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NEGOZIATI 15 Maggio Mag 2015 1500 15 maggio 2015

Il papa abbraccia Abu Mazen: «Sei un angelo della pace»

Il leader palestinese ricevuto dopo l'intesa Chiesa-Anp. Sorrisi, strette di mano e 20 minuti di faccia a faccia.

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L'appellativo di «angelo della pace» e il complimento di «essere ringiovanito».
Botta e risposta affettuoso tra papa Francesco e il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, durante il loro colloquio in Vaticano, alla vigilia della canonizzazione, il 17 maggio, delle due suore palestinesi Mariam Baouardy e Marie Alphonsine Danil Ghattas.
ABU MAZEN A SAN PIETRO. Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese è arrivato in San Pietro per assistere alla cerimonia religiosa, portando in dono al papa una piccola cassa di madreperla con un rosario di legno d'ulivo e i reliquiari delle due nuove sante. Francesco ha ricambiato regalando a Mazen una copia della sua enciclica Evangelii Gaudium e un medaglione con l'angelo della pace, come poi Francesco ha chiamato il leader politico, che «distrugge lo spirito cattivo della guerra».
Ma il passaggio alla Santa sede dell'erede di Arafat, con al seguito una delegazione di 11 palestinesi, è di valenza anche politica.

L'accordo tra Vaticano e Palestina e la pace in Medio oriente

Papa Francesco e Abu Mazen.

Abbracci, sorrisi, strette di mano nell'incontro di una ventina di minuti con il pontefice.
Poi il gruppo si è riunito con il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, per parlare dell'intesa tra Santa Sede e Palestina, in via finale di stesura, e della necessità di riprendere i colloqui di pace tra israeliani e palestinesi.
Di questi temi hanno discusso direttamente anche Francesco e Mazen, in un clima particolarmente caloroso, visto che nel testo sull'Accordo comprensivo tra le Parti circa alcuni aspetti essenziali della vita e dell'attività della Chiesa cattolica in Palestina - il contenzioso su sovranità, questioni fiscali e proprietà della Chiesa cattolica nei territori che in 16 anni Israele non è riuscito a concordare - si trovano anche le prime esplicite citazioni ufficiali vaticane sul riconoscimento dello «Stato della Palestina già esistente».
IL CONCORDATO SUI TERRITORI. Il trattato sarà «firmato in un futuro prossimo». Sul processo di pace con Israele, la Chiesa ha espresso «l'auspicio che possano riprendere i negoziati diretti tra le parti, per trovare una soluzione giusta e duratura al conflitto» e che in merito, «con il sostegno della comunità internazionale, israeliani e palestinesi prendano decisioni coraggiose».
Sui conflitti in Medio Oriente, infine, nel «riaffermare l'importanza di combattere il terrorismo è stata sottolineata la necessità del dialogo interreligioso», è il comunicato del Varicano.
Le autorità di Ramallah, da parte loro, ringraziando Francesco per la canonizzazione delle due suore palestinesi si sono appellate ai cristiani nel non lasciare la Terra santa.
«GRAZIE AI FRATELLI CRISTIANI». «Vogliamo esprimere apprezzamento ai nostri fratelli cristiani per la loro fermezza e il contributo efficace fornito per costruire la nazione palestinese. Chiediamo ai cristiani palestinesi di restare con noi e godere dei diritti di piena cittadinanza, affrontando insieme le difficoltà della vita fino a quando raggiungeremo la libertà, la sovranità e la dignità umana. Attraverso la verità e la giustizia possiamo decidere il nostro destino, e con le preghiere dei credenti sinceri e fedeli saranno realizzati tutti i nostri sforzi», è il messaggio scritto del presidente palestinese.
«La città di Gerusalemme rimarrà sempre la città di Dio e la città di giustizia e di pace per tutti i credenti di tutte le fedi. Sulla base di questo fondamento spirituale», ha concluso Mazen, «a Dio piacendo sarà la nostra capitale».

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