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RIFORMA 16 Maggio Mag 2015 1800 16 maggio 2015

Scuola, botta e risposta di Renzi sui social

Il suo tweet sui prof scatena le critiche. Il premier: «Ascoltare non è assecondare».

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Matteo Renzi.

La polemica sulla «buona scuola» rinfocola anche sui social network.
«Ascoltare non è assecondare per forza. Non è che, o facciamo ciò che dice lei, o non siamo democratici...» ha risposto caustico Matteo Renzi alla critica di un follower su Twitter che lo invitava a «ripassare il concetto di democrazia, parlate tanto e non ascoltate nulla».

In molti rinfacciano al premier-rottamatore l'attenzione più ai voti che agli insegnanti.
Ma il consenso non c'entra e neanche le Regionali, sostiene Renzi. «Vedo che lei si preoccupa per le elezioni perché è un attivista dell'M5S. Io stavo parlando di scuola», ha ribattuto a un altro messaggio. «Le Politiche saranno nel 2018. Quelle Europee nel 2019. La scuola c'è sempre».

Nel botta e risposta su Twitter, Renzi è tornato anche a smentire uno nodo dei più contestati dagli insegnanti, cioè l'essere mandati a casa se non adeguati, dopo la chiamata diretta dei presidi-sceriffi.
LE CRITICHE DEI DOCENTI. «Ovviamente no. Certo che chi è stato assunto non è licenziato dopo tre anni, una delle tante leggende metropolitane», ha risposto ai tweet di alcuni docenti. E sui prof di seconda fascia: «Non stiamo licenziando nessuno, e il piano pluriennale c'è. Ma con concorso».

Ma a chi gli rimprovera di non aver ascoltato i docenti prima di scrivere la riforma, insiste: «Abbiamo fatto una consultazione pubblica da settembre 2014».
Le contestazioni sono ascoltate e bene accette: «Sto leggendo le risposte dei prof. Faremo tesoro di suggerimenti e critiche. La scuola è la sfida per riportare l'Italia a fare...l'Italia», ha scritto Renzi. Ma nelle risposte incalza i contestatori a «restare nel merito». E comunque ascoltare non è assecondare.

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