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EMERGENZA 11 Maggio Mag 2015 1116 11 maggio 2015

Piano Ue: distribuzione di migranti nei Paesi membri

Mogherini all'Onu: «Agire subito». Quote obbligatorie e lotta ai trafficanti.

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Federica Mogherini.

La Commissione Ue prepara la svolta nella strategia europea sull'immigrazione.
L'Agenda del commissario Dimitri Avramopulos deve essere formalizzata l'11 maggio dai capi di gabinetto e il 13 maggio approderà sul tavolo del collegio dei commissari per l'approvazione.
Quattro i pilastri su cui si fonda la strategia: aiuto ai Paesi di origine e transito dei migranti; controllo delle frontiere a Sud della Libia e nei Paesi limitrofi; missioni di sicurezza e difesa contro trafficanti e scafisti; l'obbligatorietà della suddivisione dei profughi in base ad un meccanismo di quote.
MOGHERINI PRESENTA IL PIANO ALL'ONU. L'11 maggio l'Alto rappresentante della politica estera Federica Mogherini, nella prima riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ha anticipato questo programma per sensibilizzare soprattutto i membri permanenti non europei in vista dell'altra partita decisiva che si giocherà al Palazzo di Vetro, cioè la discussione sul mandato della missione nelle acque libiche per combattere i trafficanti e (possibilmente) anche distruggere i barconi prima che siano usati, come indicato nel vertice europeo straordinario.
«BISOGNA AGIRE SUBITO CON MISURE ECCEZIONALI». «Il problema dei migranti nel Mediterraneo non è solo un problema umanitario ma un problema di sicurezza. E noi siamo qui per agire subito, per noi è un dovere morale», ha detto chiedendo «misure eccezionali in questa situazione eccezionale».
Siamo pronti ad agire ma non possiamo agire da soli, abbiamo bisogno di partnership, deve essere uno sforzo comune e globale», ha proseguito l'Alto Rappresentante della politica estera dell'Ue: «Dobbiamo lavorare in partnership con la Libia per combattere i migranti». Per risolvere l'emergenza degli immigrati nel Mediterraneo serve «una solidarietà condivisa, un'azione di lungo periodo, e un'azione immediata», ha quindi ribadito Mogherini ai membri del Consiglio di Sicurezza. «L'Ue è pronta a fare la sua parte», ha continuato Lady Pesc, «non è sempre stato così, lo so, ma adesso è diverso».
«Quella degli immigrati nel Mediterraneo», ha aggiunto, «è una crisi dell'Europa, una crisi dell'Africa e una crisi del mondo». «La nostra prima priorità dovrà essere quella di salvare vite umane e agire insieme».
«I MIGRANTI NON SARANNO RIMANDATI INDIETRO, MA FERMARE I TRAFFICANTI». «Migranti e profughi non saranno mandati indietro. Voglio essere chiara su questo», ha aggiunto.
E ancora: «Bisogna distruggere il modello di business dei trafficanti di immigrati ed essere sicuri che i barconi non vengano più usati. Gli asset in senso lato devono essere distrutti».
ONU: «L'ITALIA CONTINUA A SALVARE VITE». Il rappresentante speciale del segretario generale per le migrazioni, Peter Sutherland, ha ricordato che «da Mare Nostrum a Triton l'Italia continua a salvare vite nel Mediterraneo», avvertendo che, se non vengono prese misure urgenti, entro l'autunno 20 mila persone potrebbero perdere la vita in mare.

Quote obbligatorie per i Paesi membri

Un barcone di migranti.

Il punto più controverso della strategia resta la redistribuzione dei migranti, con quote obbligatorie da stabilire in base alla ricchezza del Paese, al tasso di disoccupazione, ai numeri degli asili già concessi. La Commissione ha deciso di invocare l'articolo 78.3 del Trattato di Lisbona, finora mai applicato: «Qualora uno o più Stati membri debbano affrontare una situazione di emergenza caratterizzata da un afflusso improvviso di cittadini di Paesi terzi, il Consiglio, su proposta della Commissione, può adottare misure temporanee a beneficio dello Stato membro o degli Stati membri interessati», recita il testo.
MIGLIAIA DI RIFUGIATI DA RICOLLOCARE. Grazie ad esso, la Commissione potrà mettere la questione delle quote su una 'corsia preferenziale', e il Consiglio dovrà approvarla a maggioranza, quindi il veto di alcuni non basterà a bloccare il provvedimento fortemente voluto dal presidente Jean Claude Juncker. Secondo Bruxelles, la valutazione d'emergenza già esiste, «perché sono i numeri a dirlo». Centinaia di migliaia di richieste (130 mila sbarchi in Italia nell'ultimo anno e oltre 200 mila richieste di asilo previste in Europa) sono sicuramente un'emergenza, secondo l'esecutivo Ue.
Nella bozza che circola, i numeri dei rifugiati da ricollocare non sono ancora specificati. La forbice va da 5 mila a 20 mila, ma Avramopoulos spera che ci si avvicini molto più al secondo che al primo.

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