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RICERCA 3 Maggio Mag 2015 0900 03 maggio 2015

Gli Usa lanciano una cyber guerra contro gli hacker

Fortino in California. Collaborazioni con Google e Facebook. E start up 'belliche'. È la nuova strategia militare americana sul web. Per aggiornarsi e bloccare l'Isis.

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Il 44esimo presidente degli Usa Barack Obama.

Apertura di un presidio stabile del Pentagono nella Silicon Valley, poi collaborazione stretta con i colossi del Web come Google e Facebook e, soprattutto, finanziamento diretto di start up 'militarizzate': è la strategia di cyber guerra che gli Stati Uniti sono pronti a presentare al mondo e alla comunità finanziaria a breve, quando il segretario alla Difesa Ashton Carter ha in programma una lectio magistralis all'università di Stanford, cuore della ricerca americana nel campo delle nuove tecnologie.
GLI ULTIMI PIANI? DEL 2011. Una svolta importante per il Pentagono, perché i vecchi piani di difesa contro hacker stranieri risale al 2011, ovvero a ere geologiche fa, tenuto conto della rapidità degli sviluppi di internet, telecomunicazioni e dintorni.
C'è grande attesa per il disocrso di Carter a Stanford, ma le linee generali della nuova strategia sono già stati fatti filtrare dal Dipartimento della difesa.
SEMPRE PIÙ ATTACCHI. L'esigenza di rinnovare i piani, hanno spiegato le fonti del Pentagono, dipende dal fatto che negli ultimi mesi e anni le reti americane, militari e civili, avreebbero subito attacchi sempre più numerosi da hacker che l'intelligence Usa ha individuato come russi, iraniani, nordcoreani e cinesi, spesso considerati al diretto servizio dei rispettivi governi.
NUOVI TIMORE PER L'ISIS. Di recente, è cresciuto anche il timore di cyber intrusioni anche da parte di persone alla dipendenze dell'Isis, il califfato il cui potere si sta estendendo rapidamente in Medio Oriente, Asia e Africa.
Da qui la decisione di rinnovare completamente le misure di difesa e anche di attacco a server considerati 'nemici' degli Stati Uniti.
La qualità e la frequenza di questi attacchi sarebbe cresciuta negli anni, anche se il governo Usa non fornisce dettagli per ragioni di sicurezza nazionale: ma il timore, o la quasi certezza dei militari, è che le prossime iniziative possano essere «devastanti» o possano comunque provocare «gravi conseguenze» alle reti e ai servizi americani.

Pronti investimenti diretti nelle aziende

Un hacker dell'Isis in azione.

Una fonte del Pentagono ha spiegato alla stampa che l'innovazione forse più importante sarà la partecipazione diretta e metodica del Pentagono nelle nuove imprese «interessanti» che andranno a nascere nella Silicon Valley.
Lo strumento individuato per questa fase è la Q-Tel, ha fatto sapere il Pentagono: si tratta di una società di 'venture capital', ovvero di partecipazione al capitale di rischio, vicina alla Cia e al Pentagono, la quale negli anni passati ha ben sostenuto Google, arrivando a detenere azioni della società per oltre 22 milioni di dollari.
RICERCA A FINI BELLICI. Questo intervento, finora occasionale, diventerà metodico e pianificato, spiegano le fondi della Difesa Usa: ciò significa anche che la ricerca futura sarà sempre più indirizzata a fini bellici, visto che sono i militari a mettere il denaro sul piatto.
UN FORTINO DA CREARE. Altro passaggio importante sarà la creazione di un centro di cyber ricerca bellica nel cuore dell'industria tecnologica Usa, ovvero nella Silicon Valley dove già anno sede i maggiori operatori del mercato attuale, oltre a migliaia di altre più o meno grandi imprese dell'innovazione.
Questo presidio sarà chiamato “Defense Innovation Unit Experimental” e vedrà lavorare al suo interno, spiegano le fonti del Pentagono, «una squadra di personale d'élite» selezionato tra i ranghi militari e civili dei migliori ricercatori e sviluppatori americani.

Tecnici militari inviati nelle società private

Nel corso del 2015 il cyberspionaggio dovrebbe diventare più sofisticato e aggressivo.

Questo tipo di collaborazione, spiegano sempre le fonti della Difesa, è di fatto già avviato in una serie di forme più o meno spontanee e per ora limitate: qualche tecnico militare inviato in missione nelle aziende, società e iniziative private sviluppate da ex tecnici della Guardia nazionali i quali, pur avendo smesso la divisa, non cessano di fornire aiuti e informazioni al Pentagono.
PREZIOSE COMPETENZE. Sarà soprattutto il primo di questi due aspetti a essere sviluppato: il Dipartimento spiega infatti che l'invio di militari all'interno delle aziende diventerà prassi normale e più frequente, in modo che il personale delle forze armate possa dare indirizzi al lavoro dei privati e possa anche, al ritorno nei ranghi militari, fornire al Pentagono le preziose competenze e conoscenze acquisite durante il soggiorno a Google, Microsoft o qualche altro protagonista del mercato tecnologico.
DIFESA E ATTACCO. «La nostra capacità di condurre cyber guerre negli ultimi anni si sta erodendo», fanno sapere dal Pentagono: da qui la necessità della nuova strategia, la quale non prevede soltanto azioni di difesa, ma anche di «attacco sia pure in un numero limitato di casi».
Così al comandante in capo delle forze armate Usa nelle guerre già in corso o future saranno assegnati «tutti i poteri» per utilizzare, anche con scopi offensivi, le capacità tecnologiche che la nuova collaborazione tra Pentagono e aziende private sarà in grado di fornire.

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