DIPLOMAZIA 9 Maggio Mag 2015 1027 09 maggio 2015

La Russia celebra la fine del nazismo senza Occidente

Mosca celebra la vittoria sul nazismo, 70 anni fa. Ma i leader Usa e Ue disertano. Berlusconi: «Un errrore non esserci, è il nostro fallimento». Foto.

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Una celebrazione colossale per la vittoria sovietica sul nazismo, in un clima da guerra fredda per la crisi ucraina. Così Mosca ha festeggiato il 70esimo anniversario della vittoria su Adolf Hitler nella Seconda guerra mondiale. E nel suo discorso sulla piazza Rossa, il presidente russo Vladimir Putin ha denunciato i tentativi di creare un mondo unipolare. Parole che possono essere interpretate come una critica nei confronti degli Usa. «Negli ultimi decenni» - ha dichiarato inoltre il leader del Cremlino - «i principi base della cooperazione internazionale sono stati ignorati sempre più spesso».
15MILA SOLDATI, MA NIENTE LEADER. Per ricordare la vittoria russa sul nazismo, sfilano sulla piazza Rossa 15mila soldati russi, 1.300 militari stranieri, circa 200 mezzi corazzati e 143 tra aerei ed elicotteri, in quella che è stata annunciata come la più imponente parata della Russia contemporanea. La maggior parte dei leader occidentali ha declinato l'invito del Cremlino a causa della crisi ucraina.
Il presidente russo Vladimir Putin ha ringraziato nel suo intervento «i popoli di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti» e gli antifascisti che hanno combattuto in diversi Paesi per il loro contributo alla vittoria sul nazismo.
GENTILONI A MOSCA. Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni ha deposto un mazzo di garofani rossi alla tomba del milite ignoto ai piedi delle mura del Cremlino per ricordare i caduti sovietici nella seconda guerra mondiale. In testa al gruppo, formato da ministri e capi di Stato e di governo, il presidente russo Vladimir Putin, accanto a lui il leader cinese Xi Jinping e quello kazako Nursultan Nazarbaiev.

Berlusconi: «Quelle sedie vuote sono una nostra sconfitta»

Victory Day, Mosca, 9 maggio 2015. Giovani soldati partecipano ai festeggiamenti per i 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Intanto dall'Italia, Silvio Berlusconi il mediatore del vertice di Pratica di Mare che sgnò una svolta nei rapporti tra la Russia e l'Occidente ha inviato una lettera al Corriere della Sera per mettere in guardia i leader occidentali dall'errore di isolare Mosca. «L'assenza dei leader occidentali alle celebrazioni», ha scritto l'ex premier, «è la dimostrazione di una miopia dell'Occidente. Quella tribuna sulla piazza Rossa, sulla quale di fianco a Putin siederanno il presidente cinese, il presidente indiano, gli altri leader dell'Asia, non certificherà l'isolamento della Russia, certificherà il fallimento dell'Occidente. Considero quelle poltrone vuote non una prova di forza, ma l'emblema di una nostra sconfitta».
Nell'attuale scenario geo-politico l'Occidente ha di fronte due sfide, quella economica delle potenze emergenti dell'Asia e quella politica e militare dell'integralismo islamico. Per sostenere queste sfide - sottolinea Berlusconi - è fondamentale avere la Russia dalla nostra parte».
LA CRISI UCRAINA? NON SI RISOLVE SENZA MOSCA. «È vero, con la Russia ci sono delle serie questioni aperte. Per esempio la crisi ucraina. Ma sono problemi che è ridicolo pensare di risolvere senza o contro Mosca. Anche perché in Ucraina coesistono due ragioni altrettanto legittime, quelle del governo di Kiev e quelle della popolazione di lingua, cultura e sentimenti russi. Si tratta di trovare un compromesso sostenibile fra queste ragioni, con Mosca e non contro Mosca», prosegue Berlusconi. «Siamo consapevoli delle ragioni dei Paesi baltici che hanno sofferto l'espansionismo sovietico. È ovvio che dobbiamo farci carico della loro sicurezza. Ma tale sicurezza si garantisce meglio con una Federazione Russa parte integrante dell'Europa e dell'Occidente, o con una Federazione Russa asiatica, isolata e conflittuale?».
PAGANO LE NOSTRE AZIENDE. «E questo senza contare l'elevatissimo prezzo economico che le aziende italiane ed europee - conclude l'ex premier - stanno pagando per la recente adozione di una politica sanzionatoria che non ha portato alcun risultato concreto».

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