Italicum Camera 150428164404
MAMBO 6 Maggio Mag 2015 1131 06 maggio 2015

Liberate il parlamento dai politici Black bloc

Insudiciano coi loro insulti Camera e Senato. Con loro L'Italia non ha futuro.

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Roma: Laura Boldrini alla Camera durante il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità dell'Italicum (28 aprile 2015).

La presidente della camera, Laura Boldrini, il 5 maggio ha cacciato dall’aula Ignazio La Russa.
Non so bene come sia andata e, in verità, mi interessa poco.
Ho seguito, tuttavia, in questi giorni il dibattito parlamentare sull’Italicum sul canale del parlamento con crescente sgomento.
Non avevo mai ascoltato tanti insulti gratuiti contro un presidente della Camera. A un certo punto di una seduta, credo quella finale, dai banchi del centrodestra si è alzato un insulto («cornuta!») che ha sconcertato la stessa Boldrini incapace, comprensibilmente, di reagire a tanta violenza verbale.
LA VIOLENZA VERBALE, PRELUDIO DELLE DITTATURE. Negli stessi giorni e nella stessa aula alla povera Boschi che diligentemente, piaccia o no, faceva il suo lavoro con pazienza e buona preparazione, sono stati rivolti altri insulti intollerabili.
I deputati del Movimento 5 stelle nei loro interventi, non tutti in verità, sembravano divertirsi a usare parole agghiaccianti contro gli avversari, soprattutto se donne e in particolare contro la presidenta della Camera. Tutti costoro hanno protestato in questi giorni contro la minaccia alla democrazia, contro la dittatura allo Stato nascente dimenticando che sono loro, con il loro linguaggio, a esercitare quella violenza, per ora solo verbale, che prepara l’avvento delle dittature.
Bisognerà che il vertice della Camera e del Senato assuma una posizione più netta (sbatteteli fuori alla prima parola fuori posto!) e lo faccia anche la presidenza della Repubblica.
I lavori della Camera sono spesso in tivù, in ogni caso Radio radicale li trasmette (lo fa ancora?), e ogni giorno scolaresche ascoltano in diretta qualche momento delle sedute.
DAI M5S LINGUAGGIO INTOLLERABILE. È intollerabile che il linguaggio del parlamento sia simile o peggiore di quello delle curve calcistiche. È intollerabile ormai la violenza verbale che ammorba la vita pubblica.
Non c’è leader che non usi gli insulti o che non ami parole forti e definitive. L’Italia che emerge dal loro linguaggio è un Paese che vive l’imminenza del fascismo, popolato da ladri, tutti ladri, che ha uno Stato nemico di se stesso.
Non se ne può più. Bisognerebbe prendere esempio dai milanesi che hanno sfilato e ripulito la città. Non ci sono solo figli di papà col Rolex (o no) che deturpano la città, ci sono uomini e donne della politica che imbrattano le istituzioni con il loro linguaggio. Ripulire, prego.
Per non parlare del linguaggio televisivo. Una perla, si fa per dire.
SANTANCHÈ & CO INGORANTI E VOLGARI. Ormai Daniela Santanchè, che da quando Berlusconi sta facendo le pulizie di casa vede il seggio allontanarsi, offende sul piccolo schermo il popolo sinti e rom a ripetizione per farsi una facile e ignobile popolarità con questa frase ridicola e di cattivo italiano: «Se siete nomadi nomadate». È un modo diverso di dire: andate via.
Questa frase è sempre accompagnata da un gesto largo del braccio che indica la voglia di cacciare. Qualcuno spieghi alla signora che c’è un dato etnico in quelle popolazioni che viene dalla storia e di cui il nomadismo è un aspetto comportamentale prevalente in certe epoche ma non è esaustivo, talchè vi sono, in tutto il mondo, popolazioni che sono diventate residenziali e restano sinti, rom, camminanti o gitani o comunque li vogliate chiamare.
Non ha futuro un Paese la cui classe dirigente, in grande maggioranza, è ignorante e volgare.

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