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INTERVISTA 2 Maggio Mag 2015 1100 02 maggio 2015

Giulietto Chiesa: «Putin autocrate? Solo per Usa e Ue»

Lo zar non compreso. La Polonia che mira all'Ucraina. L'11 settembre pilotato. Giulietto Chiesa a L43: «L'Italia esca dalla Nato. Renzi messo in riga da Obama».

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Anche se la tregua nell’Ucraina orientale sembra reggere, le tensioni nel Paese non diminuiscono.
È recente l’uccisione d’impronta nazista di due giornalisti e di un ex-deputato perché fastidiosi al regime.
Ha senz’altro qualcosa da dire su questo e su molto altro Giulietto Chiesa, giornalista e politico, per molti anni corrispondente da Mosca per l’Unità e La Stampa.
TRA ASSOCIAZIONI E TIVÙ. Chiesa ultimamente ha dato vita a due iniziative parallele: l’associazione “Alternativa” e l’emittente televisiva di controinformazione Pandora.
Chiesa è anche fautore di una mozione per l’uscita dell’Italia dalla Nato.
Nel dicembre 2014 è stato arrestato a Tallinn, in Estonia, dove si trovava per una conferenza sulla crisi Ucraina. E poi cacciato dal Paese.

Giulietto Chiesa, politico e giornalista. © Imagoeconomica


DOMANDA. La si può definire un cremlinologo?
RISPOSTA. Certo. Pur non essendoci più l’Unione sovietica bisogna saper leggere tra le righe nei messaggi che provengono da Mosca.
D. È una forma di decrittazione?
R. Ai tempi dell’Urss, e in qualche maniera ancora oggi, ci si trova davanti a lunghi testi ufficiali che possono essere descritti come esercizi calligrafici.
D. Cioè?
R. Una specie di narrazione esopica (da Esopo, lo scrittore di favole greco, ndr). Poi improvvisamente appare la parola adnaco, cioè ‘tuttavia’ e da quel momento bisogna aprire gli occhi perché arriva il vero nocciolo della questione.
D. E come vanno veramente le cose in Ucraina oggi?
R. Beh, esiste un regime dichiaratamente anti-russo con una pesante infiltrazione neo nazista e con una Guardia nazionale addestrata dalla Nato. Gli assassinii degli ultimi giorni però sono un segno di debolezza, di nervosismo.
D. Continuano però a esserci delle forze che spingono in quella direzione?
R. Sì, l’equilibrio è tuttora precario e bisogna tener d’occhio in particolar modo la Polonia.
D. Perché?
R. Non molti sanno che la Polonia, uno dei membri più anti-russi della Nato, ha delle specifiche ambizioni territoriali nei confronti dell’Ucraina.
D. Su quale parte del Paese?
R. Sulla sezione orientale della Galizia che divenne parte dell’Ucraina con il patto Ribbentrop-Molotov del 1939.
D. E perché proprio quella?
R. Esiste un’organizzazione di proprietari terrieri polacchi che conta 100 mila membri e che si sta muovendo legalmente per riappropriarsi di queste terre. Fa parte di questo disegno anche una forma di controllo politico-economico dell’Ucraina stessa, ovviamente in funzione anti-russa.
D. Come si posiziona la Moldavia?
R. Un Paese ancora filo-russo che fa gola alla Nato. Potrebbe essere la prossima vittima.
D. Putin ha davvero adottato un tono distensivo con l’Occidente?
R. Sì. Non sono chiacchere. Non bisogna dimenticare che in realtà Putin non ha nulla contro l’America e l’Occidente di per sé.
D. Quindi l’aggressione viene dall’Occidente?
R. Fondamentalmente sì. E il tono di Putin cambia a seconda dell’attitudine dell’Occidente. Quando sente che l’Occidente si rilassa, a sua volta diventa più duttile.
D. Putin viene però criticato come una specie di zar autocrate...
R. In questa immagine vedo molto lo zampino della propaganda occidentale che cerca di screditarlo. Che ci piaccia o no, Putin è molto apprezzato dalla maggioranza della popolazione russa.
D. Da dove nasce questo apprezzamento?
R. Putin viene visto come un difensore dell’identità nazionale russa, in contrapposizione a Yeltsin, una specie di Quisling che aveva svenduto il Paese all’Occidente dopo la fine dell’Urss.
D. Svenduto in che senso?
R. Aveva cercato di trasformare il Paese in un quasi vassallo economico-politico degli Usa secondo una linea che non esito a definire reaganiana-thatcheriana.
D. Quindi la Russia non può diventare “occidentale”?
R. Esattamente. La Russia, indipendentemente da chi la comanda, è la Russia: ha una sua cultura a parte. Non potrà mai diventare un Paese consumistico stile Usa. Sarebbe bene che l’Occidente lo capisse una volta e per tutte.
D. Lei quindi crede in un mondo multipolare?
R. Assolutamente sì. Dopo la fine della Guerra fredda e la dissoluzione dell’Unione sovietica, per un po’ gli Usa si sono illusi di poter acquistare una posizione egemonica. Ma se il XX secolo è stato il cosiddetto Secolo americano, il XXI secolo non può esserlo.
D. Obama sembra fare dei passi distensivi importanti, per esempio verso Cuba e Iran.
R. Sarei un po’ più cauto. Durante il suo primo mandato Obama ha pagato il suo debito alle lobby che l’hanno aiutato ad arrivare al potere.
D. E ora?
R. Le forze conservatrici gli stanno dando carta bianca su Cuba con la speranza di poter ri-trasformare l’isola in una colonia economica.
D. Con l’Iran invece?
R. Non sarà così facile: c’è di mezzo Israele di Netanyahu, auto-invitatosi e accolto con una standing ovation nel Congresso Usa.
D. La lobby israeliana negli Usa è così potente?
R. Sì, e quando si parla di corruzione in Italia mi vien da ridere: sono proprio dei “furbetti di quartiere” di fronte alla corruzione implicita nello strapotere della lobby israeliana.
D. Come vede la politica americana in Medio Oriente?
R. Sono critico. Il problema rimane sempre lo stesso: gli Usa si creano degli amici, ma poi, quando fa comodo, li scaricano.
D. Per esempio?
R. I talebani, nati in funzione anti-sovietica. Oppure Saddam Hussein, originariamente alleato contro l’Iran. L’ultima vittima è stata ovviamente Gheddafi.
D. Capitolo 11 settembre. Crede nella teoria complottista?
R. Sì. Ci furono di mezzo i servizi segreti americani, pakistani sauditi e israeliani.
D. Il Mossad ha seguito giorno per giorno le preparazioni degli attentatori contro le Torri Gemelle?
R. Certo. E poi, ciliegina sulla torta, c’è la questione dell’antrace.
D. Cioè?
R. Le lettere all’antrace spedite una settimana dopo l’11 settembre che causarono la morte di cinque persone e l’avvelenamento di altre 22. Un altro chiaro episodio di destabilizzazione che affrettò il passaggio del Patriot Act.
D. Lei è un fautore dell’uscita dell’Italia dalla Nato. Ipotesi realistica?
R. Forse per il momento no, ma è certamente da prendere in considerazione. L’uscita dalla Nato rientra nel programma di Syriza in Grecia come anche di Podemos in Spagna.
D. E perché?
R. Bisogna uscire dall’ottica di vassallaggio che ha caratterizzato la politica italiana a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale.
D. Sarebbe a dire?
R. La facilità con cui accettiamo l’acquisto degli F35 è un esempio. Pensiamo poi alla rapidità con cui Renzi è stato appena messo in riga da Obama per ciò che riguarda le sanzioni contro la Russia.
D. Ma la Nato non era nata in funzione anti Patto di Varsavia?
R. Esatto. Con la fine del Patto di Varsavia che senso ha?
D. Qual è la mission della sua associazione Alternativa?
R. Offrire un’alternativa veramente democratica all’Italia e all’Europa per una piattaforma strategica non anti-americana, ma senz’altro autonoma sia a livello politico sia economico.
D. Cosa volete?
R. Un’Europa che non sia impotente in mano a banchieri che contano i soldi.
D. Esiste un’alternativa a Renzi?
R. Non essendoci uno Tsipras, di cui sono supporter, per ora non la vedo. La sinistra radicale è divisa e senza idee chiare.
D. Il Movimento 5 stelle?
R. Sta rimontando un po’, ma finché sarà dominato dai dioscuri Grillo e Casaleggio non potrà decollare, ed è destinato a dissolversi.
D. Landini?
R. Dice delle cose giuste, ma purtroppo manca di una visione della crisi mondiale. D’altra parte lo stesso 'regime' renziano, col tempo, potrebbe implodere per il suo provincialismo e per la mancanza di vera statura.
D. La tua tivù Pandora si occupa principalmente di questioni legate all’Europa Orientale. Non è un limite?
R. Sì, ma è un limite per ora legato a una questione di fondi. Siamo in pochi e senza soldi. Se li avessimo potremmo diventare una grande fonte d’informazione alternativa rispetto a un panorama mediatico assai provinciale, se paragonato a quello di altri Paesi.

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