Matteoli Berlusconi Forza 150514184233
INTERVISTA 14 Maggio Mag 2015 1841 14 maggio 2015

Forza Italia in crisi, Matteoli: «Berlusconi in tivù non basta»

Partito da rifare. «O Renzi governa 20 anni. Salvini non sarà il leader della destra». La ricetta? «Andare sul territorio». Matteoli a L43.

  • ...

Nonostante abbia da sempre la virtù del mediatore, Altero Matteoli, ex Alleanza nazionale, ex ministro, pezzo da novanta di Forza Italia, non ci gira intorno: «Alle Regionali per noi il risultato non sarà buono. Il partito non c’è più sul territorio e non ha un programma».
«I NOSTRI ELETTORI IN FERIE». Non vede nel modello Repubblicano la soluzione, ma dalla sconfitta «bisognerà ripartire e riprenderci i nostri elettori che al momento per fortuna sono andati in ferie, astenendosi, perché non potrà essere Matteo Salvini il leader del centrodestra».
E su Raffaele Fitto: «Lui è partito lancia in resta, ma Forza Italia doveva fare di più per evitare la rottura».

Altero Matteoli. © Imagoeconomica


DOMANDA. Senatore Matteoli, lei aveva ammonito: «Si rischia il baratro». Ora i risultati del Trentino Alto Adige e i sondaggi le danno ragione. Cos'è successo?
RISPOSTA. Purtroppo è andata così. Non sono certo contento di aver avuto ragione. Io tifo sempre per “la ditta”.
D. Ma?
R. È evidente che un partito quando non ha un programma, quando un giorno appare filo-renziano e l’altro anti-renziano, gli elettori si allontanano.
D. E ora?
R. Per fortuna al momento l’allontanamento è consistito nel non andare a votare. Ma Forza Italia è da ristrutturare.
D. Come?
R. Andando sul territorio. Negli ultimi anni non ci siamo più stati.
D. Sta dando ragione a Fitto?
R. Io non sto dando ragione a nessuno, se non a me stesso. I partiti vanno accuditi giorno per giorno, come un prodotto della terra. Se non viene sempre innaffiato, il seme se ne va.
D. Ma ci sono anche elettori di Forza Italia che hanno votato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. Potrà essere lui il nuovo leader del centrodestra?
R. No. Tra noi e Salvini c’è una differenza abissale.
D. Quale?
R. Salvini si può permettere, per il tipo di partito che dirige, la protesta. Noi no. Siamo per una cultura di governo.
D. Le sue sono critiche anche a Berlusconi?
R. No, al partito. Sul territorio ci dobbiamo andare tutti noi. Mentre dentro Forza Italia la maggior parte dei dirigenti continua a pensare che alla fine risolverà tutto Berlusconi andando in televisione. Ma non è così che si vince.
D. Sta dicendo che il brand dell’ex premier non tira più?
R. Non sto dicendo questo. Il brand paga sempre, ma, ripeto, tutto il partito deve mobilitarsi.
D. Lei si è speso molto per evitare la rottura. È stato un errore commissariare la Puglia per tentare di azzoppare Fitto, con il risultato che ora lì c’è Fi contro Fi?
R. Il punto è che Fitto è partito lancia in resta e non si è più fermato. Ora è tutto molto difficile. Certo però a me dispiace che Forza Italia non abbia fatto tutto per evitare lo scontro.
D. Fioriscono le indiscrezioni su possibili gruppi autonomi e scissioni da parte di fittiani e verdiniani, insieme o separati. Anche a lei è stata attribuita la volontà di fare un gruppo. È così?
R. Io non sono andato con Fitto (anti-renziano, ndr) e neppure sto con Verdini (filo-renziano, ndr). Mi ci vede con la mia storia a fare il sostenitore di Renzi? Certo però che voglio organizzare un gruppo.
D. Un’altra scissione?
R. Ma quale scissione! Sto parlando di un gruppo che serva a Fi per tornare a prendere i voti che sono rimasti a casa. Ma non ce la possiamo prendere con gli elettori che sono andati in ferie. Spetta a noi riconquistarli.
D. Lei è o era formalmente il responsabile del comitato candidature, poi però è stato estromesso dalla tesoriera Maria Rosaria Rossi. Come stanno le cose?
R. Non sono stato estromesso dalla Rossi. Io mi sono occupato delle candidature. Tranne che di quelle in Puglia. Lì se ne è occupato direttamente Berlusconi. E ubi major...
D. È ancora possibile recuperare la rottura pugliese foriera di una scissione nel partito?
R. Troppo presto per dirlo. Bisognerà aspettare il risultato del primo giugno alle Regionali. E comunque sarà da lì che occorre ripartire.
D. Cosa prevede?
R. Non credo che il risultato sarà buono.
D. È d’accordo con il partito Repubblicano, all’americana, lanciato dal leader di Fi?
R. Non lo so. Berlusconi un’intuizione l’ha avuta. Con la nuova legge elettorale o stai unito oppure Renzi dominerà per 20 anni.
D. Che fare, dunque?
R. Non mi pare che ci siano i presupposti per il partito all’americana. Il punto è rimetterci insieme e tornare a essere competitivi. Serve uno sforzo di unità.
D. Anche da parte di Berlusconi?
R. Anche da parte sua.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso