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SCONTRO 13 Maggio Mag 2015 1647 13 maggio 2015

Immigrazione Ue, schiaffo della Gran Bretagna all'Italia

Bruxelles dà l'ok al piano. Ma Londra si oppone alle quote. Critica Mare Nostrum: «Ha aumentato le morti». E punge Roma: «In Europa sistemi d'asilo inadeguati».

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Il canale della Manica si allarga tra l'Unione europea e la Gran Bretagna. E ancora di più tra Londra e Roma.
Il governo di David Cameron, uscito trionfatore dalle ultime elezioni, boccia sonoramente il piano Ue sull'emergenza migranti, cioè il più grande risultato ottenuto finora dal governo italiano in Europa. L'esecutivo britannico annuncia che non parteciperà al nuovo sistema di asilo che ripartisce l'accoglienza dei nuovi profughi tra i 28 Stati membri.
E lo fa a mezzo stampa poco prima della presentazione ufficiale della nuova agenda per l'immigrazione della commissione Juncker.
EDITORIALE AL VELENO. Nel giorno in cui l'Alto rappresentante degli Affari esteri comunitari, Federica Mogherini, ha potuto annunciare «una risposta europea a un problema europeo», il ministro degli interni britannico Theresa May ha firmato sul Times un intervento durissimo in cui accusa Bruxelles di «mettere a rischio» le vite dei rifugiati.
E di non incentivare i Paesi membri (si legga: Italia) a sviluppare un proprio sistema di asilo. Infine, definisce un fallimento anche l'operazione Mare Nostrum: «I morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo si sono moltiplicati per cinque».

Il ministro May: «Mare Nostrum ha fallito»

L'editoriale del ministro degli interni inglese Theresa may sul Times.

Nell'editoriale sul Times, May riconosce che la situazione nel Mediterraneo è «intollerabile». «Bande criminali stanno approfittando della miseria di esseri umani», ha esordito il ministro britannico sul quotidiano conservatore, «vendendo loro false promesse prima di imbarcarli su battelli a rischio e mandarli in molti casi a morire».
Il ministro osserva però che, se si vuole stoppare l'emergenza, bisogna adottare il giusto approccio. E non si possono incoraggiare persone a intraprendere viaggi tanto pericolosi; per questo, aggiunge, la Gran Bretagna «non parteciperà al sistema obbligatorio di riallocazione dei migranti».
MORTI QUINTUPLICATI. Tra gli esempi del flop delle politiche migratorie europee, gli inglesi citano l'operazione Mare Nostrum: «Questa iniziativa ben intenzionata ha fallito» e lo dimostra, secondo May, «la più tragica contabilità».
L'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati, stima che 3.500 persone siano morte provando ad attraversare il Mediterraneo nel 2014: «Oltre cinque volte l'anno precedente», scrive. May non prende in considerazione i fattori come le crisi umanitarie in corso, ma considera l'aumento delle partenze un effetto dell'iniziativa italiana: «Per questo a ottobre 2014, i ministri degli interni dei Paesi membri hanno chiesto di mettere fine» a Mare Nostrum.

L'attacco a Mogherini: «Sbaglia, sì ai respingimenti»

Londra, dal canto suo, propone di «separare il processo di soccorso in mare da quello di asilo, stabilendo dei campi sicuri in Nord Africa, ma sostenendo contemporaneamente un programma attivo di supporto al rimpatrio».
E utilizzando «intelligence e strumenti anticrimine non solo per il salvataggio, ma anche per spezzare le reti di trafficanti».
SOSTEGNO AI PAESI DI TRANSITO. May chiede di stoppare il problema all'origine attraverso aiuti allo sviluppo e sostegno ai Paesi di transito: «Abbiamo bisogno di un programma strutturato che rallenti i viaggi attraverso questi Stati e incoraggi i migranti a tornare nei Paesi di origine». Infine, argomenta il ministro, «abbiamo bisogno di un vigoroso programma anti crimine».
Tutte le proposte, in realtà, sono comprese anche nell'agenda europea.
La sostanziale differenza è che, chiedendo di separare il soccorso dall'accoglienza, Downing street di fatto si dice favorevole ai respingimenti: «Non concordo con il consiglio dell'Alto rappresentante degli Affari esteri Federica Mogherini», scrive alla fine dell'editoriale la rappresentante inglese, «quando dice che nessuno dei migranti intercettati in mare deve essere rimandato indietro contro la sua volontà».

La frecciata a Roma: «Gli Stati Ue devono sviluppare il loro sistema di asilo»

Jean-Claude Juncker e Matteo Renzi.

La Gran Bretagna, dopo l'ultima strage, ha acconsentito a inviare mezzi per rafforzare l'operazione Triton. Come ricorda lo stesso ministro, nel Mediterraneo le forze inglesi saranno presenti con la «nave della marina Hms Bulwark, con tre elicotteri Merlin e due navi della guardia di frontiera».
Londra, quindi, rifiuta solo una parte del pacchetto proposto da Mogherini e Juncker. Quello che la obbligherebbe a rispettare le nuove quote, relative peraltro solo a 20 mila nuovi arrivi. La nuova ripartizione è stata proposta sulla base di una serie di parametri come il numero di richiedenti asilo già accolti rispetto alla popolazione e anche il tasso di disoccupazione.
NO ALLE NUOVE QUOTE. I numeri, secondo lo stesso comunicato della Commissione Ue diramato la mattina del 13 maggio, erano attesi per la fine del mese. Ma la portavoce di Juncker ha annunciato le cifre in anticipo, forse proprio per giocare la partita con i Paesi che si oppongono alla luce del sole. Alla Gran Bretagna toccherebbe l'11,6% del totale, una quota di poco inferiore a quella italiana (11,84%).
Ma il no di May è netto: «Dobbiamo resistere e resisteremo al richiamo per la riallocazione dei migranti. Non solo perché favorirebbe l'attività delle organizzazioni criminali. Ma anche perché non incentiverebbe gli Stati membri a sviluppare il loro proprio sistema di asilo».
Un ammonimento che sembra indirizzato di nuovo al nostro Paese, che ha un sistema inadeguato, ma che è anche sotto una pressione migratoria sproporzionata. «L'Italia», ha spiegato Mogherini, «ha già superato la quota prevista negli schemi». I 20 mila migranti della proposta Juncker, secondo il Viminale, corrispondono agli sbarchi registrati in Italia in un mese.

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