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MAMBO 5 Maggio Mag 2015 0954 05 maggio 2015

L'Italicum è più democratico dei ribelli Pd

Contradditoria e debole, la sinistra dem si dimostra miope. Il Paese non è in pericolo.

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Maria Elena Boschi raggiante dopo l'approvazione definitiva dell'Italicum.

Dopo Mattarella, l’Italicum. Renzi ha vinto la sua seconda battaglia parlamentare consecutiva.
Bersani giustamente può raccontare che i numeri della minoranza, ancorché ridotti, sono cospicui, ma resta il fatto che, pur avendo contro tutti, il premier è riuscito dove governi e leader precedenti avevano fallito.
La futile discussione sulle preferenze non può oscurare il fatto principale di questa nuova legge: alla fine due partiti si combatteranno in un ballottaggio che in Italia, per le elezioni nazionali, non si era mai visto e che aveva anni fa sempre entusiasmato la sinistra che oggi ha perso la memoria. Che tutto questo sia un attentato alla democrazia resta un’incognita.
NEL PAESE TUTTI POSSONO ESPRIMERSI. Bisognerà capire che cosa intendono i sostenitori di questa tesi per democrazia. Non voglio fare qui e ora una discussione teorica per la quale non sono attrezzato filosoficamente. Vorrei semplicemente mettere in fila alcune considerazione assai semplici per capire se in Italia c’è davvero un rischio democratico e ci sarà soprattutto dopo che Mattarella firmerà l’Italicum.
Viviamo in un Paese malridotto in cui però tutte le voci hanno diritto di esprimersi. Non c’è una sola personalità o apparato dello Stato che possa essere sospettato di avere in testa un colpo di mano anti-democratico. La dialettica sindacale e la possibilità di esprimere attraverso manifestazioni o altri mezzi il proprio dissenso è analoga a quella di cui abbiamo sempre goduto. L’angoscia del ricordo del G8 di Genova spinge la polizia a farsi menare senza restituire un colpo.
IL VOTO DI FIDUCIA NON È ANTIDEMOCRATICO. Le leggi le fa il parlamento e quando il governo intende accelerare l’approvazione, come hanno fatto tutti quelli precedenti, chiede il voto di fiducia che è stranamente demonizzato mentre rappresenta la scelta più democratica che si possa fare: non sei d’accordo? Vota contro il governo. Se è antidemocratico il voto di fiducia che dire dell’abbandono coatto dell’aula (attuato da tutte le opposizioni) che punta a impedire a un singolo deputato di votare contro il proprio gruppo?
La legge elettorale nuova in questo momento avvantaggerebbe Renzi per un dato non tecnico ma politico: il premier è l’unico soggetto in campo, la destra non ha leader, la sinistra neppure, Salvini non è un leader. Se la destra o altri avessero consistenza questa legge non impedirebbe loro di vincere. Non è democratico tutto questo?
LA SINISTRA PD HA ARGOMENTAZIONI DEBOLI. Le obiezioni sul carattere antidemocratico di questa battaglia sollevate dalla sinistra Pd hanno due punti di debolezza sostanziali.
Uno di merito: la legge è stata emendata secondo le loro richieste, le leggi precedentemente discusse o elaborate non avevano le caratteristiche che ora la minoranza dem e Enrico Letta considerano essenziali. Infine, è il secondo aspetto, la sinistra Pd, cioè quella del mio album di famiglia, dovrebbe con più parsimonia chiamare alla lotta democratica.
Se ci fosse un vero pericolo e venisse da Renzi dovrebbero lasciare il Pd e chiamare il popolo a quel “sussulto democratico” che in passato fece cadere governi fra cui quello di Tambroni, nel ‘60 travolto da manifestazioni di popolo.
A che ora e in che giorno ci vediamo a piazza san Giovanni per abbattere Renzi?
Se invece la polemica è sopra le righe dovrebbero riflettere sull’imbarbarimento di essa e sul rischio di gridare “al lupo al lupo”.
Se un giorno la democrazia fosse davvero in pericolo, chi seguirà mai queste Cassandre?

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