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CORTEO 9 Maggio Mag 2015 1317 09 maggio 2015

M5s in marcia per il reddito di cittadinanza

Da Perugia ad Assisi. Grillo: «Lavoratori meno tutelati di un secolo fa».

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Il Movimento 5 stelle si è dato appuntamento a Perugia, il 9 maggio, per sostenere la proposta del reddito di cittadinanza, uno dei capisaldi del programma economico dei grillini. La marcia contro la povertà, aperta dai leader del Movimento, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, si è conclusa ad Assisi. Secondo gli organizzatori della manifestazione, i partecipanti, che hanno più volte ritmato il grido «onestà», sono stati 50 mila.

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio alla marcia per il reddito di cittadinanza (Ansa)

«Se non passa il reddito di cittadinanza saranno tutti responsabili non verso il M5s ma verso milioni di cittadini», ha detto Beppe Grillo arrivando ai giardini del Frontone di Perugia per dare inizio alla manifestazione. «So che sui giornali andrà il massimo un trafiletto a fondo pagina su questa Marcia ma a noi basta anche quello. Non abbiamo bisogno di una grande esposizione - ha aggiunto - ma se pensate di appartenere ad un assetto che invece dei giornalisti è quello dei cittadini italiani e delle loro famiglie dovreste partecipare anche voi come giornalisti e come cittadini».
I giovani emigrano, ha detto ancora Grillo, non per volontà propria ma perchè sono «deportati dalle politiche di questo governo: erano più tutelati gli schiavi nell'800 che i lavoratori oggi».
GRILLO: CI VUOLE UN UNICO SISTEMA FISCALE PER I PAESI UE. Secondo il leader 5 stelle, in Europa occorre una «rivoluzione fiscale» che armonizzi le leggi vigenti nei diversi paesi: «L'Unione Europea è un sistema in cui non c'è sovranità né fiscale né economica né agricola - ha spiegato - quando lo Stato si presenta lo fa con una busta verde o con un'uniforme nera. Ci vuole un sistema fiscale unico per l'Europa. Magari cominciamo con due o tre nazioni, perché non è possibile che ognuno sia un paradiso fiscale per gli altri»
CASALEGGIO: SI PUÒ FARE ANCHE DOPO LA SENTENZA DELLA CONSULTA. Casaleggio si è soffermato invece sulla sentenza della Consulta che, ha spiegato, non può traformasi in un alibi per non dare seguito alla proposta grillina: «La consulta dice di restituire soldi indebitamente sottratti ai pensionati: è un furto ma non basta per non fare il reddito di cittadinanza».
Accanto ai leader 5 stelle, anche gli altri volti noti del Movimento. Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio si è detto pronto a «trattare con il Pd per realizzare il reddito di cittadinanza. L'importante è che non si annacqui: 780 euro mensili da garantire a chi ne può usufruire non è un capriccio, ma la cifra indicata come quota per stare sopra la soglia minima di povertà». Ufficialmente, ha spiegato il deputato al Corriere della Sera «non c'è stata nessuna apertura, ma in Parlamento a parole sono tutti d'accordo. È che Renzi preferisce mettere i soldi in altre cose. Oppure da segretario del Pd preferisce non tagliare del tutto i vitalizi per i condannati».
In casa democratica, sono arrivate aperture al dialogo sia da Roberto Speranza sia da Maria Elena Boschi. «Apriamo subito un tavolo di lavoro sul reddito minimo. Sulla lotta alla povertà contano i fatti, non servono le bandierine di parte», ha detto Speranza, al quale però Grillo ha replicato con freddezza: «Non commento il nulla».

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