Barbara Spinelli 140321203731
MAMBO 12 Maggio Mag 2015 1120 12 maggio 2015

I radical chic alla Spinelli umiliano la vera politica

Fanno i moralisti, poi si attaccano alle poltrone come la peggiore Casta.

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Barbara Spinelli.

Non mi voglio occupare di Barbara Spinelli.
Scrivo solo che, pur non conoscendola, cosa che mi ha consentito quasi 70 anni felici, non mi ha sorpreso né il rifiuto di dimettersi una volta eletta, come aveva promesso, né l’attuale decisione di abbandonare la lista che le aveva consentito l’ingresso nel parlamento europeo.
Nella Casta non ci sono solo i politici professionali (parlo anche dei Di Maio e dei Di Battista), ci sono tanti unti/e dal Signore che dopo aver elargito lezioni di moralità all’universo mondo fanno poi ciò che a loro conviene di più. Ce ne sono tanti in giro e li vedremo uno a uno venire allo scoperto nei prossimi anni. Potrei depositare l’elenco dal notaio.
QUELLA SINISTRA FIGLIA DI UN DIO MINORE. Il tema “Barbara Spinelli” esiste, quindi, solo perché rivela una debolezza culturale e psicologica della sinistra, di tutta la sinistra, quella riformista e quella radical.
Entrambe vivono nell’ansia di essere figlie di un dio minore e hanno bisogno di testimonial, meglio giornalisti/e, gente dello spettacolo scelti fra quelli che firmano appelli su appelli, per non dire di scrittori anti-mafia, che ne elevino l’autostima.
Che ragione avevano Vendola & company di rivolgersi a Spinelli o a Curzio Maltese per dare lustro alle loro liste?
Avevano giovani preparati e combattivi, avevano idee e un riferimento internazionale di assoluto prestigio (e lo scrive uno che non lo ha votato né mai lo voterebbe), potevano fare a meno di vecchi elefanti o elefantesse.
NEL PCI TANTI INDIPENDENTI DI QUALITÀ. Invece no. Il nome noto sui giornali di carta o sulle reti tivù dà la sensazione a questi leader di cartone di aver fatto il salto nella buona società. Sono parvenu.
Che differenza dai tempi andati. Il Pci eleggeva tanti indipendenti da poter costituire un vero gruppo parlamentare a parte.
Nomi imparagonabili, per titoli e moralità, a quelli attuali. Gente seria, rispettata, leale che aveva col partito un rapporto di interlocuzione continuo. Erano il simbolo della capacità di comunisti di allargarsi ad altre culture e la prova che quest'ultime potevano collaborare con loro.
Non specchietti per le allodole, dunque, ma vere operazioni culturali. Mi dite che operazione culturale erano la Spinelli e Maltese?
La sinistra radical e quell’altra, invece, inseguono la popolarità, e quando manca la materia prima televisiva allora cercano di sfondare il video con le cosiddette “lady-like”, carine ma prive di mestiere.
QUESTI RADICAL CHIC UMILIANO LA POLITICA. La politica vera non è questa. La politica vera è autonomia di pensiero, schiena dritta e capacità di fare anche il passo indietro quando si perde.
La politica vera non ha bisogno di farsi umiliare dalla signora Spinelli o, nel Pd, dalla professoressa Marzano che annuncia il suo distacco, probabilmente per una data successiva alla maturazione del diritto pensionistico.
Renzi è forse, dopo anni, il primo politico che non cerca consensi fuori, che non ha senso di inferiorità verso intellettuali, predecessori, altri poteri.
Ha il vizio, però, di promuovere solo gente di famiglia (in senso lato), proseguendo quel familismo amorale che dal Sud ormai si è cosparso in tutto il Paese. È un peccato.
Mi piacerebbe tanto un leader politico che facesse a meno delle Barbara Spinelli e delle lady-like, oltre che dei moralisti della tivù e della carta stampata.

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