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POLITICA 12 Maggio Mag 2015 1155 12 maggio 2015

Renzi: «Sinistra masochista perde ovunque»

Il premier: «In Campania candidati imbarazzanti». Poi dice: «Ascoltiamo i sindacati sulla scuola».

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Il premier Matteo Renzi.

Matteo Renzi a tuto campo. Dalle Regionali del prossimo 31 maggio alla discussa riforma della scuola. Dal nodo pensioni allo strappo di Pippo Civati.
Ospite del forum di RepubblicaTv, il premier non ha risparmiato gli affondi. A cominciare dagli oppositori interni al suo partito. «In Liguria, che è oggettivamente l'ultima spiaggia per Berlusconi, la sinistra masochista ha chiesto primarie e le ha perse. E, anziché accettare il risultato, lo ha rimesso in discussione e ha scelto un candidato contro quello ufficiale del Pd; lo fa non per vincere, ma per far vincere Toti. Forza Italia ha una sola possibilità di essere rianimata ed è la sinistra masochista».
«IN CAMPANIA CANDIDATI IMBARAZZANTI». E sulla Campania: «Alcuni candidati mi imbarazzano eccome, però dico che liste Pd sono pulite. Noi siamo intervenuti in modo molto forte sul Pd. Su alcune liste collegate al presidente si può discutere, ci sono candidati che non voterei neanche se costretto».
«NESSUNO SMOTTAMENTO AL CENTRO». Renzi ha quindi escluso derive centriste del Partito democratico. «Il Pd fa i conti con una grande opportunità e una crisi di crescita, se vedo i numeri di quelli che se ne sono andati e chi è arrivato, soprattutto da Sel, il numero è positivo». E ancora: «Siamo aumentati anche nell'ala sinistra. Non è vero che c'è il rischio di smottamento al centro».
«CIVATI? LASCIA PER FORMAZIONI PERSONALI». Poche parole, quindi, sull'addio di Pippo Civati. «Chi va via merita tutto il nostro rispetto, ma andarsene per far cosa», ha detto Renzi. «Io voglio bene a Civati, ma sono andato a vedere sul suo sito ed è scritto aderisci a Civati, cioè aderisci a un cognome. Dicevano a me che personalizzo, ma chi se ne va sembra che faccia formazioni personali».
«SULLA SCUOLA PRONTI AD ASCOLTARE». Quindi, il premier è intervenuto sul fronte caldo della scuola. «Giovanni Berlinguer aveva immaginato la scuola come la scuola dell'autonomia, una invenzione dell'Ulivo di inizio Anni 90. Siamo disposti ad ascoltare i sindacati su tutto. Anche oggi, alle 15, la sala verde di palazzo Chigi si riapre per accogliere i sindacati, ma la scuola funziona se è di tutti e non siamo disposti a bloccare la qualità nella scuola». «Nel ddl ci sono tre poteri ai presidi e noi stiamo cambiandone due su tre», ha proseguito, spiegando che ora «il preside proporrà il prof, ma il consiglio di istituto lo approverà» così come sulla valutazione dei docenti «deciderà un nucleo di valutazione»: resta il potere del preside di scegliere gli insegnanti nelle graduatorie.
«INTERVENTO SU PENSIONI NON MODIFICHERÁ I SALDI». Sul tema pensioni, il segretario premier ha chiarito che nella soluzione dopo la sentenza della Consulta saranno mantenuti i parametri indicati nel Def. «Non cambieranno i saldi, ci manterremo dentro le regole europee. Studieremo una soluzione che ci consenta di essere credibili a livello europeo». E ancora: «Nei prossimi giorni verificheremo le carte, noi abbiamo appreso la sentenza il 30 aprile dalle agenzie di stampa, un buon viatico per l'1 maggio e ora ci prendiamo il tempo necessario per evitare di fare errori».

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