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COLPO DI STATO 13 Maggio Mag 2015 1954 13 maggio 2015

Burundi, golpe militare: deposto presidente Nkurunziza

Voleva candidarsi per la terza volta. Festa per le strade della capitale Bujumbura.

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Pierre Nkurunziza, presidente del Burundi, deposto dai militari.

Golpe militare in Burundi. Dopo settimane di violente proteste e scontri tra dimostranti dell'opposizione e forze dell'ordine, con un bilancio di circa 15 morti e oltre 200 feriti, l'esercito è passato all'azione e ha destituito il presidente uscente, Pierre Nkurunziza, intenzionato a correre per un terzo mandato. La sua candidatura è ritenuta incostituzionale dall'opposizione.
IL PRESIDENTE ERA ALL'ESTERO. Nkurunziza è stato destituito mentre si trovava in Tanzania per un summit internazionale: l'annuncio è arrivato a sorpresa da un'emittente locale, ad opera del generale dell'esercito Godefroid Niyombare. I militari hanno istituito anche un Comitato di salvezza nazionale per governare il Paese. Il golpe è stato festeggiato per le strade della capitale Bujumbura da migliaia di persone, mentre la polizia fedele al presidente si è dileguata.
LA CONDANNA DEI PAESI AFRICANI. I corrispondenti della Bbc hanno riferito che alcuni manifestanti hanno anche assaltato la prigione nazionale e liberato diversi detenuti prima di dare fuoco all'edificio. Tutti i voli internazionali da e per la capitale sono stati cancellati, mentre secondo alcuni tweet le frontiere del Paese sarebbero state chiuse. Fra conferme e smentite la comunità dei Paesi dell'Africa orientale intanto ha preso posizione, condannando il golpe e chiedendo il ripristino dell'ordine costituzionale.
LA COSTITUZIONE IMPONE IL LIMITE DEI DUE MANDATI. Le prime manifestazioni di protesta nel Paese erano esplose il 25 aprile, con il rinnovo per la terza volta della candidatura di Nkurunziza. La Costituzione del Burundi limita a due i mandati presidenziali, una norma che il partito del presidente interpreta diversamente, sostenendo che la prima nomina non avvenne a seguito del voto ma con incarico affidato istituzionalmente. La crisi politica in atto nel Burundi ricorda quella del Burkina Faso, quando a fine ottobre 2014 una rivolta popolare rovesciò il regime del presidente Blaise Compaorè, al potere da 27 anni, intenzionato anche lui a ricandidarsi per un nuovo mandato.

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