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MOBILITAZIONE 15 Maggio Mag 2015 2054 15 maggio 2015

Riforma della scuola, sit-in di protesta a Roma

Scioperare durante gli scrutini rimane una possibilità. In piazza la minoranza dem. Contestato anche Fassina.

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Un momento del sit-in degli insegnanti a Roma.

Le proteste contro la riforma della scuola da parte dei sindacati non si fermano, e l'ipotesi di scioperare durante gli scrutini è ancora all'ordine del giorno, nonostante l'avvertimento da parte del garante, che ha minacciato la precettazione degli insegnanti.
Dopo la manifestazione del 5 maggio, il sit-in convocato venerdì 15 maggio in piazza del Pantheon a Roma dalle principali sigle sindacali - Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda - ha richiamato non troppi irriducibili.
Durante la sospensione dei lavori a Montecitorio, dove la riforma è in corso di approvaizone, molti parlamentari di maggioranza e opposizione si sono affacciati, chi per avversare la riforma anche salendo sul palco, chi solo per ascoltare.
CIVATI: «DA RENZI SOLO TONI PIÙ MORBIDI». È stato quello il momento più caldo e non sono mancate le contestazioni. Per la minoranza dem si sono fatti vedere Gianni Cuperlo, Guglielmo Epifani e Alfredo D'Attorre. Con loro anche Arturo Scotto e molti parlamentari di Sel. C'era Giuseppe Civati, che ha minimizzato le aperture del premier alle modifiche: «Solo un ammorbidimento dei toni». Stefano Fassina è stato invece protagonista di un battibecco con una precaria, che gli ha urlato le ragioni della protesta degli insegnanti di seconda fascia: «Lunedì votiamo gli articoli fondamentali sui poteri dei presidi e le assunzioni. Se il presidente del Consiglio è disponibile, votiamo subito le modifiche. Perché aspettare il passaggio al Senato?», aveva appena finito di dire l'esponente democratico, prima di essere incalzato dalla docente.
CUPERLO: «PD SI METTE CONTRO UNA PARTE IMPORTANTE DEL PAESE». Contestata anche la renziana Simona Malpezzi, componente della commissione Cultura. Per Cuperlo è necessario che «la sinistra di governo ascolti la piazza. Martedì c'è stato lo sciopero con la più alta partecipazione da 10 anni. E il problema non è la contrapposizione tra maggioranza e minoranza del Pd. Il mio problema è se il mio partito si mette contro una parte importante del Paese».
A rinfocolare la polemica gli esponenti del Movimento 5 stelle, con Alessandro Di Battista che appena arrivato in piazza ha definito la presenza degli esponenti democratici «la foglia di fico del sistema Renzi. Fanno credere ai sindacati e ai cittadini che c'è una parte buona del Pd».
In piazza è andato anche il leader Radicale Marco Pannella: «Io non protesto, ma propongo», ha detto a chi gli chiedeva come mai si unisse alla manifestazione. E Renzi col gessetto? «Io sono vecchio. Chi è Renzi?», ha risposto poi ironizzando.

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