentre in Sel e Ncd c'è chi medita di passare al Pd.

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Matteo Renzi.

L'Aventino delle opposizioni è una necessità, più che una scelta politica, dettata dall'urgenza di non farsi rottamare definitivamente dal premier, Matteo Renzi.
Il leader dei democratici, stando alle voci di transatlantico, infatti, rischia seriamente di ritrovarsi con un numero ben più elevato di sì, quando lunedì si svolgerà il voto finale, a scrutinio segreto, che darà il via libera all'Italicum.
Da giorni, nei capannelli che spontaneamente si creano sui divanetti della Camera, non si parla d'altro: quanti nelle opposizioni sono pronti a salire sul carro di Renzi? In quale partito ci sono più 'traditori'?
FORZISTI PRONTI A SALIRE SUL CARRO DI RENZI. Interrogativi che nei discorsi tra una pausa dei lavori d'aula e l'altra, finiscono sempre per convergere soprattutto su Forza Italia, dove non è un mistero che il presidente del Consiglio abbia un consistente numero di estimatori. E non solo tra i parlamentari vicini all'ex plenipotenziario coordinatore, Denis Verdini.
Tra le file azzurre più di uno pensa che questa legge elettorale sia tagliata esattamente sul programma ormai ventennale del gruppo berlusconiano, e off the records non riescono a capacitarsi «della miopia degli attuali vertici».
«L'ITALICUM ERA LA NOSTRA LEGGE». Una fonte arriva addirittura a sfogarsi con Lettera43.it in maniera netta ed esplicita: «Ormai il Dottore», come ama farsi chiamare Silvio Berlusconi dai suoi interlocutori, «ha solo un obiettivo: vendere, e vendere bene possibilmente, i suoi asset migliori. Della politica non gliene frega più nulla. L'Italicum era proprio la nostra legge, ma non ce la fanno votare in nome di cosa? Di un'alleanza con la Lega che ci ammazzerà? O per i pruriti leaderistici di qualche pseudo statista che per punizione ci hanno piazzato in posizione di vertice?».

Un deputato azzurro: «Con lo scrutinio segreto io voto sì»

Denis Verdini e l'ex premier Silvio Berlusconi in Senato.

Al di là della rabbia, però, c'è anche un dato politico, nelle parole del deputato di Fi: «Se c'è il voto segreto e riusciamo a evitare l'Aventino, io me ne fotto delle indicazioni sbagliate, e voto sì. E non sarò l'unico, vedrete».
Non solo berlusconiani, comunque, sono pronti a fare il salto sul carro di Renzi. Gessica Rostellato, ex M5s poi passata nella componente del misto Alternativa libera, ha già votato sì alle due fiducie di giovedì 30 aprile, ma ha anche annunciato il suo passaggio al gruppo parlamentare del Partito democratico. E altri potrebbero seguire il suo esempio nei prossimi giorni.
ANCHE SEL E NCD TEMONO DEFEZIONI. Così come in Sel c'è qualche preoccupazione, dopo l'annuncio del 'ribelle' Toni Mattarelli (che ha votato l'Italicum).
Dalle parti di Nichi Vendola cercano di capire se il dissenso del deputato brindisino sia un caso isolato o il preludio a una nuova emorragia di parlamentari simile a quella che seguì l'addio di Gennaro Migliore.
Se Atene piange, comunque Sparta non se la ride. Nel senso che pure nella compagine di Nuovo centrodestra c'è qualcuno che ha fatto più di un pensiero di passare con Renzi definitivamente, in pianta stabile.
MAL DI PANCIA CRESCENTI IN SCELTA CIVICA. Rischio, questo, che corre fortemente anche Scelta civica, dove le insofferenze e i mal di pancia per la scarsa forza contrattuale del partito di Enrico Zanetti nelle scelte di maggioranza, sta inducendo più di un parlamentare a riflettere seriamente sul proprio futuro.
Ecco perché, per il premier, il voto segreto potrebbe rivelarsi una ghiotta occasione per raggiungere vette di consenso parlamentare mai viste negli ultimi anni. Insomma, parafrasando il sommo poeta Dante, tanto caro proprio al leader dem, «galeotto fu l'Italicum e chi lo scrisse».

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