Sciopero Scuola 150505110728
PROTESTA 16 Maggio Mag 2015 1500 16 maggio 2015

Scuola, la sfida dei Cobas: «Blocchiamo gli scrutini»

Stop alle attività per due giorni. Il Garante: «Un danno illegale agli studenti».

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Roma: il presidio Cobas sotto il ministero dell'Istruzione per lo sciopero contro il ddl buona scuola (5 maggio 2015).

I Cobas hanno indetto il blocco degli scrutini e di tutte le attività della scuola per due giorni consecutivi, successivi alla fine delle lezioni.
I sindacati hanno detto di auspicare che l'azione di lotta riceva l'adesione anche delle altre sigle del settore e programmato per il 7 giugno una manifestazione nazionale contro la Buona Scuola del governo.
«Avremmo preferito una convocazione unitaria», ha detto il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi, «ma riteniamo che vadano rotti gli indugi per dare con urgenza un forte segnale che tranquillizzi i docenti e che dimostri la legittimità della forma di lotta proposta».
IL GARANTE: «UN DANNO AGLI STUDENTI». Immediata la risposta di Roberto Alesse, presidente dell'Autorità di Garanzia per gli scioperi: «Premesso che chi si muove fuori dalle regole danneggia solo e soltanto studenti e famiglie, e a loro dovrà spiegare le ragioni di un eventuale blocco illegale degli scrutini, l'Autorità valuterà la legittimità dell'atto di proclamazione nelle prossime ore e lo farà con rigore a tutela degli utenti».
Le due giornate di blocco delle attività variano da regione a regione a seconda del termine delle lezioni. E precisamente: l'8 e 9 giugno in Emilia-Romagna e Molise; il 9 e 10 in Lazio e Lombardia; il 10 e l'11 in Puglia, Sicilia e Trentino; l'11 e 12 in Liguria, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria, Campania e Veneto; il 12 e 13 in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Val d'Aosta; il 17 e 18 in l'Alto Adige.
I COBAS: «ASPETTIAMO DI ESSERE CONVOCATI». «Restiamo in attesa di una nuova convocazione da parte del 'cattivo maestro' Renzi», prosegue Bernocchi, «affinché spieghi, fra l'altro: come potrebbe un preside con centinaia di docenti nei vari plessi - che vede, al più, due o tre volte l'anno in collegio docenti - giudicarne le capacità didattiche; come lo potrebbero fare addirittura i genitori e gli studenti, assegnando aumenti salariali a un 10% di 'migliori' docenti; con quali doti medianiche un preside 'ingaggerà' dagli Albi territoriali docenti mai visti e conosciuti; perché dovrebbero essere i cittadini, e non lo Stato, a finanziare le scuole con il 5 per mille».
I Cobas, sulla base delle risposte che arriveranno, valuteranno «come proseguire la lotta, anche oltre i due giorni di blocco già indetti. Di questo discuteremo con i lavoratori nelle giornate di mobilitazione unitaria tra il 18 e il 20, in occasione del voto sul Ddl alla Camera».

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