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SENTENZA 16 Maggio Mag 2015 1200 16 maggio 2015

E-cig, super tassa illegittima: per lo Stato buco da 117 milioni

Bocciata dalla Consulta la tassazione al 58,5% sulle sigarette elettroniche. Guai per l'Erario.

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La Consulta ha bocciato la super tassa sulle sigarette elettroniche.

Un buco da 117 milioni di euro.
Costa cara allo Stato la sentenza della Consulta che proprio nel pomeriggio del 15 maggio ha dichiarato anticostituzionale la super tassa sulla sigaretta elettronica.
IMPOSTA AL 58,5%. La disposizione era stata introdotta dal decreto legge 76 del giugno 2013 che stabiliva come «i prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati nonché i dispostivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio che ne consentono il consumo, sono assoggettati a imposta di consumo nella misura pari al 58,5% del prezzo di vendita al pubblico».
È VAPORE, NON NICOTINA. Secondo la Corte, il cui relatore è stato Giuliano Amato, la discrezionalità tributaria ha limiti che non possono essere oltrepassati.
In questo caso non si è tenuto conto che un liquido per sigaretta elettronica senza nicotina non può essere considerato un succedaneo del tabacco; non è nient'altro che vapore acqueo aromatizzato.
MANCA L'ASPETTO NOCIVO. Sulla motivazione si legge che, mentre le tasse sulle sigarette trovano «giustificazione nel disfavore nei confronti di un bene riconosciuto come gravemente nocivo per la salute», è proprio tale presupposto a «non essere ravvisabile in relazione al commercio di prodotti contenenti altre sostanze diverse dalla nicotina».

Anche in materia fiscale c'è il limite della «manifesta irragionevolezza»

Le sigarette elettroniche.

Secondo la Corte, la disciplina oggetto della sentenza «trova primaria giustificazione nell'esigenza fiscale di recupero di un'entrata erariale - l'accisa sui tabacchi, con particolare riguardo alle sigarette - la quale ha subito una rilevante erosione per effetto dell'affermazione sul mercato delle sigarette elettroniche».
Ma «anche in materia tributaria», avverte la Corte, «il principio della discrezionalità e dell'insindacabilità delle opzioni legislative incontra il limite della manifesta irragionevolezza».
DURO COLPO AL GOVERNO. Un ulteriore duro colpo al governo, dunque, che oltre ad avere ora un mancato introito a cinque zeri, è anche accusato dalla Consulta di aver legiferato senza conoscere, ovvero senza aver saputo distinguere tra l'assunzione di nicotina e l'inalazione di semplice vapore.
NIENTE LIMITI NÉ CRITERI. La norma bocciata «affida a una valutazione, soggettiva ed empirica - la idoneità di prodotti non contenenti nicotina alla sostituzione dei tabacchi lavorati - l'individuazione della base imponibile e nemmeno offre elementi dai quali ricavare, anche in via indiretta, i criteri e i limiti volti a circoscrivere la discrezionalità amministrativa nella definizione del tributo. Né l'elasticità delle indicazioni legislative è accompagnata da forme procedurali partecipative, già indicate da questa Corte come possibile correttivo». E tutto ciò è in contrasto anche con l'articolo 23 della Costituzione.

E a luglio il Tar del Lazio si deve esprimere sulla tassazione attuale

L'e-cig può aiutare a smettere di fumare, ma per gli esperti non è sana al 100% e il suo libero uso potrebbe incitare al consumo.

Archiviata la pratica 2014, ora le associazioni di categoria del fumo elettronico sono impegnate a far dichiarare anticostituzionale anche la tassa per il 2015.
A luglio il Tar del Lazio deve esprimersi sul ricorso presentato da Anafe Confindustria sulla tassazione attuale: 4,5 euro ogni 10 millilitri di liquido.
Anche in questo caso, però, la tassa colpisce a prescindere dalla presenza o meno di nicotina.
5 SIGARETTE COME 1 MILLILITRO. Per quantificare l'importo da pagare sotto forma di accisa, lo Stato ha proceduto applicando un'equivalenza che paragonerebbe cinque sigarette tradizionali a 1 millilitro di e-liquid.
Anche in questo caso, però, senza distinzione tra liquidi con nicotina e liquidi prodotti con acqua e aromi.
PREZZI ALL'INGROSSO +300%. La riformulazione dell'accisa ha causato un incremento dei prezzi all'ingrosso del 300%, portando una boccetta di e-liquid da 1,5 euro a quasi 5 euro.
La decisione del Tar non può non tener conto del pronunciamento della Corte costituzionale.
Per il 2015 lo Stato ha messo a bilancio preventivo introiti per 112 milioni di euro. Le stime Anafe invece li riducevano a soli 11 milioni di euro.
Se il Tar dovesse accogliere il ricorso - cosa molto probabile a questo punto - lo Stato avrebbe bucato due intere annualità di tassazione.

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