Immaorilio 150514190310
ELEZIONI 14 Maggio Mag 2015 1859 14 maggio 2015

Regionali: per un voto si offrono gelati, birre e caffè sospesi

Winner Taco, Heineken e consumazioni al bar. Tutto per avere una preferenza.

  • ...

Caffè, gelati, birre per guadagnare consensi, per attirare cittadini votanti nelle piazze elettorali in giro per l'Italia.
Il voto, si sa, è merce rara. Soprattutto con punte di astensionismo che, secondo i sondaggi di Demopolis, potrebbero toccare anche il 45%.
IL CANDIDATO CHE OFFRE CAFFÈ. E allora mano al portafogli. Capita così che a Enna, il candidato Carlo Catalano uomo dell'ex impresentabile piddino Mirello Crisafulli che corre con Enna Democratica, decida di offrire ogni giorno 20 caffè sospesi in un bar della città.
Il M5s ha gridato al voto di scambio. Ed ecco apparire un'altra offerta: oltre ai caffè, in sospeso ci saranno anche «due camomille per augurare agli irascibili una serena giornata».

I manifesti di Carlo Catalano, candidato a Enna.

Anche in Campania i candidati sio sono dati da fare.
Nino Navas, ex assessore fittiano di Caivano, ha ben pensato di offrire gelati Winner Tako - non è un refuso, proprio con la k - a chi si presentava al comitato elettorale.
Nei coupon veniva addirittura sbandierata una partnership con Algida.

I coupon di Navas, ex assessore fittiano di Caivano.


Alla faccia dello sponsor. Navas lo aveva in un primo momento spiegato con il fatto che «il Gruppo Navas da 60 anni ha la concessione del marchio Algida». Poi perché indignarsi per un «innocuo e cordiale gelato»?
Forse in casa Unilever, la multinazionale che possiede anche la Algida, qualcuno deve aver storto il naso. E così ecco arrivare via Facebook un'ulteriore e contraria precisazione.
«La manifestazione era finalizzata a incontrare i nostri elettori per un confronto su idee e programmi per lo sviluppo del nostro territorio», ha precisato il forzaitaliota. «Per l’occasione sono stati distribuiti gratuitamente gelati, in particolare Winner Taco. Voglio precisare che l’iniziativa non è stata assolutamente concordata con la Unilever, titolare del marchio Algida, così come erroneamente riportato da alcuni nostri coupon informativi che solo per un mero errore faceva riferimento a tale collaborazione».
LE 300 BIRRE DI IMMA. Altro candidato, altro regalo. La collega di partito di Navas, Imma Orilio, in corsa con Stefano Caldoro alla Regione Campania, ha deciso di conquistare l'elettorato più giovane offrendo ben 300 Heineken.
Anche lei non è stata esente da critiche. Tanto da dover chiarire la natura della sua iniziativa su Facebook: «Pensare che il consenso di un giovane, dei nostri giovani immersi in un contesto di continua precarietà, possa essere conquistato con una birra è un pensiero sciocco oltre che strumentale, nonché offensivo e umiliante per i nostri ragazzi. Per conquistare il consenso dei giovani, sappiamo bene che di gran lunga più articolate e concrete devono essere le proposte e le risposte. E stare insieme a loro, bevendo una birra, per ascoltare i loro bisogni, condividere attese e aspettative da vicino, non lo considero né un attentato alla pubblica moralità né un'istigazione allo sballo».

Il volantino di Imma Orilio, candidata in Campania con Forza Italia.

Insomma, si mangia e si beve, ma niente voto di scambio.
Effettivamente un gelato, una birra e un caffè sospeso sono più tratti folkloristici che «attentati alla pubblica moralità», per citare proprio Orilio.
Insomma siamo lontani da un allarme laurismo di ritorno.
IL «MAESTRO» DON ACHILLE. Achille Lauro, sindaco di Napoli e deputato del Partito Nazionale monarchico, usava con profitto ben altri metodi. O' comandante, così era chiamato don Achille, ottenne alle Politiche del 1953 il record ancora imbattuto di 680 mila preferenze elargendo pacchi di pasta, banconote e scarpe. Naturalmente spaiate: la sinistra prima del voto, la destra dopo in cambio di una prova di fedeltà.
La camorra, come ha raccontato anche Roberto Saviano, ha un vero e proprio listino prezzi per racimolare voti. Una preferenza a Scampia sta a 50 euro (25 prima e 25 dopo la croce fotografata), sei un frigorifero o una lavatrice a scelta. Oppure la promessa di un posto di lavoro, decisamente un sempreverde.
I VOTI DELLA 'NDRANGHETA. Modus operandi che, in larga scala, sono stati adottati anche al Nord, nella Lombardia infiltrata dalla 'Ndrangheta.
A finire nei guai nel 2012 Domenico Zambetti, pidiellino assessore alla Casa della giunta regionale di Roberto Formigoni.
L’accusa era di aver comprato 4 mila preferenze - fondamentali per la sua elezione alle Regionale del 2010 con 11.217 preferenze - per 200 mila euro a due mediatori della 'ndrangheta appartenenti alle cosche Morabito-Bruzzaniti di Africo e Mancuso di Palmi. Il suo broker, sempre secondo l'accusa, era Ambrogio Crespi fratello di Luigi, l’ex sondaggista di fiducia di Silvio Berlusconi, già condannato per la bancarotta Hdc. Anche se va detto che Ambrogio è stato liberato dopo 200 giorni di carcere e che la sua posizione si è nettamente alleggerita e che Luigi ha saldato tutte le parti civili e i liquidatori.
PRIMARIE PD NEL CAOS. Ma anche in casa Pd non è che si navighi in acque molto più limpide, anche se le accuse di compravendita non sono state provate. A insospettire le file di rom ed extracomunitari alle primarie del partito a Roma. Il j'accuse arrivò da Cristiana Alicata della direzione dem. «Le solite incredibili file di Rom che quando ci sono le primarie si scoprono appassionatissimi di politica», scrisse su Twitter nell'aprile del 2013. Aggiungendo: «È voto di scambio».
Stesso discorso nella rossa Emilia Romagna che nel 2014 ha incoronato governatore Stefano Bonaccini. A Reggio Emilia il voto di 959 immigrati fu annullato. Si sospettò che qualche esponente dem avesse offerto il rimborso dei due euro necessari per votare. A Modena si parlò addirittura di pranzi pagati in cambio di un voto.
A Piacenza, invece, ma nel 2012 di euro ne erano stati offerti cinque.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso