Pier Carlo Padoan 150307113634
POLITICA 11 Maggio Mag 2015 2300 11 maggio 2015

Pensioni, il governo contiene la spesa: 4 miliardi per i rimborsi

Decreto in Consiglio dei ministri il 15 maggio. Il Tesoro limita i costi. Il sottosegretario all'Economia Zanetti: «Non tutti rifondati».

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Pier Carlo Padoan.

Il governo accelera sulla soluzione del rebus pensioni, portando il decreto sui rimborsi degli arretrati e la rimodulazione dei trattamenti futuri già al consiglio dei ministri di venerdì 15 maggio.
Tutt'altro che indifferente agli input in arrivo da Bruxelles, l'esecutivo ha deciso di risolvere la questione alla svelta, per evitare di incappare in giudizi troppo severi e pressioni troppo insistenti.
AL VAGLIO LA SUDDIVISIONE PER FASCE DI REDDITO. L'operazione, come annunciato da Pier Carlo Padoan ufficialmente, avverrà sia per il passato che per il futuro basandosi su una distinzione per fasce di reddito che, alla fine, dovrebbe presentare un conto non troppo salato. Non quanto, almeno, ipotizzato nei giorni a ridosso della sentenza della Corte.
RISORSE NECESSARIE INFERIORI A 5 MLD. Le risorse necessarie saranno sicuramente inferiori a 5 miliardi, probabilmente più vicine ai 4.
La suddivisione per scaglioni, rispettando comunque i principi di equità e gradualità sottolineati dalla Consulta, permetterà infatti al Tesoro di risparmiare non poco e di rispettare i parametri di bilancio indicati nel Def. A partire dall'obiettivo di deficit programmatico al 2,6% ma anche tutto ciò che il deficit nominale si porta con sé in termini di pareggio di bilancio e deficit strutturale e di contenimento del debito. Il tesoretto da 1,6 miliardi sarà dunque la base di partenza cui si aggiungeranno altre forme di copertura al momento ancora al vaglio dei tecnici. Le opzioni messe a punto finora restano tutte sul piatto, ma più saranno le risorse individuate e «bollinate» dagli esperti della Ragioneria generale dello Stato, più l'asticella degli adeguamenti potrebbe spostarsi man mano verso l'alto.
ZANETTI: «CHIEDIAMO SACRIFICI ANCHE AI PENSIONATI». Il lavoro prosegue ino non restituirà tutto a tutti, e «non perché ce lo chiede l'Ue o per non sforare il 3% ma perché se abbiamo chiesto sacrifici enormi ai non pensionati non possiamo non chiederne anche ai pensionati». In attesa che il 15 maggio Padoan torni fisicamente disponibile a Roma dopo una serie di impegni internazionali, anche se il ministro ha più volte fatto sentire la sua voce, Matteo Renzi questa volta è rimasto con la retroguardia. A tirarlo in ballo è Enrico Zanetti: «Renzi sbaglia a non parlare e a far intervenire su questo tema solo Padoan», ha affermato il sottosegretario all'Economia che ha chiesto al premier di uscire allo scoperto per dire che il governo non restituirà tutto a tutti, e «non perché ce lo chiede l'Ue o per non sforare il 3% ma perché se abbiamo chiesto sacrifici enormi ai non pensionati non possiamo non chiederne anche ai pensionati».

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