Sciopero Scuola 150505110611
ISTRUZIONE 12 Maggio Mag 2015 1825 12 maggio 2015

Scuola, i sindacati bocciano gli emendamenti

Incontro a Palazzo Chigi. «Modifiche al ddl insufficienti». Rischio blocco degli scrutini. Studenti boicottano i test Invalsi.

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I sindacati hanno bocciato le modifiche al ddl di riforma della scuola. Lo hanno detto chiaramente nell'incontro con il governo a Palazzo Chigi, convocato dopo lo sciopero e le manifestazioni di inizio maggio e nel giorno della protesta degli studenti contro i test Invalsi.
BLOCCO DEGLI SCRUTINI. I sindacati si sono detti insoddisfatti degli emendamenti presentati dall'esecutivo e hanno evidenziato le criticità presenti nel ddl anche dopo le modifiche apportate. Inoltre hanno annunciato nuove iniziative di mobilitazione anche durante il periodo degli scrutini che rischiano dunque di essere bloccati.
PRESENTI I LEADER SINDACALI. Per il governo erano presenti il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e il sottosegretario Claudio De Vincenti. Per i sindacati, 15 le sigle presenti tra cui i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.
INCONTRO CON STUDENTI E GENITORI. Il 13 maggio è previsto che i rappresentanti del governo vedano anche le associazioni degli studenti e dei genitori, dopo l'invasione della bacheca Facebook di Matteo Renzi da parte degli insegnanti contrari alla sua idea di buona scuola.
Alla riunione non era presente il premier, che ha scritto un tweet sul tema.

PRECARI, VALUTAZIONE E CONTRATTO. La Cgil considera «punti dirimenti» dell'intervento legislativo sulla scuola «l'assunzione dei precari, la centralità del contratto, la questione delle funzioni della dirigenza e le premialità».
Sulla stessa linea Barbagallo: «Dal governo sforzi apprezzabili ma insufficienti. Precariato, valutazione e contratto: sono questi i tre punti su cui chiediamo interventi».
RUOLO DEL PRESIDE IN DISCUSSIONE. Anche Furlan ha evidenziato le criticità della riforma: «In primo luogo rimane l'accentramento delle funzioni e delle responsabilità del dirigente che parte da un presupposto concettuale sbagliato: la comunità, le famiglie, gli studenti hanno il diritto di giudicare la scuola come servizio. Ma la valutazione dei docenti, le loro capacità didattiche e professionali è meglio che siano lasciate a persone competenti che peraltro ci sono nel sistema scolastico».
SALARI E PRODUTTIVITÀ. E ha aggiunto: «Occorre poi ripristinare il ruolo della contrattazione in un settore da sette anni senza contratto. Il salario, la produttività dei docenti, la premialità di alcune scuole rispetto ad altre, vanno lasciate alla contrattazione con il sindacato. Per quanto riguarda poi il tema del superamento del precariato, noi pensiamo che occorre una soluzione vera, attraverso un percorso pluriennale di stabilizzazione che dia tranquillità agli insegnanti, agli studenti e alle famiglie».
DE VINCENTI: «MINACCE SUL BLOCCO DI SCRUTINI SCONCERTANTI». In serata il sottosegretario Claudio De Vincenti ha condannato la presa di posizione intransigente dei sindacati. «Sconcerta che, a fronte di una manifesta volontà del governo di dialogare si risponda minacciando il blocco degli scrutini. Un'iniziativa del genere sarebbe irresponsabile perché colpirebbe unicamente studenti e famiglie».
«Durante la riunione, nonostante esplicite divergenze», ha spiegato, «si è registrato un positivo clima di confronto nel merito delle questioni specifiche. Domani (13 maggio, ndr) il confronto proseguirà nell'incontro con le organizzazioni studentesche e quelle dei genitori. Al Senato, poi, in occasione di ulteriori consultazioni, ci sarà modo di proseguire nello scambio di opinioni. Con l'obiettivo, si spera condiviso da tutti, di arrivare a quel rinnovamento della scuola di cui il Paese ha bisogno e al quale il Governo non intende rinunciare», ha concluso il sottosegretario.

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