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TERREMOTO 8 Maggio Mag 2015 1423 08 maggio 2015

Gran Bretagna, lasciano Miliband, Clegg e Farage

Alle elezioni britanniche trionfano i conservatori. Flop degli altri partiti. Miliband, Farage e Clegg fanno le valigie. Le prime pagine dei giornali inglesi.

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La vittoria dei conservatori di David Cameron alle elezioni del 7 maggio ha provocato un autentico terremoto nella politica britannica.
LASCIANO IN TRE. In meno di 24 ore dalla chiusura delle urne, tre leader di partito si sono dimessi: Ed Miliband, segretario del Labour; Nick Clegg, capo dei Lib-dem e Nigel Farage, guida dell'Ukip.

Ed Miliband, ex segretario del Partito laburista inglese. (Getty Images)  

Miliband, 45 anni, era stato eletto segretario del partito laburista britannico al congresso del 2010, battendo per pochi voti suo fratello David. La mattina dell'8 maggio ha comunicato le sue dimissioni dalla guida del principale partito della sinistra inglese, che era dato per favorito nei sondaggi della vigilia, assumendosi la responsabilità della sconfitta: «La Gran Bretagna ha bisogno di un partito laburista forte ed è tempo che qualcun altro assuma la sua leadership», ha dichiarato, annunciando che la sua vice, Harriet Harman, prenderà temporaneamente le redini del partito.

Le dimissioni di Ed Miliband.


ALLA VICE HARMAN LA GUIDA TEMPORANEA. «Il Labour è stato una grande forza per il progresso a cui ho aderito all'età di 15 anni», ha sottolineato l'ormai ex segretario, assicurando che come già fatto in passato il partito si riprenderà dopo questa sconfitta. «Il prossimo governo avrà l'enorme responsabilità di unire il Paese. Ciò che ci unisce è molto di più di quanto ci divide», ha concluso.

Nick Clegg con la moglie pochi minuti prima di annunciare le dimissioni (Ansa)  

Quarantasette anni, originario di Chalfont St.Giles, Nick Clegg era stato eletto alla guida del partito liberal-democratico nel 2007. Tre anni più tardi, Cameron l'ha voluto con sé al governo come vice primo ministro. Ma alle politiche del 7 maggio i Lib-dem hanno subito un vero e proprio tracollo, perdendo 47 seggi rispetto a quelli conquistati nel 2010.

Le dimissioni di Nick Clegg.


CLEGG: «HA VINTO LA PAURA». È stato «semplicemente straziante» vedere molti colleghi e amici perdere i loro seggi alla Camera dei Comuni, ha affermato Clegg annunciando le sue dimissioni dalla guida del partito. «La paura e l'ingiustizia hanno vinto. Il liberalismo ha perso. Ma ora più che mai dobbiamo continuare a lottare», ha aggiunto, sottolineando che è «un'ora buia» per il partito, ma che i valori liberali devono essere difesi.

Nigel Farage, ex capo dell'Ukip. (Getty Images)

Dopo il buon risultato ottenuto dal suo partito alle elezioni europee del 2014, sembrava che Nigel Farage potesse scombussolare anche la politica inglese. E, invece, il leader dell'Ukip, anti-Ue e anti-immigrazione, non è riuscito a farsi eleggere nel suo collegio, dove è stato battuto dallo sfidante, il conservatore Craig MacKinlay.

Il momento della sconfitta per Nigel Farage.


FARAGE: «ORA UNA PAUSA, POI DECIDERÒ COSA FARE». L'Ukip - pur ottenendo il 12,5% e crescendo rispetto alle ultime elezioni politiche - porta a casa un solo seggio. Farage ha deciso di lasciare la guida del partito, spiegando che si prenderà l'estate per riposarsi e riflettere se ricandidarsi come leader del partito euroscettico a settembre. Nei mesi scorsi aveva promesso che si sarebbe dimesso nel caso in cui non fosse entrato nella Camera dei Comuni. «Sono un uomo di parola», ha affermato, sottolineando anche che il suo partito non ha commesso nessun errore nella campagna elettorale, ma è stato penalizzato dal sistema elettorale. Al parlamento europeo Farage è alleato con il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, che alla notizia delle dimissioni del suo alleato ha spiegato di non conoscerne le ragioni.

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