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CENTRODESTRA 16 Maggio Mag 2015 2214 16 maggio 2015

Forza Italia, Berlusconi e Fitto alla resa dei conti

Il Cav attacca il frondista. Che replica: «Per lui è il momento di fare un passo indietro».

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Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e l'eurodeputato Raffaele Fitto.

C'è una guerra in atto in Forza Italia. E la Puglia è il campo di battaglia. Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto continuano a sfidarsi a colpi di dichiarazioni polemiche, e il mini tour del Cav in regione per promuovere la candidatura di Adriana Poli Bortone (sospesa il 16 maggio da Fratelli d'Italia) è stato l'occasione perfetta per il regolamento di conti.
«VOLEVA SCALARE FI». Prima di di andarsene dalla Puglia, nella mattina del 16 maggio, Berlusconi non ha risparmiato un nuovo duro attacco (a meno di 24 ore dalla rottura sancita a Lecce) contro il «nemico».
Dopo averlo di fatto messo alla porta, l'ex premier in un'intervista a Telenorba, ha provato a mettere l'eurodeputato azzurro in un angolo, 'bollandolo' come «un episodio regionale». Secondo l'ex premier, «la sua volontà era quella di assumere un ruolo in Forza Italia che nessuno gli ha riconosciuto».
E il leader dei frondisti non è rimasto ad ascoltare senza replicare. Nel tour in giro per le città pugliesi, l'eurodeputato ha ribattuto colpo su colpo alle accuse dell'ex capo del governo.
ACCUSATO DI FAVORIRE LA SINISTRA. La tensione tra Fitto e Berlusconi ha però come primo risultato quello di riaccendere lo scontro anche dentro il partito, ormai ridotto a una polveriera perenne. A difesa dell'ex capo del governo si sono schierati diversi dirigenti azzurri che rimproverano a Fitto di «favorire la sinistra» nel portare avanti «guerre fratricide».
È stato poi Berlusconi a rinfacciare all'ex governatore pugliese di aver composto le liste senza nessun criterio democratico: «Lui ha indicato tutti i candidati con una mossa padronale. Nessuno è venuto fuori con una consultazione democratica».
I FITTIANI: «STAGIONE CHIUSA». Sul versante opposto si schierano le truppe fittiane che all'unisono hanno invitato Berlusconi a «considerare ormai chiusa una stagione». Ma è forse dallo stesso ex governatore pugliese che arriva l'affondo più duro: «Un leader politico, se ama le idee, il suo Paese e il suo schieramento, dovrebbe sapere quando fare un passo indietro». La sensazione è che fino alle elezioni la tensione continuerà ad essere alle stelle.
La vera incognita però è cosa può accadere dopo. Ormai infatti è solo una questione di tempo prima dell'addio ufficiale dei fittiani, pronti a dar seguito al progetto del loro capo e cioè essere il punto di riferimento dei conservatori in Italia.
NUOVI ATTACCHI DA LECCO E SARONNO? Berlusconi dal canto suo non sembra disposto a ritornare sui suoi passi. Il 17 maggio l'ex premier è atteso a Lecco, lunedì 18 a Saronno. Due appuntamenti di cui Berlusconi intende approfittare per calcare di nuovo la mano contro l'ex delfino e per ribadire che l'unica strada possibile è quella dell'aggregazione dei moderati. Per il futuro immediato sembra essere quello l'unico obiettivo del leader azzurro, poco convinto invece di poter riallacciare il dialogo con Matteo Renzi. Anzi, per l'ex capo del governo, con il leader del Pd si rischia «la deriva autoritaria».

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